Altro che New York Times, il Molise fa turismo ad anni alterni: disertata la Bit

Lo stand del Molise era tornato alla Borsa internazionale del Turismo nel 2017 accolto da grandi annunci e sfarzosi investimenti. Dopo solo tre anni la Regione ha rinunciato per ragioni economiche. Una scelta che fa infuriare operatori e cittadini

Sicuramente non è una sorpresa, ma non per questo fa meno male sapere che alla Borsa internazionale del Turismo che si è aperta ieri a Milano uno stand in particolare non c’è: è quello del Molise. La nostra regione era tornata alla Bit fra annunci e investimenti importanti per tre anni consecutivi nel 2017 dopo nove anni di assenza promuovendo imprese e luoghi, eventi e iniziative. Ma ha scelto di abbandonare di nuovo questa vetrina mondiale.

Ancora una volta la nostra Regione si fa notare per mancanza di programmazione e assenza di una visione a lungo termine. Che senso ha promuovere le proprie bellezze per tre anni e poi abbandonare tutto? È quello che si chiedono oggi tanti cittadini, nonché gli operatori del settore che ancora una volta si trovano a dover promuovere un territorio senza una rete di contatti ed eventi, proposte e peculiarità che andrebbero mostrate tutte insieme e non a macchia di leopardo.

Proprio nel periodo in cui il New York Times aveva concesso alla nostra regione una vetrina impensabile, inserendola fra le 52 mete da visitare nel 2020. Notizia che era rimbalzata ovunque, facendo parlare del Molise e dei suoi luoghi incantevoli e genuini. Ma anche stavolta quando ci sarebbe da spingere sull’acceleratore, arriva una frenata improvvisa.

New York Times Molise

Come detto tutto questo non sorprende. Poco dopo il suo insediamento alla guida dell’assessorato al Turismo della Regione Molise, Vincenzo Cotugno già nell’estate 2018 aveva bollato come ‘troppo costosa’ la presenza dello stand molisano a Milano.

L’accordo fra Regione (Giunta Frattura) e l’Azienda autonoma di Soggiorno e Turismo durava però tre anni, quindi l’anno 2019 era già garantito. I fondi però sono stati tagliati e senza quelli il 2020 ha fatto segnare l’abbandono della Bit.

Cotugno aveva parlato di una “tre giorni di eventi sul nostro territorio per portare tour operator, buyers e stampa specializzata in Molise così che si rendano conto in prima persona delle peculiarità e unicità che il nostro territorio offre”. Dell’iniziativa per ora non c’è traccia o se c’è stata non sembra abbia sortito gli effetti sperati.

La Bit invece era stata presentata per tre anni come la chiave di volta per mostrare una volta per tutte di cosa era capace il Molise. Quasi 200mila visitatori nell’ultimo anno di presenze, che era costato alle casse regionali una cifra vicina ai 73mila euro.

Che il contributo non fosse all’orizzonte lo aveva per altro anticipato proprio il commissario dell’Aast, Remo Di Giandomenico, solo qualche mese fa. Così è stato.

In Rete il malcontento è percepibile, sia fra gli operatori del settore che tra la gente comune. E si alza pure una voce dai banchi del consiglio regionale, quella dell’esponente di ‘Prima il Molise’, Aida Romagnuolo, da tempo in rotta con la maggioranza.

“Posso comprendere che nel passato all’assessorato regionale al Turismo venivano assegnate briciole, cioè quasi nulla e personalmente, confesso che non ero d’accordo sulla partecipazione della Regione Molise alla Bit di Milano, uno dei Templi del turismo mondiale, ma oggi, che in quell’assessorato transitano decine e decine di milioni di euro, cioè miliardi di vecchie lire e che per il solo Piano strategico per il turismo regionale sono stati spesi 1 milione e trecentomila euro, cifra spropositata che ha  promosso non a Roma o a Livorno, ma solo tra le aziende molisane (autobus e cartellonistica locale)  le iniziative turistiche, logistiche e culturali che si sono svolte nel Molise e, constatare che il Molise come Regione  non ha preso parte alla Bit di Milano, per davvero mi fa riflettere e pensare che questo Molise a breve sparirà e sarà annesso alla Campania”.

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Anche la Romagnuolo ricorda la notizia del New York Times e la strana promozione che la Regione ha messo in atto di recente. “Una Regione come il Molise, che con il suo vertice ha preso parte alla manifestazione della Niaf a Washington nella convinzione di attrarre tutti gli italo-americani, una Regione fantastica come il Molise che viene inserita su uno dei più prestigiosi giornali del mondo e cioè il New York  Times per essere visitata e vissuta, che vede candidata pur se nell’indifferenza di chi nella Regione conta e decide, la meravigliosa città di Isernia come Capitale della cultura italiana e, l’Unesco che riconosce la Transumanza patrimonio dell’umanità e sapere che il tutto finisce a tarallucci e vino, ebbene io a tutto questo non ci sto più. Nei fatti quindi, oltre all’assordante propaganda, la Regione Molise ha rinunciato a partecipare alla Bit, la fiera internazionale del turismo tra le più quotate al mondo che per davvero poteva fare la differenza.

Penso che a questo punto una riflessione sia d’obbligo e doverosa, anche in considerazione della distanza chilometrica che esiste oggi come ieri, tra la Giunta regionale e i consiglieri regionali dove nulla viene condiviso, dove a parte i saluti di convenienza, insieme non si decide nulla”.

 

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