Coronavirus alle Canarie, termolese nell’Unità di crisi: “900 persone in quarantena, ma nessuna psicosi”

L’imprenditore turistico Basso Lanzone è fra gli operatori che stanno gestendo l’emergenza Covid-19 a Tenerife, dove 4 italiani sono risultati positivi e un intero albergo è in quarantena. “I contagiati stanno bene, qui niente panico”

Quasi 900 persone fra clienti e personale in un albergo tenuto in quarantena per evitare possibili contagi da Coronavirus, dopo che 4 vacanzieri italiani sono risultati positivi. Succede a Tenerife, la più grande delle isole Canarie, in Spagna, il posto scelto dal termolese Basso Lanzone per vivere e lavorare. Proprio lui, imprenditore turistico di 44 anni, è stato scelto per far parte dell’Unità di crisi (lui è quello con la maglietta celeste e il pizzetto nelle foto) istituita dalle autorità locali per la gestione dell’emergenza.

 

Basso, qual è il suo ruolo in questa vicenda?

“Svolgo il ruolo di traduttore di lingua spagnola per i turisti italiani e inglesi”.

Come è arrivato il Covid-19 a Tenerife?

“Tramite un turista italiano, per altro un medico, proveniente dalla provincia di Pavia. Lunedì scorso, dopo aver trascorso già una settimana qui alle Canarie, si è presentato in un ospedale privato perché sospettava di avere i sintomi della malattia”.

Cos’è successo a quel punto?

“È immediatamente scattato il piano d’emergenza. Lui è stato messo in quarantena e sottoposto ai test cui è risultato positivo”.

Però i contagiati in tutto sono quattro.

“Esatto. Lui faceva parte di una comitiva di otto persone, quattro coppie. Tutti gli uomini hanno contratto il virus e sono all’ospedale della Candelaria a Santa Cruz. Le donne invece sono tenute in quarantena nel’hotel H10 Costa Adeje Palace”.

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E come stanno i quattro contagiati?

“Sono stabili, hanno un po’ di febbre e raffreddore. Le mogli invece non hanno alcun sintomo, come per altro tutti gli altri clienti”.

Come procede il piano d’emergenza?

“L’hotel è stato completamente isolato. Ci sono 871 persone che sono tenute in quarantena. Dall’albergo non può né entrare né uscire nessuno fra i clienti, mentre il personale esce e rientra per poter lavorare ma solo dopo dei controlli medici. Le camere sono state rese sterili e all’interno bisogna indossare guanti e mascherine. C’è la massima prevenzione”.

Come si vive questa situazione? Ci sono scene di panico?

“Assolutamente no. L’emergenza è sotto controllo, non c’è panico né psicosi, nei negozi si trova di tutto. Oltretutto i clienti sono in un gran bell’albergo”.

Da quanto si apprende circa 130 turisti di varie nazionalità starebbero per avere il via libera a uscire dall’albergo e tornare a casa. Ci sono degli italiani?

“Non mi risulta. Anzi, che io sappia la Farnesina non sa nulla di questa situazione”.

C’è qualche molisano fra gli italiani in quarantena?

“In tutto gli italiani sono 32 e non credo ci siano molisani”.

Dalle tue dichiarazioni si intuisce una situazione con molta meno apprensione rispetto all’Italia?

“Sì, ho visto che in Italia c’è questa psicosi. Qui è tutto tranquillo”.

Anche il lavoro di Basso, che da dieci anni gestisce un tour operator alle Canarie non pare risentirne. La sua voce che va e viene dal telefono lo testimonia. “Succede perché sto navigando nell’oceano”.