Roberti incazzoso e travolgitutto: una performance poco da sindaco

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Incazzoso e travolgitutto

Questa l’immagine che il sindaco Roberti ha trasmesso di sé la sera di giovedì 27 febbraio a quei cittadini, accorsi in buon numero nella sala consiliare sperando di assistere a un dibattito sulle sorti della stazione di Termoli promosso da un’iniziativa dell’opposizione.

Una performance, quella del sindaco non inedita, anzi una replica, questa volta resa assai più grave dal ruolo rivestito, nonché dalle parole e i gesti a cui si è platealmente lasciato andare (v. a proposito i video girati nell’occasione).

Facciamocene una ragione, il personaggio è fatto così, spesso gli scappa il piede dalla frizione e allora travolge tutto e tutti. Povero chi ci capita. A farne le spese una volta in Consiglio comunale è stato addirittura lo scienziato premio Nobel Enrico Fermi, nientemeno accusato di avere fatto con la scoperta della bomba atomica molti più morti che la guerra di Mussolini e Hitler. Memorabile anche la performance durante l’ultima campagna elettorale, vittima un candidato dei 5 Stelle finito, come si sa, “a chi so’ ghi e chi si tü”.

Giovedì scorso, prima di “scoppiare” appariva tranquillo, ma dentro di sé evidentemente da qualche minuto iniziava a montargli la collera, fino a quando, tutto congestionato è esploso a voce alta verso i consiglieri del Pd: “La vostra iniziativa è volta a perdere tempo e a far perdere tempo…da tre mesi state ammorbando il Consiglio con gli stessi argomenti…”. E chiudendo con un gesto della mano come a volere dire “Andate via, non stateci a seccare”.

“Ammorbare”, cioè appestare, infettare, rendere malsano e via marcendo. Incredibile. Possibile che nessun consigliere di maggioranza abbia provato un senso di fastidio di fronte a un linguaggio del genere e a pose simili? Protagonista un sindaco, per definizione una persona cui si richiedono, insieme a competenza e irreprensibilità, anche sufficienti doti di equilibrio e pazienza.

Dalla Liberazione a oggi Termoli ha avuto 11 sindaci: bravi e meno bravi. Tutti con pregi e difetti. Nessuno però “Ncazzüse” e “Sbalanzapalazze” come quello attuale.
Un caso politico, ma non solo.

Per la cronaca: il dibattito non c’è stato perché la maggioranza ha deciso di no sulla base di un arzigogolo. Come per la cittadinanza a Liliana Segre, di argomenti “scabrosi” non si deve discutere. Gli azzeccagarbugli non mancano al riguardo. L’ultimo: Basso Antonio Michele Di Brino, detto Scì Scì.

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