Rapine, droghe e violenze: “Pensa” sarà processato a luglio insieme al complice

Il giudice ha sciolto le riserve e stabilito che i due principali indiziati dell'inchiesta eseguita dalla squadra mobile devono essere processati. Stessa sorte anche per gli altri indagati. Gli avvocati Tolesino e Fazio hanno scelto quindi il rito abbreviato. Ordinario per gli altri indiziati, si comincia a maggio

Il giudice per le udienze preliminari ha sciolto le riserve che aveva sollevato l’8 gennaio scorso quando in aula ci fu la richiesta del pm di procedere con il rinvio a giudizio e quella di “non luogo a procedere” da parte dei difensori degli indagati di operazione “Pensa”.

Michele Di Bartolomeo, Andrea Maselli sono i due maggiori indiziati. Venticinque anni il primo, soltanto 19 il secondo. Sempre il primo, soprannominato “Pensa” e da qui anche il nome all’inchiesta della squadra mobile di Campobasso, era il leader indiscusso di una gang di delinquenti del posto dediti allo spaccio, alle rapine, all’estorsione, alla violenza.

Di Bartolomeo e Maselli con il rito abbreviato compariranno davanti al giudice il 6 luglio prossimo. Difesi (Di Bartolomeo) dall’avvocato Silvio Tolesino e (Maselli) dall’avvocato Fazio hanno optato per il rito alternativo che sarà discusso a luglio. Per gli altri indagati invece il 22 maggio inizierà il rito ordinario.

Sul 25enne campobassano pendono infatti diverse accuse, non solo lo spaccio di droga, ma anche rapina, lesioni aggravate e minacce.

L’indagine della Squadra Mobile ha preso il via il 22 agosto 2018 dopo la rapina a mano armata compiuta in piazza Cesare Battisti ai danni di una coppia di fidanzati appena usciti da un locale.

Sottoposto a sorveglianza speciale con divieto di uscire di casa dalle 20 alle 07  e di accompagnarsi con pregiudicati, sistematicamente violava la misura per gestire i suoi traffici di droga. Ad aiutarlo nella sua ‘attività’ anche i genitori separati, anche loro iscritti nel registro degli indagati. In pochi mesi il 25enne ha messo ha segno due rapine picchiando le vittime, ha pianificato almeno altre tre rapine, ha spacciato droga quotidianamente guadagnando anche fino a tremila euro al giorno, ipotizzando come riciclare il denaro provento dell’attività illecita.

Secondo l’accusa il giovane è anche responsabile di minacce e intimidazioni ai danni di agenti: ad uno ha rubato uno scooter, ad un altro ha incendiato la macchina.

Altro tassello del puzzle – fondamentale per ‘incastrare’ i ragazzi della banda- è l’indagine condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Campobasso, dopo la rapina nella casa di una cittadina brasiliana, avvenuta il 23 gennaio 2019, per la quale sono state denunciate quattro persone.