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Torna L’Amica geniale e ci sarà ancora un po’ di Campomarino: dopo la madre anche la figlia Sara sul set fotogallery

Al via stasera la seconda stagione della fiction-evento Rai “L’Amica Geniale”, tratta dal romanzo di successo della misteriosa Elena Ferrante. La prima molisana ad avere un ruolo nel set era stata Maria Isabella Vicario, avvocato di Campomarino, scelta dal regista Saverio Costanzo per interpretare una donna del rione napoletano in cui si dipanano le vicende di Lila e Lenù. Nella nuova stagione sarà invece la volta della figlia Sara, 9 anni e una naturale propensione ad avere le luci della ribalta su di sè

Tale madre tale figlia. Attrici un po’ per caso entrambe: prima è stata la volta di Maria Isabella Vicario, avvocato di Campomarino, ora della figlioletta Sara. La fiction è sempre la stessa, ed è di quelle di successo. Parliamo de L’amica Geniale, giunta alla seconda stagione.

Il 10 febbraio torna infatti su Raiuno, in prima serata, la seconda stagione della fiction evento, firmata da Saverio Costanzo, “L’amica geniale-Storia del nuovo cognome”, tratta dalla tetralogia dell’ancora misteriosa scrittrice Elena Ferrante.

La storia dell’amicizia tra le due protagoniste Lila (Gaia Girace) e Lenù (Margherita Mazzucco) riprende dal punto esatto in cui l’avevamo lasciata. La prima, diventata signora Carracci, data la sua indole ribelle si sente prigioniera del matrimonio con Stefano e avverte di aver perduto se stessa. Elena continuerà gli studi all’Università di Pisa e ciò le consentirà di ampliare le sue vedute e di sradicarsi dal chiuso rione napoletano, diventando una donna libera ed emancipata, perfettamente in linea con il periodo storico di ambientazione della fiction, gli anni ‘70.

La prima stagione della serie ha ottenuto una media di 7 milioni di spettatori, che hanno dimostrato di apprezzare la qualità della fiction e la grande  maestria e cura che Saverio Costanzo ha profuso nel realizzarla. “L’Amica geniale-Storia del nuovo cognome” sarà trasmessa in 8 episodi da 50 minuti. Un’importante novità della seconda stagione è stato l’arrivo alla regia di Alice Rohrwacher (regista, tra le altre cose, di Le Meraviglie e Lazzaro felice), che ha diretto il quarto e il quinto episodio, introducendo un nuovo punto di vista delle vicende, pur rimanendo fedele alla narrazione della Ferrante.

Sara, da Campomarino al set de L'Amica geniale

Nel cast c’è anche una piccola attrice molisana di Campomarino, Sara Di Fortunato, 9 anni alla sua prima apparizione sul grande schermo. L’anno scorso, infatti, è stata scelta tra i numerosi partecipanti ai casting, per interpretare una bambina del rione napoletano Luzzatti, dove vivono le due ragazze, interamente ricostruito a Caserta. Sara aveva già avuto esperienze nello spettacolo, avendo partecipato come cantante a varie edizioni del “Castello d’argento”, festival canoro per bambini, ideato dal maestro termolese Nicolino Cannarsa, cui va il merito di averla messa su un palcoscenico a soli 4 anni. A seguire ci sono stati saggi di danza, spettacoli teatrali, partecipazioni a concorsi di bellezza a livello nazionale, dove Sara ha anche vinto una fascia. Sara è felice di aver vissuto questa nuova magnifica esperienza nel cinema. “Recitare è sempre stata la mia passione, da piccola mia madre per gioco mi faceva interpretare tutte le principesse Disney che vedevo in TV ed io mi divertivo molto. Questa esperienza è stata molto importante per me, perché mi ha fatto capire come si viveva negli anni ’50 e ‘60, con poche cose e sacrifici. Ho incontrato tante nuove persone e ho stretto amicizie con i miei coetanei”.

È stato tutto così intensamente travolgente: il provino, l’attesa di una risposta dalla produzione, la chiamata per dirle che era stata presa, tra abbracci di felicità con la mamma e la famiglia, l’arrivo prima alla prova costume, e poi, finalmente su set, che tante volte aveva visto durante la messa in onda della prima stagione (dove sua madre interpretava una donna del rione) e nel quale aveva sognato di andare. Tutto è stato così fantastico, un grande desiderio che si realizza. “Tutta la troupe a cominciare dalle costumiste, il trucco e parrucco, i capigruppo, gli addetti alla regia, la produzione, tecnici, coach attori e attori, sono stati eccezionali. Sempre  gentilissimi e protettivi con i minori e non solo con loro”, spiega la mamma di Sara.

Sara, da Campomarino al set de L'Amica geniale

“Quante emozioni trovarmi nell’epoca di mia nonna bambina, che avrei potuto solo immaginare se non l’avessi vissuta adesso, anche solo per finta. Davvero ho giocato con la palla di pezza, con il cerchio di legno, ho saltato quella corda degli anni ‘50 e sono stata su quelle vecchie biciclette un po’ scomode. Ho avuto le bamboline vecchie, come quelle che Lila ed Elena bambine, nel cortile delle loro case, buttano in cantina e poi dicono che don Achille le ha rubate. Quel cortile è diventato casa mia, vi ho trascorso tanto tempo insieme agli altri bimbi, tra un ciak e l’altro, tra uno stop e una scena buona, tra un sorso d’acqua e una pizzetta mangiata in fretta, perché si torna tutti di nuovo in posizione, se ne gira un’altra. La scena delle bambole la so a memoria e tante volte l’ho interpretata per gioco, facendo Lila e Lenù, in napoletano, dialetto che adesso conosco un po’, grazie alla fiction e alle persone con cui ho lavorato al rione” racconta Sara. Le altre comparse le hanno fatto da madri, padri, zie, sorelle e fratelli. Ha trovato nuovi amici, è stata in compagnia di tanta bella gente, che si aiuta reciprocamente, per arrivare alla costruzione di un’opera d’arte, il film.

Lei indossava un vestitino rosso corallo, calzettoni lunghi alle ginocchia, che ora non si usano più, sandaletti in legno e scarpe con occhielli, i capelli fatti di sapone raccolti in trecce di bimba degli anni ‘50, le mani, la faccia, le gambe sporcate di trucco marrone e dipinte di rosso per mostrare le sbucciature che un tempo ci si faceva giocando per strada, all’aperto, cadendo su terreni ghiaiosi, che facevano male. È entrata nel tunnel dove Lila ed Elena bambine passano per andare a vedere il mare, loro sconosciuto, e gridano per sentire l’eco delle loro voci. Anche Sara l’ha fatto per gioco, divertendosi tantissimo. Ha visto le automobili di un tempo, cavalli che trainavano vecchi carretti d’epoca, antichi mestieri, come l’arrotino, il venditore di sigarette agli angoli delle strade, chi vendeva santini, la pasta pesata e avvolta in carta, senza la plastica di oggi.

“Mi ha molto divertita vedere come le signore facevano la spesa dal balcone, calando panieri appesi ad una corda, poi riempiti dal negoziante o dal fruttivendolo. Ho mille ricordi di quei mesi speciali di set. Una volta sono stata diretta da Saverio, che mi ha spiegato come dovevo guardare Elena, di ritorno dall’università di Pisa, moderna ed emancipata, quindi diversa da noi che non eravamo mai usciti dal rione. Mi hanno fatto un primo piano mentre alzavo gli occhi, stupiti alla vista di quella ragazza nuova, cambiata dalla sua partenza di poco tempo prima. Spero che la scena non sia stata tagliata, per una volta sono stata figurante speciale” dice Sara.

Già si è intravista nel trailer della Nexo Digital, che promuoveva l’eccezionale uscita dell’anteprima delle prime due puntate nelle sale. Era poco più di un puntino rosso, ma il vedersi l’ha resa felice e si è chiesta se era davvero lei quella bambina seduta sul marciapiede che giocava con le amiche. I bambini hanno avuto tante agevolazioni, iniziavano a lavorare più tardi e finivano prima, ai costumi e a mensa passavano prima, senza fare la fila, e i capigruppo, con cui erano durante le pause, avevano un occhio di riguardo nei loro confronti.

Anche gli attori sono stati straordinari nella loro bravura, simpatia e umanità. Sara ha tante foto con loro che, lontani dal divismo, hanno avuto pazienza e comprensione verso le comparse, che volevano un ricordo di quel momento speciale. “Voglio ringraziare il Preside della mia scuola (IC di Campomarino) e la mia maestra Marina, che mi hanno permesso di fare questa stupenda esperienza. Di sera, a fine lavoro, ho recuperato le lezioni con mia madre, grazie alle mie compagne che mi hanno sempre mandato i compiti. Rifarei molto volentieri quest’esperienza, anche se mi dovevo alzare presto la mattina”.

Ancora, ringrazia chi l’ha proposta ai casting, una grande ed efficiente agenzia di Napoli, in grado di gestire centinaia di attori e figurazioni, e la regia che la scelta, dandole la grande opportunità di vivere un’avventura  meravigliosa. Un grazie speciale lo tributa a sua nonna Sara, eccellente talent scout, che con grande entusiasmo l’ha avvicinata al mondo del cinema, credendo sempre in lei e spronandola a fare casting e provini. Grazie infine al maestro Saverio Costanzo, che con il suo grande talento unito all’umanità e alla genialità, riesce a far emergere le doti espressive degli attori, creando sublimi magie di sentimenti ed emozioni, da cui sono pervase  le sue magnifiche opere cinematografiche.