L’intruso che cambia le abitudini. In chiesa la pace si scambia con gli occhi e l’ostia si prende sulla mano

Disposizioni che valgono per tutte le diocesi molisani e cambiano alcuni riti in questo periodo in cui è bene proteggersi dai rischi. I dirigenti scolastici delle scuole molisane hanno inviato nelle classi le disposizioni del ministero inerenti l'igiene e l'approccio con gli altri. Lo stesso accade nei tribunali: a Larino gli ordini di categoria hanno chiesto l'acquisto dei dispositivi utili a disinfettare le mani.

Terminate le scorte di gel per le mani e quelle dei disinfettanti domestici, le mascherine (per quanto inutili) sono introvabili da giorni, anche in Molise nelle ultime ore sono stati assaltati gli scaffali dei supermercati.

Leggi le note istituzionali e ti accorgi di un Paese contagiato, costretto a chiudere scuole, musei, teatri, uffici, aziende nei posti dove sono stati individuati i focolai del Covid-19.

Altrove, come in Molise, non ci sono contagi ma le misure preventive valgono per tutti. Quindi conferenze, briefing, riunioni di ogni ordine e grado per informare la comunità e indirizzarla nel migliore dei modi a seguito delle disposizioni ministeriali emesse il 23 febbraio scorso.

Ma se esci, ti rendi conto che esistono due versioni della stessa regione: da una parte c’è un Molise che continua come sempre le sue attività al di là delle notizie che arrivano dalla Lombardia, dal Veneto, dall’Emilia Romagna o dall’Oriente, dall’altra un Molise in preda alle paure e che si comporta perciò nei modi più assurdi: assale i supermercati, svuota le farmacie, gira con le mascherine, evita finanche di andare in chiesa.

Quando invece proprio dalla diocesi sono partite le prima indicazioni per prevenire qualunque forma di contagio. Sin da subito infatti è venuto meno il tradizionale scambio della pace per evitare che mani infette potessero in qualche modo favorire la trasmissione di particelle “sospette”. E così si continuerà finché non termina l’emergenza.

Non solo: la disposizione in vigore da due giorni in tutte le diocesi – e quindi in tutte le chiese del Molise – stabilisce anche di dare l’eucaristica in mano e non in bocca e mira e liminare le acquasantiere, almeno per questa fase. Dunque segno di pace scambiato con uno sguardo benevolo e di incoraggiamento, niente stretta, e ostia data in mano al fedele.

Il Molise tranquillo, quello che non si lascia prendere dalla paura rispetto al Coronavirus Covid-19 si vede soprattutto nelle piazze e nei locali: i negozi sono tutti aperti, la gente passeggia come sempre. E magari camminando si parla proprio di lui, “questo intruso sconosciuto che ha sconvolto il mondo” ma senza forme di isteria né di sospetto al primo starnuto o al colpo di tosse che ci passa di fianco.

Il Molise spaventato invece si palesa nelle persone che passeggiano coprendosi il volto con la sciarpa. E, con le temperature alte degli ultimi giorni, è chiaro che lo fanno solo nel tentativo – finanche inutile perché la lana non scherma il virus – di proteggersi da eventuali contagi.

I dirigenti scolastici hanno inviato classe per classe le disposizioni ministeriali che i docenti hanno letto “con tatto” agli alunni affinché siano consapevoli anche loro, seppur picco9li, dei comportamenti corretti da adottare: lavare spesso le mani, proteggersi dagli starnuti altri e proteggere l’0altro dai propri coprendo la bocca con l’avambraccio e non con la mano, mantenere un’eventuale distanza nel chiacchierare evitando abbracci e baci. Comportamenti che sono normali soprattutto tra i giovani e dei quali,m invece, per un po’ dovranno fare a meno.

Cosi previsto anche nei tribunali gli ordini di categoria hanno predisposto (a Larino ma anche a Isernia) l’acquisto dei dispostivi utili alla disinfestazione delle mani nonché una pulizia più frequente rispetto alla norma, anche dei locali dove quotidianamente si svolgono e attività professionali.

Ma dove si percepisce che la paura ha fatto centro è nei supermercati. Nei due centri commerciali di Campobasso martedì pomeriggio, poche ore dopo le disposizioni del ministero, in attesa delle indicazioni “uguali per tutti” annunciate dal presidente del consiglio Giuseppe Conte, code di carrelli stracolmi come quando si fa shopping per il pranzo di Natale o di Ferragosto. Svaligiati i reparti delle parafarmacia: via saponi, disinfettanti e amuchine. Stessa scena si è presentata ai bancofrigo (formaggi, affettati, minestroni e pesce surgelato sono finiti a stretto giro), del reparto farine e pasta, e di quello del latte a lunga conservazione.

Insomma, a tirare le somme, come in ogni caso c’è chi la prende con filosofia e chi no. Chi mantiene la calma chi si lascia trasportare dalle paure e dall’angoscia.

Al di là di questo una cosa è certa, che salvaguardi per salvaguardare può far solo bene a tutti. Quindi un’igiene più accurata, qualche abbraccio e stretta di mano in meno, ma resta sempre lo sguardo.