Ascesa e prospettive future della realtà virtuale: la VR rischia di diventare un flop?

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    Recentemente si è spesso sentito parlare della realtà virtuale, argomento che riporta subito a quell’immaginario futuristico proveniente direttamente dagli anni ’70 e ’80. Eppure, in quanto ad applicazione concrete, la VR è ancora in una fase incerta e non sembra essere pronta per un boom a breve termine. Il rischio è che possa rivelarsi una tecnologia dal futuro incerto, fino a rischiare di diventare uno dei flop più clamorosi, se si guarda al comparto della tecnologia. Non tanto per le opportunità che riuscirebbe a garantire, quanto piuttosto per l’impatto che avrebbe sul bilancio delle aziende, e di riflesso sul portafoglio dei consumatori.

    Ecco perché oggi andremo ad approfondire questo lato della realtà virtuale che in pochi, al momento, raccontano.

    Fra tecnologie scarse e investimenti carenti

    Il declino prima dell’ascesa? Con la realtà virtuale capita anche questo. Dopo almeno 5 anni di proclami, di rumors, di “dietro le quinte” sorprendenti, alla fine il sipario si è alzato. E dietro a questo tendone fatto di speranze e di aspettative, abbiamo assistito ad una performance a dir poco mediocre.

    Di chi è la colpa? Difficile dirlo, perché le aziende al momento stanno investendo poco nella virtual reality, fatta eccezione per i soliti colossi, che comunque hanno ottenuto risultati non completamente soddisfacenti. Le tecnologie sono ancora indietro rispetto alle promesse, perché forse abbiamo anticipato un po’ i tempi: in sintesi, sebbene questa sia l’era dell’hi-tech, con tutta probabilità non è ancora abbastanza per fare questo salto.

    Il live gaming piace ancora, e molto

    Da un lato l’offerta videoludica in termini di VR non soddisfa e non convince, dall’altro gli utenti italiani sono ancora abituati a modalità come il live gaming. Un’opzione che piace per diversi motivi: perché è coinvolgente e divertente, e permette di vivere un’esperienza di gioco molto più realistica. Sono diversi i casi concreti dell’applicazione di questa tecnologia, tra questi troviamo i giochi di casinò live, come quelli di LeoVegas ad esempio, che ci “trasportano” in una sala da gioco reale, dandoci la possibilità di giocare sulla nostra poltrona.

    Anche il multiplayer rientra in questa lista di preferenze a tinte tricolori, come dimostra l’attuale boom di accessi a Fortnite e Call of Duty, con i giocatori costretti a restare a casa per via della situazione di emergenza sanitaria.

    È sempre una questione di spesa

    È chiaro che ogni giocatore vorrebbe un bel visore VR a propria disposizione, ma è altrettanto chiaro che i prezzi attuali rendono questo acquisto ancora proibitivo per molti gamers.

    A fronte di una tecnologia che non fa gridare al miracolo, al contrario i prezzi sono sopra la media, perché le aziende hanno comunque speso parecchi soldi in ricerca e sviluppo. È una barriera attualmente difficile da superare, ed è un po’ un “gatto che si morde la coda”: se gli utenti non comprano, le società non continuano ad investire, e le tecnologie non migliorano.

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