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Ci ammorbate, anzi ci annoiate – Scrivono i partiti di centrodestra

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    “Dopo aver letto l’articolo di Primonumero a firma di Giovanni De Fanis ci vengono in mente alcune considerazioni. La discussione sul raddoppio ferroviario, al di là delle singole posizioni, è stata meramente politica e non ci sembra di aver offeso nessuno ma abbiamo voluto solamente sottolineare la posizione già presa dalla mia amministrazione sulla questione in trattazione dopo il non voler accettare la stessa da parte dell’opposizione. L’amministrazione comunale di Termoli più volte ha ribadito il proprio pensiero. Lo scalo ferroviario non sarà spostato dal centro, eventualmente per il raddoppio della tratta Termoli-Lesina è stata chiesta solo la delocalizzazione dello scalo merci. Abbiamo però notato il ritorno in Comune di un agguerrito compagno De Fanis il quale ogni volta, come già accaduto in passato, non perde occasione per rispolverare la penna solamente quando gli conviene e con chi gli conviene.

    Lo capiamo in quanto ha sempre fatto così, con il suo articolo non ha rappresentato nulla di nuovo, anzi. La solita retorica con un vano tentativo di morale nei confronti di chi non gli si addice per connotazione politica.

    Se ne farà una ragione il compagno De Fanis se oggi governa il centrodestra, capiamo il suo eventuale rancore e odio ma non possiamo in alcun modo accettare quello che abbiamo letto questa mattina. Non capiamo inoltre di quale performance parla De Fanis, in quanto se si fosse dotato del vocabolario Tullio De Mauro alla parola ammorbare avrebbe notato il sinonimo di annoiare. E a questo il sindaco Roberti si riferiva. Evidentemente però si vuol sempre rappresentare ciò che non esiste e l’unico denigratore che conosciamo è proprio il compagno Giovanni De Fanis”.

     I partiti di centrodestra al Comune di Termoli


    Pubblico per un mero atto di gentilezza – non doverosa ma sempre gradita, sebbene la gentilezza sfugga del tutto agli autori della missiva – la replica firmata dai “partiti di centrodestra”. Mi ha fatto sorridere, e spero che faccia sorridere anche i lettori, il retaggio berlusconiano velato di mestizia, riesumato nella definizione di “compagno”; mi ha intenerito addirittura il modo vetusto di polemizzare con la libertà di espressione e opinione quando una opinione non coincide con la vocazione al megafono che certa politica si aspetta dall’informazione.

    Il nostro insostituibile compagno (di splendide avventure giornalistiche, prima di tutto) Giovanni De Fanis, nel suo commento (commento, non articolo: c’è una differenza, e l’Ufficio stampa dovrebbe conoscerla) pubblicato da Primonumero, non smentisce la sua lucidità di analisi, forte anche di una lunga esperienza come testimone diretto delle tante Amministrazioni comunali che si sono succedute negli ultimi decenni.

    E’ meraviglioso per me riscontrare che a fronte di tanta rabbia, di comportamenti collerici e livorosi dei quali trasuda la polemica amministrativa locale, Giovanni resta un faro di ironia spassionata e pensiero lungimirante, anche quando si tratta di riattingere al passato per riportare in superficie “perle” di cui si è persa la memoria, come la veemenza con la quale l’attuale sindaco, in un vecchio consiglio comunale, si scagliò contro il Nobel Enrico Fermi, uno dei padri – suo malgrado – della bomba H.

    Non è colpa del compagno De Fanis, d’altronde, se il sindaco è fatto così e a volte esce dai binari, quelli linguistici s’intende. Per esempio, se voleva dire “Ci annoiate”, come si evince dalla nota stampa, avrebbe potuto dire “Ci annoiate” e non “Ci ammorbate”, espressione che al di là della lezioncina offertaci dall’Istituzione Comune significa esattamente quello che De Fanis ha scritto.

    L’italiano è una lingua ricca di vocaboli, aggettivi e definizioni: la prossima volta il sindaco o chi per lui ne trovi una all’altezza del suo pensiero invece di arrampicarsi sugli specchi con la solita solfa “Sono stato frainteso, avete capito male”.

    In caso contrario il sindaco e i partiti si facciano una ragione che possono finire sui giornali, almeno su quello che dirigo io, non solo per meriti politici.  Grazie compagno Giovanni, e grazie a voi partiti di centrodestra per avermi dato l’occasione di poterlo precisare

    Il direttore

    Monica Vignale

     

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