Il consiglio comunale si spacca: non passa la proposta per concedere la cittadinanza a Liliana Segre

L'opposizione guidata dall'ex sindaco Luca Fatica è in rivolta dopo il 'pareggio' tra contrari e favorevoli in Aula sulla proposta che prevedeva la concessione della cittadinanza alla senatrice sopravvissuta ai lager nazisti: "Segnale negativo". Proteste pure dalla Cgil.

Scoppia un nuovo caso politico a Oratino. Questa volta lo scontro si consuma sulla concessione della cittadinanza a Liliana Segre, la senatrice sopravvissuta ai lager nazisti nonché testimone dell’Olocausto e vittima di campagne d’odio e discriminazione.

Non passa in Consiglio comunale la proposta presentata dal gruppo di opposizione ‘Obiettivo comune’: l’esito dei voti in Aula è un pareggio tra favorevoli e contrari, complice l’assenza del capogruppo della maggioranza. Alla fine del dibattito dell’assise civica, votano “sì” non solo gli esponenti di “Obiettivo Comune” promotori dell’iniziativa, ma anche la presidente del Consiglio comunale ed un consigliere di maggioranza.

Voto contrario invece dalla giunta municipale guidata dal sindaco Roberto De Socio e composta dagli assessori Mucci e Altavista. No anche dai consiglieri del gruppo RiscriviAmo Oratino.

La proposta tornerà sul tavolo dell’assise civica nella prossima seduta. Intanto, l’opposizione di ‘Obiettivo Comune’ parla di “una sconfitta per la nostra comunità”. L’ultima speranza della minoranza è riposta nel voto del capogruppo di maggioranza. Dunque, “la proposta passerebbe per un solo voto. Non in sintonia, pertanto, con il vero significato del riconoscimento. Che, vale la pena sottolinearlo, avrebbe rappresentato un segnale di vicinanza a chi ancora oggi è vittima di violenza, di discriminazione: politica, religiosa, razziale. In coerenza, insomma, con ciò che è accaduto in centinaia di Comuni italiani, dove amministrazioni – guidate dalla destra, da liste civiche o dalla sinistra – hanno ritenuto giusto trasmettere un messaggio di solidarietà, di rispetto, di pacificazione”.

Di recente Campobasso ha conferito la cittadinanza onoraria non solo a Liliana Segre, ma ad altri tre sopravvissuti (Pietro Terracina, da poco scomparso; Giovanni Tucci e Michele Montagano). Stesso discorso per Guglionesi. 

Invece la cittadinanza alla senatrice è stata negata a Termoli.

Per l’ex primo cittadino Luca Fatica, “Oratino ha tradito anche la naturale e innata propensione all’accoglienza ed all’accettazione delle diversità di una comunità da sempre attenta a questi valori. Una comunità in cui, solo tra il 2013 ed il 2018, sono state portate avanti iniziative che andavano nella direzione della solidarietà, della memoria, del rispetto per la storia”. Dunque, “non possiamo ignorare il problema. Non possiamo voltarci dall’altra parte o sottovalutare questi gesti simbolici”.

Protesta anche la Cgil: “La storia della Segre – scrive Paolo di Soccio – non ha bisogno, in questa sede, di ulteriori commenti e le testimonianze di solidarietà che le sono arrivate da parte di tanti Sindaci e da parte di uomini e donne da ogni luogo d’Italia (e del mondo) confermano che, nonostante qualcuno evochi tempi bui della nostra storia che richiamano a  forme di fascismo praticate in veste nuova, l’Italia è, nella convinzione della stragrande maggioranza dei suoi cittadini, libera, democratica e antifascista.

Proprio questa convinzione dovrebbe orientare una scelta di rappresentanza amministrativa che superi le ingiustificate beghe campanilistiche che troppo spesso pervadono le nostre piccole comunità e questa consapevolezza deve contribuire necessariamente al superamento dei particolarismi nazionali (e a maggior ragione locali) e al ripudio di ogni forma di razzismo, di integralismo religioso e di discriminazione”.