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Emergenza coronavirus

Alimenti e farmaci per gli anziani. Protezione civile attiva l’assistenza a domicilio

Tramite 35 associazioni presenti sul territorio è stato attivato il sistema Record, Rete emergenza coronavirus a domicilio. La dirigente Alberta de Lisio: "Stiamo ricevendo molte richieste da parte di cittadini, prevalentemente anziani soli e persone allettate, che hanno difficoltà a reperire medicine o ad uscire di casa per acquistare alimenti". I Comuni faranno da tramite rispetto alle richieste della popolazione.

La macchina della Protezione civile ha ripreso a girare con i motori a pieno ritmo. Come avviene in tutte le emergenze, non solo per i terremoti. Ora c’è quella legata al coronavirus. Ed è proprio in questi momenti che la popolazione ha maggiormente bisogno del sostegno e della protezione di questi ‘angeli’.

Dai numeri e dati aggiornati sui contagi che ogni pomeriggio il capo del Dipartimento nazionale Angelo Borrelli illustra in una conferenza con la stampa fino alla rete dell’emergenza. In Molise il piano è stato concretizzato nel sistema Record, ossia la Rete emergenza coronavirus a domicilio. 

Dopo aver montato tende filtro (davanti all’ospedale Cardarelli e alla Cattolica di Campobasso, al Veneziale di Isernia e davanti al carcere di Larino), la Protezione civile regionale ha messo a punto il progetto per aiutare le persone più fragili, con più di 65 anni e anziani, ossia coloro che non possono uscire di casa ed esporsi al rischio contagio.

Infatti, secondo l’ultimo studio dell’Istituto superiore di sanità, oltre la metà dei contagiati da Covid-19 ha più di 60 anni. Invece l’età media dei pazienti deceduti è 81 anni, sono in maggioranza uomini e in più di due terzi dei casi hanno tre o più patologie preesistenti. Ora, poi, da quando restare a casa è diventato, oltre che un imperativo, un obbligo di legge è tutto più complicato. Per gli anziani restare in fila un’ora davanti al supermercato (dove si può entrare uno alla volta) può essere molto faticoso.

A questo si aggiungono le difficoltà dovute alle limitazioni agli spostamenti imposte dall’ultimo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri: ci si può muovere solo per motivi di lavoro, salute o in casi di estrema necessità ma senza allontanarsi dal Comune di residenza.

Ecco perché, soprattutto nei comuni più piccoli e più interni, diventa basilare il servizio di assistenza domiciliare che consentirà di assicurare il rifornimento di prodotti alimentari o farmaci.

La Rete emergenza coronavirus a domicilio è nata perché, ha spiegato l’avvocato Alberta de Lisio, “stiamo ricevendo molte richieste da parte di cittadini, prevalentemente anziani soli e persone allettate, che hanno difficoltà a reperire medicine o ad uscire di casa per acquistare alimenti e che quindi necessitano di piccola assistenza. Tale criticità è riscontrata soprattutto nei piccoli comuni della nostra regione. Per questo motivo come Protezione Civile Regionale abbiamo deciso di attivare il sistema R.E.COR.D (Rete Emergenza Coronavirus a Domicilio)”.

Il servizio verrà effettuato attraverso le associazioni che in questi giorni hanno risposto alla Protezione civile: 35 hanno già aderito. Ci sono poi privati cittadini che hanno contattato la Protezione civile per rendersi utili aiutando gli anziani. E infine sono state organizzate tre raccolte fondi su Facebook: i proventi, inviati sempre alla Protezione civile, dovranno poi essere destinati per obiettivi utili in questo momento di emergenza. 

“Si è scatenata una sorta gara di solidarietà attorno alla Protezione civile regionale che non dico che non ci aspettavamo, ma ci ha riempito il cuore: al nostro invito hanno risposto tutte le associazioni di volontariato”, spiega Alberta de Lisio. Oltre alle associazioni di volontariato, a cui sono state fornite precise indicazioni, sono stati contattati tutti i Comuni che faranno da tramite delle esigenze della popolazione e attiveranno le associazioni sul territorio. 

Per ora il progetto Record è rivolto solo “alla rete delle persone fragili, non alle persone in isolamento o in sorveglianza domiciliare“.

Protezione civile Molise Coronavirus

In pochissimi giorni alla rete creata dalla Protezione civile regionale si sono uniti in tanti.

“Ringraziamo i Comuni, le associazioni e tutti i cittadini singoli che vogliono darci una mano. Li abbracciamo tutti – ha esplicitato il capo della Protezione civile molisana – e i singoli che vogliono darci una mano possono rivolgersi alle associazioni sul territorio in modo che possono essere censiti e utili. Ed è bello che tre diversi gruppi di giovani abbiano organizzato raccolte fondi i cui proventi vengono inviati alla Protezione civile che poi deve destinare per le cose utili. I promotori di queste iniziative hanno scelto noi, la Protezione civile regionale, e non altre associazioni pensando che siamo mani sicure. Ed è un segnale importante soprattutto perché arriva dai giovani”. Quindi, nei giorni dell’emergenza, “siamo diventati un’unica grande Protezione civile regionale, un’unica grande famiglia che racchiude Comuni piccoli, Comuni grandi, associazioni e cittadini”.

La macchina della solidarietà insomma si è messa in moto. Quindi gli anziani e i malati, la cui preoccupazione della diffusione del Covid-19 è aumentata con l’incremento dei contagi, grazie a questo servizio potranno avere la tranquillità necessaria per il reperimento dei farmaci o degli alimenti.

“Riteniamo – ha aggiunto il capo della Protezione civile molisana – sia doveroso dare un segnale affinché i nostri anziani, i disabili e le persone sole possano vivere questa emergenza senza ulteriori ansie. La rete della emergenza solidale parte, e parte da qui”. 

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