Il bambino preistorico di Isernia rivive in 3D dopo 600mila anni

La ricostruzione tridimensionale del bambino preistorico vissuto a Isernia 600mila anni fa sarà consegnata agli inizi di marzo.

E’ arrivata alla fase finale la ricostruzione tridimensionale del bambino preistorico vissuto a Isernia 600mila anni fa che sarà consegnata agli inizi di marzo. Si tratta di un’opera di paleoarte, che a tutti gli effetti si può considerare scientifica, che rispetta e riproduce misure, caratteristiche e forme del bambino, partendo da un’interpolazione di dati, studiati da un’équipe di ricercatori dell’Università di Ferrara, guidati dal prof. Peretto.

Non un lavoro frutto di fantasia, dunque, ma una ricostruzione realistica e scientifica delle sembianze del bambino, a cui si è arrivati partendo dal ritrovamento del dentino di qualche anno fa, che consentirà al Museo Nazionale del Paleolitico di comunicare e sintetizzare le scoperte di anni di scavi e studi in modo diretto e didascalico.

Per questa ricostruzione il Polo museale del Molise si è affidato volutamente ad una delle migliori paleo-artiste al mondo, la francese Elisabeth Daynès, che nel 2006 ha raggiunto la fama internazionale con la ricostruzione del busto di Tutankhamon, creato per la mostra ‘Il nuovo volto di re Tut’ (‘The New Face of King Tut’), poi utilizzata per la copertina di ben 25 uscite internazionali della rivista National Geographic.

L’australopiteco Lucy e l’hobbit Flores, che ha realizzato in collaborazione con il professor Bill Jungers, sono considerati i suoi capolavori, ma sono solo alcuni tra le centinaia delle sue sculture antropologiche (Toumaï, Australopithecus, Paranthropus, Homo habilis, Homo erectus, Neanderthals, Homo sapiens,…) sparse per i musei di tutto il mondo, come si legge anche sul sito www.vetrina-eventi.com/12942/.

Per il nome da dare al bambino, al fine di identificarlo agevolmente nell’immaginario collettivo, sarà indetto un concorso nazionale tra le scolaresche di tutta Italia dal Polo museale del Molise con l’ausilio di importanti gruppi editoriali nazionali con cui sono già in corso trattative. Entro la fine dell’anno, poi, l’allestimento sarà completato anche dalla ricostruzione a grandezza naturale di quattro specie animali rinvenute sul sito della Pineta, nello specifico: il megacero, il rinoceronte, il bisonte e l’orso che si aggiungeranno all’elefante già presente.