“In Consiglio ci hanno imbavagliato”. M5S attacca e incontra vertici Rfi: coprire la stazione pare impossibile

Dopo il Consiglio comunale ad alta tensione di ieri, il M5s prende la parola. "Non ci arrendiamo". E oggi i consiglieri sono stati a Roma per incontrare i vertici Rfi sulla dibattuta questione dello spostamento della stazione di Termoli. Gli scenari restano ancora aperti

Dopo il Consiglio comunale ‘di fuoco’, il Movimento 5 Stelle si è recato a Roma per incontrare i vertici Rfi per la scottante questione del raddoppio ferroviario Termoli-Ripalta e in particolare dell’ipotesi di delocalizzare la stazione di via Garibaldi.

La polemica su quanto accaduto ieri, 27 febbraio, in Consiglio Comunale a Termoli è tutt’altro che placata. Dopo la clamorosa uscita in blocco delle opposizioni di centrosinistra e MoVimento 5 Stelle a seguito della votazione della maggioranza compatta che di fatto ha bloccato la discussione, e dopo il duro scontro avuto in aula tra i consiglieri Sbrocca, Vigilante e Scurti con Roberti e i suoi, oggi la ‘scena’ è stata tutta del M5S che in mattinata ha reso noto di essere in viaggio verso Roma per incontrare i vertici Rfi.

“Abbiamo abbandonato l’aula perché in essa sono stati calpestati i principi democratici. Ma non ci arrendiamo”.

Consiglio comunale Termoli 27 febbraio 2020

Dall’alzata di ‘tacchi’ di ieri, non appena si è votata la mozione pregiudiziale del consigliere Sabella per non far discutere il primo punto all’ordine del giorno, ovvero quello relativo al raddoppio Termoli-Lesina, era parso chiaro come le due forze di opposizione (cui va aggiunta la Rete della Sinistra rappresentata da Marcella Stumpo che però ieri per motivi personali non era presente) fossero entrambe ‘inferocite’ da quanto accaduto.

Oggi il M5S termolese lo mette nero su bianco: “Dopo aver ascoltato la conferenza stampa della maggioranza, in merito al nostro abbandono dell’aula durante il consiglio comunale di ieri, riteniamo giusto spiegare le motivazioni di tale scelta. Prima di fare questo però, ci teniamo a comunicare ai cittadini che rinunciamo al gettone di presenza per un consiglio comunale al quale abbiamo partecipato parzialmente, questo perché non è giusto porre a carico dei cittadini il costo di una malapolitica”.

Quindi la ricostruzione dei fatti, dalla richiesta protocollata il 10 dicembre scorso (fatta insieme agli altri colleghi di opposizione) di convocazione di un Consiglio Comunale monotematico.

“Però il Presidente del Consiglio invece di fissare il consiglio monotematico – la cui richiesta era stata depositata da noi della minoranza in data 10 dicembre e quindi prima della proposta di deliberazione del consiglio comunale del dirigente del settore, datata 11 dicembre – mette all’Ordine del giorno del Consiglio Comunale del 30 dicembre proprio la proposta di delibera del settore sull’approvazione del protocollo d’intesa”.

Protocollo poi, va da sé, votato e approvato dalla sola maggioranza. “In esso però l’Amministrazione non prendeva posizione né sulla dislocazione della linea ferroviaria né sull’interramento, argomenti della richiesta di monotematico”.

Alla maggioranza che ieri aveva negato la discussione argomentando con espressioni quali “il tema è stato già ampiamente discusso”, “state ammorbando l’aula con questa storia”, il M5S ribatte dunque dicendo che la sovrapposizione di argomenti, “come la maggioranza ha voluto far intendere nel Consiglio di ieri”, in realtà non c’è.

Per i consiglieri del Movimento l’episodio è oltremodo grave: “Non ci hanno consentito di discutere un argomento di interesse generale e non hanno preso posizione sulla dislocazione o meno della stazione di Termoli né sul suo interramento. Hanno voluto imbavagliarci ma noi non ci stiamo. Abbiamo abbandonato l’aula perché  in essa sono stati calpestati i principi democratici”.

Il M5S accusa l’Amministrazione Roberti di mancanza di rispetto dei principi democratici: “In democrazia, ognuno ha il diritto di esprimersi. Ognuno, in ossequio al principio di uguaglianza. Non c’è peggior dittatura di una falsa democrazia!”

Poi la chiosa con Umberto Eco: “Quando la maggioranza sostiene di avere sempre ragione e la minoranza non osa reagire, allora è  in pericolo la democrazia. Se per reagire è  necessario abbandonare l’aula, lo rifaremo. Non siamo scappati, cari consiglieri di maggioranza, e non abbiamo mancato di rispetto né ai cittadini né alle istituzioni, abbiamo esercitato un nostro diritto o pensavate di poterci togliere anche quello?”

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Ebbene, l’incontro a Roma c’è stato, alla presenza del deputato Antonio  Federico, il consigliere regionale Valerio Fontana e i consiglieri comunali Daniela Decaro e Antonio Bovio, per incontrare i vertici aziendali delle Ferrovie. Sarebbe emerso che ‘vecchi’ protocolli e intese siano decaduti e che ad oggi la situazione sia ancora aperta a qualsiasi soluzione. In sostanza, le sorti della stazione di Termoli sono tutte nelle mani della politica. 

Della ‘paventata’ delocalizzazione della stazione di Termoli, Rfi ha specificato che si è impegnata solo ed esclusivamente ad effettuare, a sue spese, uno studio di fattibilità. Dell’interramento, invece, si può già dire che mai ci sarà perchè “a dire dei dirigenti l’abbassamento della stazione, seppur fattibile, comporterebbe costi elevatissimi a carico degli Enti che dovrebbero reperire i finanziamenti visto che ad oggi la eventuale realizzazione di queste opere sarebbe a carico degli stessi Enti che le commissioneranno (Comune e Regione) e non di RFI”.

Nel progetto del raddoppio ferroviario (i lavori per la realizzazione della tratta Termoli-Ripalta dovrebbero iniziare una volta avuto l’esito favorevole della Valutazione di impatto ambientale da parte del Ministero), rientra invece “la realizzazione di un sovrappasso nella zona Punta di Pizzo e l’elevazione di barriere acustiche sulla tratta interessata” (non all’interno del centro cittadino, la cui realizzazione rientra nella normativa nazionale).

Queste barriere però probabilmente non si faranno perchè “la Regione ha chiesto di non installarle in quel tratto che invece fa parte di un altro progetto di adeguamento all’inquinamento acustico. Quindi, in sintesi, si tratta di due situazioni distinte e separate aperte a diverse soluzioni in base alle prescrizioni che verranno fornite”. Quali saranno, questa la domanda.