Pollo molisano, cooperativa vuole investire in regione. Si cercano sito e finanziamenti

In Prefettura a Campobasso sono stati svelati i primi dettagli del piano che vorrebbe realizzare in Molise la cooperativa di allevatori Tripla A impiegando circa 40 operai. Ma ci sono alcuni nodi da sciogliere: occorrono un sito idoneo in cui lavorare i polli e gli strumenti finanziari. Confcooperative: "Pensiamo che sia un'ottima opportunità: l'avicolo è un settore economico che può dare ancora tanto al Molise".

Il piano per rilanciare il pollo molisano c’è. E’ di una cooperativa di allevatori, la cosiddetta ‘Tripla A’, che raggruppa alcuni piccoli imprenditori molisani proprietari di una ventina di capannoni. “Una grossa e bella realtà che rappresenta la filiera bassa del settore avicolo “, la definisce il presidente di Confcooperative (a cui la Tripla A aderisce) Domenico Calleo.

Mentre è stato Giovanni Cristofano, massimo rappresentante della cooperativa, ad illustrare i primi dettagli del progetto davanti al prefetto Maria Guia Federico, che lo ha convocato il 19 febbraio assieme ai sindacati, ai rappresentanti dei lavoratori e di Confcooperative al Palazzo del Governo.

“Noi vorremmo realizzare un macello che avrebbe la potenzialità di macellare 3500 capi all’ora con la possibilità di ampliarlo in futuro in base alle esigenze di mercato. Ci sarebbero anche prospettive occupazionali perchè prevediamo l’impiego di circa 40 addetti“, ha dichiarato Giovanni Cristofano a Teleregione. Poi ha precisato: “Non chiediamo contributi a fondo perduto, ma chiediamo solo una collaborazione per realizzare questo progetto. Qualora ci siano i presupposti, ci impegniamo a realizzare questo progetto”.

Aprendo un macello in Molise la cooperativa di allevatori riuscirebbe ad abbattere i costi attualmente sostenuti per lavorare i polli in Emilia-Romagna, a 500 chilometri dalla nostra regione in pratica. Polli che poi necessitano di un secondo passaggio della lavorazione che avviene in Campania. La Tripla A in pratica ha bisogno di ‘avvicinare’ la macellazione allo stabilimento campano. E se naufragasse il piano in Molise, sarebbe pronta a investire in provincia di Avellino.

“Il progetto è in fase di valutazione”, spiega a Primonumero Calleo. “Come Confcooperative lo stiamo valutando per vedere se ci sono le condizioni: in primis è necessario individuare un sito idoneo per tale attività”. Ovviamente i costi da sostenere e i tempi di realizzazione del piano cambiano: saranno più lunghi se sarà necessario costruire un nuovo macello, al contrario occorrerà un periodo di tempo più breve se si potrà ristrutturare uno già esistente.

Già è naufragata l’ipotesi di aprire un impianto a Trivento dopo lo stop del sindaco Pasquale Corallo che si sarebbe fatto portavoce del dissenso espresso dalla comunità.

La seconda soluzione sul tavolo era legata al macello comunale di Bojano, ma non è stato considerato idoneo. 

Gam Prefettura

Inoltre occorrono i finanziamenti. “Bisogna vedere dal punto di vista finanziario come supportare il progetto”, dice ancora il numero uno di Confcooperative. In pratica, se il piano finanziario non sarà economicamente sostenibile, sarà difficile anche trovare i fondi.

Dunque, “occorre trovare gli strumenti finanziari (e in questo passaggio va coinvolta la Regione Molise) per sostenere la cooperativa che comunque dovrà investire in proprio. Ecco perchè il progetto va sostenuto da tutti, non solo la Tripla A e Confcooperative, ma anche da politica, istituzioni e parti sociali per raggiungere l’obiettivo. Dal nostro punto di vista è un’ottima opportunità: l’avicolo è un settore economico che può dare ancora tanto al Molise e poi è un progetto molisano dal momento che parliamo di una cooperativa molisana”.

Se il progetto si dovesse realizzare, si potrebbe intrecciare con il futuro degli operai ex Gam: si potrebbero infatti intercettare i lavoratori del bacino dell’Area di crisi e quindi gli operai che lavoravamo nello stabilimento di Monteverde. Questi ultimi fino al 4 novembre usufruiranno della cassa integrazione.

Ci sono dunque ancora diversi nodi da sciogliere. E la stessa Regione Molise deve pronunciarsi, prendere posizione, dire se può aiutare la cooperativa di allevatori per trovare un sito attraverso i consorzi industriali e le comunità montane, enti attualmente commissariati. Ovviamente se questa ipotesi si realizzasse, il ragionamento che fanno gli addetti ai lavori, l’investimento da sostenere sarebbe ridotto e si accorcerebbero ancora i tempi di realizzazione del macello.

Se andasse in porto, si aprirebbero interessanti prospettive occupazionali. Ecco perchè i sindacati stanno facendo di tutto per non farsi scappare pure questa opportunità di rilancio della filiera avicola dopo il mancato investimento da parte della società Avicola Vicentina (gruppo Amadori).