“Fare all’amore” nell’era dei social? Cambiano i tempi ma non la geografia: tutti allo stadio o alla zona industriale

Sono cambiate le tecniche di corteggiamento: il web apre facilmente le strade anche a quelli più timidi. Ma restano immutati i luoghi dove consumare qualche ora di passione. Il must, che tutti hanno provato almeno una volta nella vita, è il parcheggio del nuovo Romagnoli

Fare l’amore sotto le stelle? Va ancora di moda, per fortuna. I social e la tecnologia non ce l’hanno fatta a demolire (e speriamo mai lo faranno) la magia dei momenti vissuti occhi negli occhi quando si è innamorati o alle prese con le “sbandate” che – tutto sommato – spesso ravvivano cuore e mente dal torpore dell’abitudine.

Che il contatto, quello fisico, sia ancora il richiamo indubbio dell’amore, alla faccia di smartphone, emoticons e frasi fatte, a dirlo sono proprio loro: quelli che hanno un po’ più di 17 anni e un po’ meno di 30.

Si tratta della generazione a metà tra chi è sul trampolino di lancio verso la vita e chi invece è già proiettato verso il mondo.

Certamente è cambiato il corteggiamento: oggi il primo approccio avviene perlopiù sui social dove è tutto più facile e disinibito. Di contro, però, anche molto meno seducente.

Fino ai primi anni 2000 “il tipo” che faceva battere il cuore o la “tipa” che toglieva il sonno la notte, dovevi incontrarli durante le “stese” lungo Corso Vittorio Emanuele, alla serata dell’Impero, dell’Alexander o a quella del Blue Note. Per i più audaci c’era poi l’alternativa di aspettare sotto scuola o nei pressi dell’università.

Con l’avvento dei social, ingegnarsi per incontrarla o incontrarlo non è più una priorità. Basta un clic e il massimo dell’ansia prende forma nell’attesa di una notifica sul cellulare. Niente di magico né di straordinariamente trascinante.

Fatto questo, i passaggi successivi della fase di conquista  – per fortuna – sono rimasti identici a quelli della generazione senza social.  Questo perché al “quanto sei bella” o al “quanto mi piaci” , bisogna inevitabilmente dare un seguito (se si vuole). Allora accade che a volte nascono gli amori, altre volte si infrangono ancora prima di sbocciare.

Ma quando la passione ha voglia di esprimersi, si scopre che i luoghi dell’amore a Campobasso sono rimasti immutati nel tempo.

I punti X del capoluogo, infatti,  sono sempre gli stessi. Non perché siano particolarmente romantici o accattivanti; ma se ancora oggi chi ha 40 anni, di certi posti conserva ricordi che strappano una risata (con un velo di malinconia) significa che sì, in quei luoghi si può “vedere l’amore sotto le stelle” e che tutto sommato ne vale finanche la pena.

Veniamo subito al must, quello che almeno una volta nella vita devi provare: il parcheggio del nuovo stadio Romagnoli, dove a disposizione degli innamorati ci sono ampi spazi e silenzio tombale. All’occorrenza anche qualche alberello per un set da favola con il castello Monforte che si erge sulla collina e che al chiaro di luna regala finanche un tocco di poesia che aggiunge magia alla passione sfrenata.

Al Castello oppure all’acquedotto (di spalle alla chiesa di San Giorgio). Posto secondario rispetto agli altri e solo per i più inesperti. Gli innamorati lo frequentano soprattutto per lunghi baci appassionati che sono l’anticamere della promessa di un incontro a lume di candela in un posto “meno illuminato”. Inoltre oggi la zona è sorvegliata con telecamere che si affacciano sulle auto “balzellanti” dei giovani amanti; dunque poco al riparo da occhi indiscreti, è il luogo preferito per chiacchierate d’amore e sguardi ammiccanti.

Ed ecco che rispunta pure la “zona industriale”. Chi non si è mai appostato nei dintorni durante una lunga notte invernale magari con il riscaldamento dell’auto acceso? Oppure sotto un cielo d’agosto con la poetica scusa di vedere meglio le stelle? Il riferimento è la strada che conduce alla chiesetta di contrada Calvario. A meno che non vi siano improvvisi andirivieni di residenti del posto, gatti bloccati sugli alberi, cinghiali che passeggiano, il luogo è abbastanza tranquillo, oscuro e lontano da occhi indiscreti. Oggi è una zona più abitata di ieri, ma a parte qualcuno che rientra alla maison, non c’è pericolo di imbarazzanti ricerche improvvisate di calze e camicette.  Effetto scenografico praticamente assente ma cosa non si fa per una sola d’amore!

Resta infine – per chi può permetterselo –  l’ultima spiaggia. Alberghi o bed and breakfast, a costo accessibile e a privacy garantita. Circa 30 euro per una “sessione d’amore. Camere anonime, come gli amanti che le eleggono a tempio dell’amore, anche se per brevi ma intensi momenti.