Auto ‘sparite’ ma gente ancora a spasso. Appello di una infermiera: “State a casa”. Ronde a Frosolone

Se sugli automobilisti hanno fatto effetto le multe dei Carabinieri, tanti cittadini continuano a ignorare i divieti e il rischio di incorrere nelle multe. "Questa mattina ho visto tantissime persone passeggiare, occorrono i controlli", la denuncia di un'infermiera di Campobasso. Mentre un cittadino scrive al prefetto per chiedere parcheggi gratuiti al centro del capoluogo, nei paesi scatta il pugno duro dei sindaci.

Le multe sono riuscite a scoraggiare solo gli automobilisti ma non i pedoni. Tranquillamente a spasso incuranti dei divieti. E’ l’ambivalente scenario registrato questa mattina – 16 marzo – a Campobasso.

Stranamente silenziosa via XXIV Maggio, strada ricca di attività commerciali (quasi tutte chiuse per effetto dei decreti) e nonchè via di collegamento verso i centri commerciali di via Colle delle Api. Deserta via Mazzini: verso mezzogiorno non circolava nessuna vettura. Sarà stato l’effetto del blitz’ dei Carabinieri che hanno fermato e controllato 250 persone che dovranno pagare sanzioni che si aggirano sui 200 euro.  

Tuttavia, le ordinanze e gli appelli a restare a casa – soprattutto nella settimana del picco dei casi legati al Covid-19 – continuano a non essere rispettati da una parte della popolazione del capoluogo. C’è chi ad esempio ha segnalato traffico in via Monforte, persone in giro in varie zone della città.

“Stamattina, forse vedendo la bella giornata di sole, tra i quartieri San Giovanni e Vazzieri, ho visto tanta gente andare a spasso, senza rispettare la distanza di sicurezza. Ho visto anziani camminare vicini, incuranti dei rischi che proprio loro corrono”, racconta a Primonumero un’infermiera dell’ospedale Cardarelli di Campobasso.

E’ sconcertata, sconfortata, arrabbiata. Lei è una di quegli operatori sanitari che in questi giorni sta svolgendo un lavoro prezioso e faticoso, turni massacranti per fronteggiare l’emergenza.

L’infermiera di Campobasso perciò è particolarmente colpita da quello che ha visto alla luce dell’aumento dei contagi e del costante incremento di decessi: in tutta Italia sono oltre 20mila i malati, secondo i dati forniti dal capo della Protezione civile Angelo Borrelli. I casi legati al Covid-19 sono 24mila. 368 persone sono morte ieri. Gli 80enni sono tra i più colpiti dall’epidemia. 

“Servirebbero più controlli – dice ancora – non solo in centro, ma anche in periferia. Bisognerebbe controllare le persone che camminano perchè forse le persone pensano di poter sfuggire alle forze dell’ordine perchè le persone non capiscono che devono restare a casa, ma solo così possono aiutarci. Negli ospedali siamo stremati”. 

Forse questo dipende anche dalle attuali norme in vigore: è possibile infatti fare la passeggiata, ma si può fare da soli, o di portare a spasso il cane.

L’infermiera lancia dunque un appello: “Aiutateci, restate a casa. Altrimenti il contagio non si ferma“. Speriamo che le sue parole suonino come un campanello d’allarme anche per le istituzioni preposte e per il Comune di Campobasso.

Secondo le norme in vigore, ci si può spostare solo per motivi urgenti, per fare la spesa. O per ragioni di salute o per motivi di lavoro. Ed è legato proprio a quest’ultima motivazione e ai disagi che i lavoratori ‘normali’ stanno affrontando la lettera che un cittadino campobassano, il signor Giuseppe, ha inviato al Prefetto Federico per chiedere la sospensione del pagamento dei parcheggi. Sarebbe un modoper diminuire gli spostamenti a piedi e quindi possibili contatti”.

Corso deserto Campobasso coronavirus

Intanto cittadini irresponsabili e incuranti dei decreti in vigore in realtà non ci sono solo nel capoluogo. Ieri abbiamo raccontato l’ultimatum lanciato dal primo cittadino di Ripalimosani, Marco Giampaolo, dopo aver ricevuto numerose segnalazioni di ragazzi in giro o riuniti in gruppo in alcune zone del paese.

Oggi è il sindaco di Frosolone Felice Ianiro ad annunciare il pugno duro e “controlli quotidiani”. Dopo aver richiamato la popolazione al senso di responsabilità, il primo cittadino ricorda che “per decreto bisogna uscire solo per esigenze particolari” e il “divieto di assembramenti”. Dunque, “tutti e dico tutti, senza eccezione di nessuno siete obbligati a rispettare le regole. Per chi non rispetta gli obblighi contenuti nel provvedimento sono previste le sanzioni previste dall’articolo 650 del codice penale, quindi fino a 3 mesi di arresto e fino a 206 euro di ammenda”.