Avviso per 50 infermieri e 80 oss, compenso a 25 euro l’ora: “Non va bene, rischiamo in prima persona”

Nelle corsie dei presidi ospedalieri occorre personale che possa affiancare coloro che stanno sostenendo da giorni turni estenuanti. Oggi sul Bollettino della Regione Molise è stata pubblicata la manifestazione d'interesse per contrattualizzare nuovi operatori che però ha deluso i diretti interessati. "Gli infermieri molisani non sono professionisti di serie B, in tutte le altre Regioni il compenso è a 30 euro all'ora", la critica della presidente dell'Ordine degli Infermieri. "Anche il numero è insufficiente, serve solo per l'emergenza"

Non li vedrete con armi ed elmetto, ma con mascherine, tute e divise per lottare contro un nemico ugualmente pericoloso: il Covid-19, che finora in tutto il mondo ha provocato oltre 15mila decessi. Non ci sono il fango e la polvere. Le trincee di questa guerra si trovano in ospedale dove in prima linea ci sono medici, infermieri, oss e tutti gli altri operatori sanitari che stanno svolgendo turni faticosissimi di 12 ore. I capelli bagnati di sudore, il volto segnato dalle mascherine, gli occhi cerchiati: ecco come si presentano a fine lavoro i nuovi ‘eroi nazionali’.

Nelle corsie degli ospedali molisani arriverà qualche rinforzo: 50 infermieri e 80 operatori socio-sanitari. E’ quanto prevede l’avviso dell’Azienda sanitaria regionale pubblicato oggi (23 marzo) nell’edizione speciale del Burm, il Bollettino ufficiale della Regione Molise. La manifestazione d’interesse, procedura scelta anche nelle altre regioni (Lombardia, Piemonte, Marche, Campania solo per citare qualche esempio) per velocizzare le assunzioni, prevede un contratto da 25 euro all’ora e richiede che ogni lavoratore abbia la partita Iva. E queste due ‘clausole’ hanno fatto storcere un po’ il naso ai diretti interessati.

A scanso di equivoci lo diciamo subito: non si tratta di fare i ‘preziosi’ o i difficili. Anche perchè non viene proposto un posto fisso, ma un contratto di sei mesi rinnovabile per altri sei.

“La manifestazione d’interesse è il metodo più immediato per l’assunzione di personale. Questa modalità è stata seguita in tutte le altre regioni d’Italia, come la Lombardia o l’Emilia Romagna”, spiega a Primonumero la presidente dell’Ordine degli Infermieri Mariacristina Magnocavallo.

Maria cristina Magnocavallo Ordine degli Infermieri

Dalle sue parole trapela scetticismo per il percorso intrapreso dall’Asrem. “Nelle altre regioni però è stato previsto un contratto libero professionale a 30 euro all’ora lordi, qui a 25 euro lordi. Ma i molisani non possono essere considerati professionisti di ‘serie B’. Inoltre, non ci sono tanti infermieri e operatori socio-sanitari che hanno la partita Iva e con il compenso previsto – i 25 euro all’ora – non riusciranno a rientrare nemmeno con i costi che devono sostenere per registrarsi alla cassa previdenziale. Il rischio in questo momento è molto alto per tutti coloro che sono impegnati in questa lotta: medici, infermieri e tutti gli operatori sanitari”.

Secondo problema: il numero degli operatori richiesti dall’Asrem. “Consentirà di tamponare solo l’emergenza ma non per garantire il patrimonio dell’assistenzialità su tutto il territorio molisano”, sottolinea ancora Magnocavallo. “Potrebbe essere un numero sufficiente, ma noi non sappiamo ad oggi il percorso dell’infezione”.

Probabilmente la fetta principale dei nuovi operatori sarà inviata al Cardarelli di Campobasso, ospedale Covid e cuore del sistema sanitario regionale. Qui, ad esempio, sono stati ampliati i posti letti di Malattie Infettive, passati da 4 a 20 a causa dell’aumento dei ricoveri. Alcuni operatori sanitari, inoltre, sono stati spostati nei reparti che attualmente ospitano i malati che hanno contratto il coronavirus, aumentandone così lo stress.

A tutto ciò bisogna aggiungere i rischi che i professionisti sanitari corrono: secondo i dati diffusi oggi dall’Istituto superiore di sanità, in Italia dall’inizio dell’epidemia 4.824 operatori sanitari hanno contratto un’infezione da coronavirus, pari al 9% del totale delle persone contagiate. 19 dottori sono deceduti dopo aver contratto l’infezione.

A Roma ci sono 84 medici contagiati, diversi casi ci sono anche nella nostra regione: basti pensare ai 3 medici di Termoli, oppure al dottore della postazione del 118 di Riccia, al medico di Castropignano e ai soccorritori del 118 di Bojano, Agnone e Riccia.

Ecco perchè le disposizioni previste dal decreto legge del 9 marzo 2020 hanno provocato la dura reazione del sindacato dei medici. E le critiche trovano d’accordo anche l’Ordine degli infermieri in Molise.

Secondo la norma, la sospensione dal lavoro è prevista solo se i sanitari sono sintomatici o positivi al tampone per accertare il covid-19. Se un operatore è negativo ma convive con una persona positiva deve andare lo stesso a lavorare, ma a casa deve essere isolato per evitare di contrarre il virus.

“Già tutto il personale sanitario è esposto al rischio infettivo – il commento della Magnocavallo – poi se ci sono anche queste condizioni vuol dire che aumentiamo i rischi per medici, infermieri, operatori sociosanitari, tecnici e tutti gli altri lavoratori del settore sanitario”.