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Shock demografico: entro fine anno il Molise sotto la soglia dei 300mila abitanti. E 2 su 3 non lavorano

La previsione è di Forche Caudine che, rielaborando dati Istat, ha prospettato la possibilità che entro fine 2020 il Molise possa scendere sotto quella che è anche una soglia psicologica e di immagine. D’altronde il calo dei residenti si è accentuato molto negli ultimissimi anni e potrebbe attenderci un drammatico 'inverno demografico'

Il Molise entro la fine del 2020 potrebbe scendere sotto la soglia psicologica dei 300mila residenti. È l’esito della rielaborazione dei dati dell’Istat e delle proiezioni statistiche effettuate da un team di esperti di Forche Caudine, associazione che riunisce i molisani a Roma.

Gli ultimi dati dell’Istat disponibili – resi noti a fine gennaio – si fermano al settembre 2019. Nel bilancio demografico mensile la cifra dei residenti in Molise è 303mila e 173 abitanti.

“L’istituto nazionale di statistica – rileva il sodalizio dell’emigrazione molisana – fornisce nel suo bilancio demografico mensile i dati provvisori relativi a circa quattro mesi precedenti. Per cui, per avere un dato assestato di fine 2020 dovremo attendere almeno l’estate del 2021. Tuttavia, effettuando elaborazioni e proiezioni sul quadro statistico molisano, a partire dai dati 2016, è possibile attestare con una certa attendibilità il momento in cui la popolazione molisana scenderà di un numero nell’indicazione del centinaio di migliaia”.

Dunque, la ‘nera’ previsione: già a fine anno i molisani residenti potrebbero scendere a meno di 300mila. Un passaggio che in fondo conferma il trend demografico di costante discesa – o forse si potrebbe parlare di caduta libera – ma che incide a livello psicologico e d’immagine, facendo passare il numero complessivo da “poco più di 300mila” a “meno di 300mila”. Una sorta di shock demografico, insomma, un passaggio che, in maniera chiara e netta, certificherebbe la non appetibilità di questo territorio che tante volte abbiamo definito ‘non un paese per giovani’.

“Il vero problema – continuano dall’associazione – è che il calo della popolazione si è molto accentuato negli ultimissimi anni. Se appena dopo il 2000 viaggiava intorno alle mille unità annue di saldo naturale, oggi il bilancio complessivo annuo delle ‘perdite’ di popolazione è quasi triplicato. In sostanza la diminuzione media mensile è passata dal centinaio di unità, alle circa 131 del 2016, alle 163 del 2017, alle ben 225 del 2018. Il 2019 non dovrebbe scostarsi di molto dal doloroso dato dell’anno precedente”.

Una tendenza all’incremento costante, che fa del Molise una regione che, anno dopo anno, sempre più povera di capitale umano. Dietro quei numeri ci sono infatti persone che muoiono o che vanno via, non rimpiazzate da altre che scelgono questa terra per immaginarsi il proprio futuro. Non a caso fa presa su molti corregionali la prospettiva di smembrare la Regione divenuta autonoma nel 1970 o di annetterla tout court ad altre realtà limitrofe.

Per comprendere meglio la drammaticità del trend, è sufficiente consultare lo studio “Previsioni della popolazione 2011-2065”, elaborato dall’Istat appena una decina di anni fa. Lo studio, di fatto, pur suonando il campanello d’allarme per il Molise (257mila residenti per il 2061 è la predizione), tuttavia è estremamente “generoso” nei numeri, prevedendo addirittura 314mila residenti per l’anno in corso mentre sono quasi il 5 per cento in meno. Lo stesso dato è riportato da Cristiano Pesaresi nel suo interessante lavoro sulla demografia molisana pubblicato nel Bollettino della Società geografica italiana nel 2014.

Non siamo così lontani dalla soglia d’allarme di 300mila, come detto. Ma c’è dell’altro che potrebbe aggravare il tutto, ed è quello che Forche Caudine definisce ‘inverno demografico’. Detto altrimenti, significa che la tendenza annuale, confermata dalla serie storica, vede sempre l’accentuarsi dei decessi nella stagione invernale, per cui non è da escludere un calo di altre 800-900 unità negli ultimi tre mesi del 2019, che porterebbe il dato a circa 302mila residenti. Nell’anno in corso, mantenendo il dato medio degli ultimi due anni, già tra novembre e dicembre la popolazione potrebbe scendere sotto quota 300mila, anticipando di ben vent’anni questa discesa rispetto alle previsioni Istat di un decennio fa.

Sul lungo periodo, se la popolazione molisana è quasi sempre cresciuta dal 1861 al 1951, passando da 345.138 a 406.823 residenti (il picco massimo), dagli anni Cinquanta è iniziato un inesorabile declino, che ha avuto qualche miglioramento solo negli anni Ottanta.

“Ma c’è un altro dato che accentua il problema del cosiddetto ‘inverno demografico’ – concludono dall’associazione -. È quello della condizione professionale e soprattutto non professionale della popolazione residente. La percentuale di ‘non forze lavoro’ e di persone in cerca di occupazione rispetto al totale è dominante: queste componenti, che includono i percettori di pensione e di altri sussidi, occupano quasi i due terzi di tutta la popolazione. In sostanza, a fronte di 1000 persone occupate in attività lavorative, ce ne sono circa 1.600 che non sono più nel mondo del lavoro o non lo sono mai state. E circa 300 sono in cerca di occupazione”. Su un totale di 2.900 persone, solo 1.000 lavorano.

E senza lavoro, si sa, la prima cosa che si fa è preparare le valigie.

foto da forchecaudine.com