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‘Processo a Salvini’, l’avvocato Di Pardo su La7: “Chi è salvato in mare deve poter scendere”

Il legale campobassano è intervenuto sulla questione legata al probabile via libera del Senato al processo che vede coinvolto l'ex ministro per "sequestro di persona aggravato" nella vicenda della nave Gregoretti che fu lasciata in mare per cinque giorni con 130 migranti a bordo.

Questa mattina, 11 febbraio, l’avvocato Salvatore Di Pardo, che ha curato qualche mese fa il ricorso per la nave Diciotti per conto di due Ong, è stato ospite della trasmissione de La7 ‘Coffee Break’. Si è parlato di diverse vicende, tra le quali una delle più scottanti a livello politico: il probabile via libera del Senato, mercoledì 12 febbraio, al processo che vede accusato l’ex ministro agli Interni Matteo Salvini per “plurimo sequestro aggravato di persona” nella vicenda della nave Gregoretti. A bordo c’erano circa 130 persone che lo scorso luglio furono lasciate in mare per cinque giorni.

 

Il parere del legale campobassano è il seguente: “Chi è salvato in mare, e qui non stiamo parlando di immigrazione o di terrorismo, deve poter scendere, questa è la legge della vita. E questa è la legge italiana, la volontà del popolo italiano, perché ricordo a me stesso che la volontà del popolo italiano si traduce nelle leggi. Il nostro Paese ritiene che chi viene salvato in mare deve poter scendere”. Una tesi chiarissima.

 

Sul processo a Salvini, Di Pardo spiega che “la limitazione della libertà è un reato. Correttamente il Tribunale dei Ministri, in applicazione dell’articolo 96 della Costituzione Italiana, chiede al Parlamento: questo gesto è un reato oggettivo che è stato commesso per tutelare un altro interesse più grande oppure no? C’era un pericolo per i nostri confini? Se Salvini dice che questo problema non esiste perché il Parlamento deve dare l’autorizzazione per essere processato visto che lui ritiene che non c’è proprio il reato, non che sia stato commesso, e allora affronti il processo”.