“Avanti Lupo, alla riscossa”. Il grido di battaglia di Cudini: “A Matelica per vincere”

Le scorie post-Pineto non ancora vengono smaltite ma il tecnico rossoblù guarda avanti: “Domenica possiamo rimetterci in gioco, il campionato è ancora lungo e confido tanto nei tifosi che domenica scorsa sono stati splendidi”. La piazza confida molto nel grande ruolino da trasferta finora mantenuto: 23 dei 42 punti sono arrivati da gare esterne, solo il Notaresco è riuscito a fare meglio con 26.

“Andiamo a Matelica per vincere”. Eccolo qua il ‘grido di battaglia’ che i tifosi del Campobasso volevano sentire dopo la ‘sciabolata artica’ del pareggio subito domenica scorsa. E così, dopo le parole al miele del patron Gesuè, arrivano quelle cariche di orgoglio e sicurezza nei propri mezzi del condottiero della squadra, quel Mirko Cudini che nel giro di qualche mese è stato rivalutato in modo corposo da molti scettici.

 

Diciamo che i Lupi fuori casa danno il meglio di sé: 23 punti fatturati contro i 19 di Selvapiana, con sette vittorie, due pareggi e due sconfitte. Ruolino quasi da primato: solo il Notaresco ha fatto meglio con 26 punti racimolati. A questo bisogna aggrapparsi per credere nell’impresa e magari far ‘saltare’ la classifica domenica prossima, con sette giorni di ritardo. Ben sapendo che l’avversaria è forse la più attrezzata per il salto di categoria.

 

Proprio sul tema ‘casa’ così si esprime il tecnico rossoblù, che elogia il pubblico: “La considerazione è giusta. Non so se si tratta di un problema mentale, che incide a volte in questo mestiere. Non sottovalutiamo niente ma capita che in tante situazioni siamo leggeri. Non possiamo permettercelo, soprattutto in casa, dove dovremmo avere maggiore sicurezza. ci dispiace per la gente, anche perché si fa fatica a creare entusiasmo e si fa subito a perderlo. Ma confido nei nostri splendidi tifosi, questa squadra merita grossa fiducia. Il campionato non finisce qua, ci sono ancora scontri diretti. A Matelica andiamo per rimetterci in gioco, andiamo per vincere, non possiamo fare altro. Questa è la nostra ambizione. Con il grosso rammarico della rimonta subita ancora una volta. Questa è una lacuna da migliorare”.

 

Il tecnico rossoblù punta tutto sui suoi, pur tirando le orecchie al gruppo per i due punti gettati nella pattumiera contro il Pineto: “Siamo stati bravi a riprenderla, a ribaltarla, dopo aver subito gol al primo tiro in porta. Nella ripresa siamo andati sopra di due gol ma conoscevamo anche le qualità degli avversari, sui calci piazzati soprattutto. Gli abbiamo fatto riaprire una partita che sembrava chiusa anche sotto l’aspetto mentale. Non è la prima volta, stiamo ancora qui a commentare una partita vinta e poi pareggiata incredibilmente, le partite durano 95 minuti, non mi stancherò mai di dirlo. La delusione è grande ma il campionato è ancora lungo. I punti che abbiamo recuperato fino ad ora possiamo recuperarli fino alla fine”.

 

Tornando a domenica scorsa, magari le sostituzioni sono state troppo anticipate? Zammarchi e Cogliati sono usciti a una ventina di minuti dalla fine…

“Ho messo Barbetta per Zammarchi, un esterno per un esterno. Abbiamo cercato di irrobustire il centrocampo quando abbiamo abbassato i due mediani davanti alla difesa alzando Sanseverino a ridosso della punta. Io penso che non abbiamo sofferto il palleggio del Pineto ma soprattutto i calci piazzati, ripeto. E quel 3-3 non ha niente di tecnico-tattico”.

 

Nel finale non si è avuta la forza di reagire di nuovo, no?

“Sì, dopo aver subito due reti regalate, che devono farci fare il mea culpa, non abbiamo avuto quella reazione nervosa per ribaltarla ancora. Ma posso capire anche i ragazzi, sul 3-3 non è mai facile rimettere in campo ciò che si dovrebbe. Il colpo l’abbiamo subito. Il rammarico è aver concesso due gol facili, leggibili, prevedibili”.     FdS