Coronavirus, si aggrava il bilancio in Italia. Chi proviene dalle ‘aree del contagio’ deve comunicarlo all’Asrem

Chiunque arrivi in Molise dopo aver soggiornato nelle aree del contagio del Coronavirus - che in Italia sono alcune zone in Lombardia e in Veneto - deve obbligatoriamente comunicarlo all'Asrem. Queste le disposizioni precauzionali onde evitare il propagarsi dell'epidemia. In Italia salgono a 51 i casi ed oggi si è registrata la seconda vittima

Il bilancio del Coronavirus si aggrava di ora in ora: nel nostro Paese le persone contagiate sono salite in breve tempo a più di 50 e ci sono già due vittime. Dalla Regione Molise e dall’Asrem arrivano comunicazioni per i cittadini e nello specifico per quanti provengano dalle aree italiane interessate dall’epidemia o vi abbiano soggiornato negli ultimi 14 giorni.

La disposizione fa seguito a quanto emanato dal Ministero della Salute ieri, 21 febbraio. Un’ordinanza “per tutti gli individui che, negli ultimi quattordici giorni, abbiano fatto ingresso in Italia dopo aver soggiornato nelle aree della Cina interessate dall’epidemia, come identificate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità” per cui vige l’obbligo di comunicare al Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria territorialmente competente di aver soggiornato in tali aree.

Dopodichè “l’Autorità sanitaria territorialmente competente provvederà all’adozione della misura della permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva ovvero, in presenza di condizioni ostative, di misure alternative di efficacia equivalente”. Detto in altri termini: quarantena onde evitare possibili ulteriori contagi.

La disposizione si applica anche a chi provenga dalle aree d’Italia interessate dai contagi da Covid-19 ovvero quelle zone-focolaio in Lombardia e Veneto. I casi nel Lodigiano e in altre province lombarde (2 a Pavia e 2 a Cremona) sono saliti a 39 mentre in Veneto sono finora 12. Le vittime sono già due: il 20 febbraio un 78enne è morto in Veneto mentre è notizia di stamattina il decesso di una donna, anche questa ultrasettantenne, a Casalpusterlengo.

In totale nel mondo i morti sono arrivati a 2360 e sono oltre 77mila e 600 le persone contagiate. L’Organizzazione mondiale della Sanità nelle scorse ore ha affermato che si sta riducendo la “finestra” per fermare l’epidemia prima che si tramuti in pandemia. Allo stesso tempo però il presidente dell’Oms ha dichiarato che nell’80 per cento dei casi il contagio da Coronavirus è lieve, nel 20 per cento critico. Marginali i casi in cui il virus è fatale.

Dunque chi giunge in Molise provenendo dalle aree del Nord Italia attualmente sottoposte a cordone sanitario dalle Regioni coinvolte è tenuto a comunicare la propria presenza all’Autorità sanitaria locale, che provvederà a mettere in atto le adeguate misure di prevenzione della diffusione del virus.

La segnalazione potrà essere effettuata al proprio medico curante, al numero del Ministero della salute 1500, al numero del Sistema territoriale 118, cui sarà fornito un numero di telefono corrispondente al Servizio di medicina pubblica che avvierà la procedura.

“Inoltre, i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, i medici di continuità assistenziale che hanno già ricevuto le istruzioni operative per la gestione del caso sospetto e dei contatti (con comunicazioni successive dell’Asrem, a partire dal 31 gennaio),  sono tenuti a consultare costantemente il sito dell’Azienda Sanitaria Locale per tutti gli aggiornamenti che saranno necessari in rapporto all’evolversi degli aspetti clinici ed epidemiologici dell’infezione in corso”.

Gli eventuali casi posti in isolamento saranno presi in carico anche dalla Protezione civile per tutti i fabbisogni ovvero fornitura di alimenti, farmaci e quanto necessario.

In Molise la preoccupazione – che si sta facendo largo nella popolazione ormai a tutte le latitudini – è data anche dalla presenza di uno stabilimento Unilever, quello di Pozzilli, ovvero l’azienda da cui proviene il “paziente 1” da cui il contagio si è propagato: l’uomo 39enne, manager nell’azienda di Casalpusterlengo e ora ricoverato a Codogno. Preoccupazione – va detto – priva di un reale fondamento.

Dalla Regione l’auspicio è che non si cada nella psicosi ma che ci si comporti responsabilmente. “Si confida nel massimo senso di responsabilità dei molisani che, anche al solo sospetto, segnalino alle autorità eventuali contatti con i focolai nazionali ed internazionali”.