Abusi sessuali, il caso Giada potrebbe riaprirsi: chiesto nuovo processo per Don Marino
L’avvocato Giuseppe D’Urbano ha presentato opposizione alle richiesta di archiviazione per i reati commessi dal parroco dopo il compimento dei 14 anni della ragazza. Il sacerdote è stato già condannato per abusi sessuali a 4 anni e 10 mesi in Appello
Torna in tribunale il caso Giada Vitale. La vicenda che vede la giovane di Portocannone, all’epoca minorenne, vittima negli anni scorsi di abusi sessuali da parte dell’allora parroco del paese, Don Marino Genova, potrebbe avere un seguito giudiziario.
Questa mattina 3 febbraio si è svolta, a porte chiuse al primo piano del tribunale di Larino, l’udienza sulla richiesta di opposizione all’archiviazione per i reati commessi dal sacerdote dopo i 14 anni di Giada. Per quei reati infatti – si parla di abusi sessuali – la pm che ha condotto le indagini, la dottoressa Ilaria Toncini, aveva chiesto l’archiviazione ritenendo che non ci siano i presupposti per chiedere il processo a carico di Don Marino in quanto Giada sarebbe stata consenziente, come sulla base di valutazioni svolte dall’ex pm che ha seguito il caso.

Ma la difesa di Giada, rappresentata dall’avvocato Giuseppe D’Urbano, non ci sta. Così questa mattina si è presentato davanti al giudice per le indagini preliminari Rosaria Vecchi. Giada Vitale, come avviene praticamente in ogni udienza, era presente anche lei questa mattina in tribunale e ha seguito la discussione in aula. Una discussione durata pochi minuti. Adesso attende la decisione del Gip che dovrebbe arrivare nell’arco di 5 giorni.
“Siamo fiduciosi che la nostra richiesta venga accolta – ha dichiarato all’uscita il legale Giuseppe D’Urbano – Giada? La vive con estrema tensione. Lo sdoppiamento di fascicoli ha provocato un impatto psicologico sulla vittima che attende giustizia“.

Si potrebbe quindi aprire un nuovo capitolo su una vicenda che arriva fino al 2012 e che fece scalpore a Portocannone e non solo, dato che Giada ha portato la sua vicenda al’attenzione delle testate nazionali in più di un’occasione. Per i reati commessi prima del compimento dei 14 anni della giovane, Don Marino Genova è stato condannato a quattro anni e dieci mesi in Appello, mentre in primo grado la condanna era stata di sei anni, quindi più pesante.
La difesa del parroco ha fatto infatti valere le attenuanti di minore gravità sostenendo che gli atti sessuali non fossero completi. Tuttavia il 63enne è stato riconosciuto colpevole di violenze fisiche e psicologiche nei confronti di quella che all’epoca era soltanto una adolescente.



