Comitato ‘Voglio nascere a Termoli’ scrive a Toma: “Pronti a chiedere danni alla politica”

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Il comitato ‘Voglio nascere a Termoli’ annuncia l’intenzione di lanciare una class action contro la classe politica regionale “per chiedere il rimborso delle imposte versate dai cittadini, utilizzati per ripianare i disavanzi della spesa sanitaria”.

Lo fa in una lettera aperta al presidente regionale Donato Toma. “Preso atto della sua assenza durante l’assemblea pubblica indetta il 26 gennaio dal nostro comitato “Voglio Nascere a Termoli” (dove Lei era stato formalmente invitato) e considerando il continuo tracollo della situazione riguardante la sanità pubblica su tutto il territorio regionale, con la presente, vorremmo renderla partecipe di quanto emerso durante la nostra assise” scrive il comitato.

I sindacati, gli utenti e gli stessi operatori ospedalieri sono sul piede di guerra, in quanto esasperati da una politica becera, povera di contenuti e talvolta, addirittura vessatoria nei loro confronti. Hanno finalmente deciso di unirsi e sono pronti a una concreta azione di sfiducia nei vostri confronti e poco importa, a questo punto, se la colpa è da attribuire esclusivamente a questa amministrazione oppure alle precedenti perché, anche se solo in maniera simbolica, la renderemo addirittura retroattiva”.

Il comitato chiede di conoscere “le fantomatiche soluzioni che sarebbero dovute entrare in scena successivamente la firma del fatidico “Patto della Salute”. Durante l’assemblea ci è stato esplicitamente chiesto di ‘renderci promotori della caduta del governo regionale’. Il Comitato San Timoteo – prosegue la nota ha affermato di aver avviato l’iter per richiedere il referendum per l’annessione del solo Basso Molise alla vicina Regione Abruzzo e Le ricordiamo che si tratta di un’ampia fetta di territorio indispensabile per la sopravvivenza dell’economia regionale;

Si è pronti ad organizzare una class action per chiedere il rimborso delle imposte versate dai cittadini, utilizzati per ripianare i disavanzi della spesa sanitaria, causata da scelte politiche e amministrative irresponsabili, nonché inoltrare formale denuncia alla Corte dei Conti ed alla Procura della Repubblica.

La nostra posizione è chiara, non rimarremo inermi “a piangere per i nostri figli” ma lotteremo fino ad arrivare alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo, se fosse necessario”.

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