L’Istituto Geometri scompare: mancano gli iscritti. Eppure i diplomati trovano lavoro, parola di tecnici e imprenditori

Al Tiberio è rimasta una sola classe: la quinta. Difficile che per l’anno nuovo si possa ripartire con un ciclo di studi perché mancano gli iscritti. Eppure quella del geometra, coi suoi vari campi di applicazione, è una figura richiesta. “Sempre più difficile da reperire” spiega Dante Cianciosi in rappresentanza degli edili. E il presidente del Collegio provinciale D’Angelo conferma: “L’occupazione c’è, ma il numero di geometri registra un tracollo”.

L’Istituto per Geometri “Tiberio” di Termoli sta per morire a causa della mancanza di iscritti. Eppure la figura professionale del geometra è una delle più richieste, tanto che le imprese edili lamentano la grande difficoltà sul territorio di reperire tecnici.

C’è qualcosa che non funziona tra la domanda e l’offerta, un serio problema di comunicazione e incontro tra il mondo della scuola e quello del lavoro. Paradosso inedito, almeno da queste parti, denunciato dagli stessi operatori del settore, protagonisti del mercato concreto.

“Trovare geometri diventa sempre più complicato – denuncia Dante Cianciosi, imprenditore di punta nel settore delle forniture e delle soluzioni edili – eppure si tratta di una figura preziosa e con numerose applicazioni pratiche. Trovo assurdo che a fronte di una richiesta diffusa, che vale per me come per tantissimi colleghi, la scuola di Termoli rischi di scomparire per mancanza di iscritti, e mi auguro che si possa fare qualcosa in tal senso per scongiurarne la morte”.

Al Tiberio, che fa parte dell’Istituto Tecnico, Commerciale, Nautico e per Geometri Boccardi-Tiberio, è rimasta soltanto la classe V. Che significa? Che l’anno prossimo, al termine dalla maturità degli attuali iscritti, non ci saranno alunni. Difficile comporre una prima se il numero degli iscritti finora si conta sulle dita di una mano.

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E non è purtroppo un problema esclusivo di Termoli, perché la stessa situazione si registra all’Istituto geometri di Larino e in quello di Campobasso, tutte scuole trasformate dalla controriforma Gelmini in Cat. “Una dicitura nuova che di sicuro non ha fatto bene al Geometri” sintetizza il presidente del Collegio provinciale Marco D’Angelo.

L’attuale preside Maria Maddalena Chimisso ce la sta mettendo tutta per rilanciare la scuola, e non perde occasioni durante incontri pubblici per sottolineare che l’offerta formativa della scuola si è adeguata ai tempi e prevede specializzazioni proiettate verso una edilizia che non può a fare a meno scommettere sull’ambiente e sulla qualità. Quella del geometra del resto è una figura che può vantare molteplici opportunità occupazionali in attività come la difesa del suolo o la mitigazione del rischio idrogeologico, che in Molise sono particolarmente “sentite”.

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Ma non solo. “Penso ai topografi, che soltanto i geometri incarnano – aggiunge Dante Cianciosi – Oggi trovarne uno è merce rara, eppure servono disperatamente”.

Marco D’Angelo rincara: “Ogni settimana ricevo telefonate di addetti ai lavori che chiedono come poter reperire geometri. Ed è una impresa sempre più complicata, visti che i diplomati scarseggiano e non c’è il necessario ricambio generazionale. Eppure le chances occupazioni ci sono eccome”.

Basti penare anche solo agli uffici pubblici, nei settori tecnici: tutti devono assumere un geometra. Geometri sono anche i capocantieri. E poi c’è la professione privata, ovviamente: un ragazzo che si diploma gometra può subito aprire la partita iva e iniziare a fatturare.

L’Istituto di Termoli cerca di adeguarsi e modernizzarsi non solo con una offerta formativa al passo con i tempi ma anche con innovazioni tecnologiche essenziali. Per esempio hanno diversi laboratori, droni, perfino un avatar.

E allora perché questa crisi della scuola? E come mai i genitori, a fronte di una richiesta di lavoro così importante, hanno smesso di pensare al Tiberio e agli istituti per geometri della provincia come a un argine contro il rischio di sfornare diplomati destinati alla disoccupazione?

Una risposta non c’è. Una causa non è attribuibile nemmeno alla crisi dell’edilizia. “Certo l’edilizia, sebbene in Molise vanta una certa tradizione, non è avvertito come un settore in crescita – commenta ancora il presidente del Collegio D’Angelo, geometra lui, come il padre, il fratello e il figlio (“ e tutti lavoriamo”, precisa) – ma la stessa percezione dovrebbe essere avvertire per quanto riguarda i corsi di laurea in ingegneria o architettura. E invece non è così”.

Né è così per l’industria, che pure ha registrato un tracollo generale in Italia. I genitori continuano a iscrivere i figli all’Industriale malgrado non offra sicuramente la garanzia matematica di poter lavorare dopo la maturità.

Sicuramente migliorare la comunicazione rappresentata dalle possibilità pratiche che il Geometri offre è una strada da perseguire: su questo tecnici sono tutti d’accordo. E il Collegio ha perfino messo in palio borse di studio per chi si iscrive, un premio in denaro per l’acquisto dei libri, ce sgrava le famiglie dalla spesa per i testi scolastici.

“Partiamo dicendo che il geometra è una figura completa – osserva Marco D’Angelo – e che diplomarsi non vieta certo di proseguire negli studi e affrontare i corsi universitari. Importante anche rimarcare i campi pratici di impiego per i ragazzi diplomati: ogni cantiere ha un geometra, ogni ufficio tecnico deve aere un geometra. I geometri fanno la mediazione nella apposita camera di mediazione. I topografi, i misuratori di cui c’è gran bisogno, sono tutti geometri. E oggi fanno cose nuove e diverse, come assistere negli atti di compravendita presso notai per quanto attiene regolarità urbanistica, ma anche atti di successione”.

A Campobasso, tanto per fare un esempio, sono gli studenti del Geometra che stanno rilevando tutti i cartelli della segnaletica verticale.

“Dall’assistenza in cantiere alla sicurezza al monitoraggio delle frane alla termografia, che si occupa di trovare le perdite e le problematiche inerenti gli edifici. Dalla ricerca di gas radon alla prevenzione incendi. Le possibilità spaziano”.

Ma la figura è in via di estinzione, anche se il dato offerto a livello nazionale riferisce che sono di gran lunga superiori alla richiesta le domande del mercato.

“Salvare l’Istituto per geometri deve essere una priorità di questa terra, e spero che se ne facciano carico tutti, ognuno per quello che può” è l’auspicio di Dante Cianciosi, allargato al territorio. Alla scuola il compito di comunicare correttamente quello che il corso di studi offre, alle famiglie la raccomandazione di ponderare bene la scuola dove iscrivere il figlio anche alla luce di possibilità di lavoro future. E alla politica, alle istituzioni, la sensibilità di attivare i canali informativi e mettere in collegamento la scuola e il mondo del lavoro. Anche per non perdere un istituto storico, che l’anno prossimo non esisterà più per mancanza di iscritti.

Dante Cianciosi e la formazione psicologica in azienda