“Chi mi dà la coca? Non faccio l’infame”. 26enne non collabora, indagato per favoreggiamento

Un consumatore di droga di Campobasso, 26 anni e alle prese con la dipendenza da eroina e cocaina, ascoltato nell’ambito di “Operazione Pinocchio” si è rifiutato di collaborare con la polizia in merito ai nomi su chi gli cedesse le sostanze. Gli agenti della Mobile però lo hanno intercettato mentre si riforniva da Margherita Mandato e Massimo Amoroso. Chiuso il fascicolo è stato iscritto nel registro degli indagati. Lo difende Serafino Trotta

Non ha collaborato. Agli uomini della Mobile che gli avevano chiesto di dire chi a Campobasso fosse il suo rifornitore di cocaina ed eroina, ha risposto: “Io non faccio l’infame”. Ora ne paga le conseguenze. Perché al lungo elenco degli indagati nell’ambito di “Operazione Pinocchio” (l’inchiesta antidroga condotta dalla squadra mobile) e all’elenco interminabile dei consumatori segnalati e attenzionati dagli agenti di via Tiberio, è stato aggiunto anche il suo nome. Ed ora l’avvocato Serafino Trotta dovrà provare a smontare l’impianto accusatorio a carico del suo cliente.

Un consumatore di droga indagato per favoreggiamento personale. Ha ventisei anni, è di Campobasso, e l’eroina e la cocaina erano le due sostanze che acquistava da Margherita Mandato e Massimo Amoroso, la coppia finita in carcere per spaccio.

In particolare il 26enne ha ammesso di assumere che a partire dal 2016 assume tutti gi rioni sostanze stupefacenti, nello specifico eroina ed cocaina. Nell’ambito delle indagini è stato fermato più di una volta dagli uomini di Raffaele Iasi con addosso le dosi necessarie per lui ma alla richiesta dei nomi di chi gli avesse venduto la sostanza, il giovane si è sempre rifiutato di rispondere. La Mobile, però, lo ha scoperto e inchiodato ugualmente. Quindi non soltanto ha arrestato i due referenti dello spaccio campobassano (che sono Margherita Mandato e l’ex compagno Massimo Amoroso), ma ha anche avuto modo di rilevare elementi a carico del 26enne che hanno portato gli inquirenti ad inquisirlo per aver favorito sia la Mandato che Amoroso.

Si è chiuso quindi un altro incartamento nell’ambito di Operazione Pinocchio, l’indagine della polizia che il 31 ottobre scorso ha smantellato una cellula di spacciatori a Campobasso e scoperto decine e decine di nomi nuovi (oltre ai soliti noti) che sono ostaggio del mondo della cocaina. Un’inchiesta che ha portato a tre misure cautelari in carcere e due divieti di dimora in Molise, 19 il totale degli indagati, oltre 70 le perquisizioni disposte dalla Procura ed eseguite dagli agenti proprio in questo c’è la particolarità: che per la prima volta sono state compiute perquisizioni personali e domiciliati anche a carico dei soli consumatori.

Dunque un fatto, quello che riguarda quest’altro giovane che ora è accusato di aver favorito Mandato e Amorso,  che diventa anche un monito per chiunque dovesse scegliere (per ragioni spesso opinabili), di non collaborare o confessare quello che si sa quando si viene fermati. Prima o poi, infatti, lo scotto dell’omertà si paga.