Allegria travolgente e risate: le donne ‘trascinano’ la Mascherata 2020

Centinaia di persone per l'edizione 2020 “A fèmmene kkiù bbèlle”, presentata dalla Bottega della Mascherata, in collaborazione con la Nuova Pro Loco e il Comune di Ripalimosani. Una manifestazione 'rivoluzionaria' e ricca di novità

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La lunga giornata della Mascherata di Ripalimosani si conclude poco dopo le 20, quando all’anfiteatro cala il sipario sulla rappresentazione che ha tenuto ‘inchiodate’ centinaia di persone: i ripesi, soprattutto. E non poteva che essere così per una manifestazione profondamente radicata nella storia e nella cultura della comunità, un evento che si svolge da secoli, dalla fine del 1500 per la precisione.

Mascherata di Ripalimosani

C’è una novità importante, in un certo senso rivoluzionaria, in questa edizione 2020, chiamata “A fèmmene kkiù bbèlle”, presentata dalla Bottega della Mascherata, in collaborazione con la Nuova Pro Loco Ripalimosani e il Comune di Ripalimosani.

Gli uomini vengono ‘scalzati’ dalle donne, che fino ad ora potevano soltanto cantare nel coro. Il ‘gentil sesso’ si riappropria della scena e torna ad essere protagonista grazie ad una equipe tutta al femminile. Testo scritto da Patrizia Di Nunzio e Martina Marrone, direzione musicale affidata a una donna, la giovane musicista Annalisa Palermo.  Infine, organizzazione dell’evento interamente gestita da una donna, Stefania Di Nunzio.

Mascherata di Ripalimosani

In assenza di una trama vera e propria, la donna è il filo conduttore che guiderà gli spettatori nel susseguirsi di canzoni e scenette che affrontano temi legati all’attualità: tra cambi di sesso (una donna che decide di chiamarsi Rocco) e amori che ‘scoppiano’ sui social, vengono affrontati anche temi più seri come quello della violenza sulle donne.

Mascherata di Ripalimosani

Si comincia alle 11 davanti ad un pubblico che affolla la prima ‘posata’, in via San Rocco. Poi l’arrivo della sfilata nel cuore del paese, piazza San Michele, in un vortice di risate e allegria contagiose.

Particolarmente affollata via Santa Lucia, che ospita la tappa del pomeriggio. Infine il centro storico, tra i bellissimi murales (realizzati dai Malatesta Associati e da alcuni giovani del posto) che fanno da cornice alla Mascherata. Sono il ‘tributo’ per ricordare alcuni storici personaggi che non ci sono più. Ultima ‘posata’ all’anfiteatro. Si ride tanto per uno spettacolo gradevolissimo e mai banale. Ecco perchè ci sono applausi scroscianti per tutti i cento figurati: attori, bambini (dai 6 anni in su), i musicisti e i componenti del coro.

Infine la ‘serenata’ sulle note di “O surdato nnamurato” (che per l’occasione diventa “U figlie nnèmmerate”) dedicata alla Mascherata. “Il nostro augurio – dicono le due autrici – è che questo tesoro che ci è stato tramandato trovi nei tempi a venire sempre nuovi figli innamorati che la custodiscano con cura e la portino nel cuore, e nelle piazze del paese, per sempre”.

E’ proprio nella spensieratezza e nella comicità della Mascherata che Ripalimosani si ritrova e per qualche ora dimentica tutto, perfino il coronavirus che a Venezia ha provocato l’annullamento del famoso Carnevale.

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