Trasporto pubblico, sindacati protestano: “Nulla è cambiato, problemi restano”

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I sindacati Faisa Cisal, Fit Cgil, Fit Cisl, Ugl Autoferro e Uiltrasporti chiedono ancora una volta l’intervento della Prefettura per sbloccare la situazione che vede il settore del trasporto locale in grande difficoltà.

“Nel corso della riunione tenutasi lo scorso 20 gennaio presso la Prefettura di Campobasso – scrivono i sindacati – abbiamo accolto positivamente e con estremo favore la proposta di istituire un tavolo istituzionale permanente finalizzato ad affrontare e, possibilmente risolvere, le tante criticità che investono il settore del trasporto pubblico locale”.

Allo stesso modo è stata incassata la disponibilità di “Regione Molise e delle associazioni che rappresentano le imprese di trasporto, a fornire un contributo costruttivo al dibattito e alla causa”.

Purtroppo niente di tutto questo è effettivamente avvenuto a cominciare dall’idea di “traghettare civilmente il tavolo istituzionale verso l’appuntamento già fissato per il prossimo 19 marzo, nulla è fondamentalmente cambiato rispetto a quell’incontro e agli impegni formalmente assunti dalle parti.

A tutt’oggi infatti e a distanza di oltre 20 giorni da quella riunione, non abbiamo ricevuto alcuna convocazione a riguardo né da parte dell’Ente Regione né da parte delle associazioni che rappresentano le imprese di trasporto, pertanto il confronto auspicato non si è, di fatto, mai attivato”.

I problemi invece restano. “Al contrario, continuano a registrarsi sistematiche inosservanze delle regole e dei contratti da parte delle imprese di trasporto e che per alcune di esse, attengono finanche la corretta e puntuale corresponsione delle retribuzioni ai dipendenti. Al tempo stesso permangono le condizioni di criticità concernenti il parco autobus circolante nonché gli aspetti legati alla sicurezza dell’esercizio ed è soltanto per il senso di responsabilità degli autisti che si stanno garantendo ancora oggi fermate e stalli pur non essendo come è noto, a norma di legge.

Analogamente non risulta che siano state trovate soluzioni per garantire le tessere di libera circolazione agli invalidi nonché il trasferimento degli operai molisani che lavorano in Val di Sangro”.

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