Tornano in Italia dopo il viaggio in Cina. Due bambini sotto controllo “ma senza febbre”

Sono rientrati con un volo da Hong Kong i due ragazzini che si trovavano in Cina quando è scoppiata l'infezione da coronavirus. Attivate le procedure previste dalla circolare del Ministero della Salute, le loro condizioni non destano preoccupazione

Sono tornati in Italia assieme ai nonni che avevano deciso di andare in Cina per partecipare al famoso Capodanno cinese. Proprio in quei giorni è scoppiata la pandemia causata dal temuto coronavirus che si è diffusa dalla provincia di Hubei e dalla città di Wuhan in particolare. Il virus, che ha causato circa 1400 decessi, finora è stato solo isolato e sono state approntate le prime terapie, mentre per il vaccino occorreranno almeno 18 mesi.

Per evitare rischi alla loro salute, i genitori dei due ragazzini – entrambi diplomatici all’Ambasciata italiana (il padre a Hong Kong, la madre a Canton) – hanno prenotato il primo volo. Partenza da Hong Kong, arrivo in Italia dove sono sbarcati lo scorso 8 febbraio.

I due bambini, di 11 e 14 anni, da qualche giorno sono in Molise, nel paese di origine del padre, console italiano e abituato a girare per il mondo per motivi di lavoro pur essendo fortemente attaccato alle sue radici molisane. Nel piccolo centro vive tutta la famiglia.

I ragazzini stanno bene, come riferiscono fonti accreditate, tanto è vero che non sono in quarantena e hanno superato il primo controllo avvenuto in aeroporto. Tuttavia, a scopo precauzionale le loro condizioni di salute vengono costantemente monitorate sulla base di quanto stabilito dal Ministero della Salute in una circolare inviata alle varie aziende sanitarie regionali e agli ospedali.

In pratica per 14 giorni, il tempo previsto per l’eventuale incubazione del virus, si provvederà a verificare se hanno la febbre mediante la misurazione della temperatura corporea e più in generale saranno valutate le loro condizioni di salute. Una procedura che si svolgerà fino al prossimo 22 febbraio sotto il controllo del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda sanitaria regionale che ha attivato tutte le procedure previste dal protocollo diramato quando si è diffusa l’infezione.

Poi dovrebbero andare a scuola nell’istituto scelto dai genitori per consentire ai loro figli di continuare a studiare. In Cina, del resto, dopo la diffusione del coronavirus sono state chiuse aziende e scuole.

 

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