‘A mamma du vinde, l’anima del borgo raccontata dal dialetto

Presentato a Termoli, in occasione delle iniziative di promozione della Giornata internazionale della Lingua Madre, il libro in dialetto “A mamma du vinde”.

Questo il il titolo del libro di Anna Gina Costantino, esordiente poetessa e autrice di brani in dialetto termolese, dedicati alla sua città. Termoli è infatti la protagonista della raccolta pubblicata nello scorso febbraio in Francia e illustrata dall’artista Chiara Scarpone e da Valentina De Filippis.

Il libro, presentato a Termoli il 19 febbraio a cura della rivista Kamastra, è stato il preludio alla giornata internazionale della lingua madre proclamata dall’Unesco e che ricade il 21 febbraio di ogni anno.

Folta la platea della sala auditorium della Chiesa del Sacro Cuore, con un pubblico attento che ha seguito il recital di brani tratti dal libro e coniugati ad un mix di versi dalla lirica “La pioggia nel Pineto”del poeta Gabriele D’annunzio.  Intervallati da pezzi d’opera e canzoni del repertorio musicale italiano, sono stati interpretati dall’autrice insieme all’attrice Elisa Amoruso e al violinista Armando Varriano.

libro 'a mamma du vinde

Un copione che ha ripercorso tutti i temi delle poesie della Costantino, che connotano Termoli nelle sue particolarità e sfaccettature. Dalle caratteristiche urbaniste del paese vecchio,  al clima, alle voci del mare, alle folate di vento, all’esposizione del promontorio, alle piogge scroscianti, alla vita degli abitanti, alle tradizioni culinarie, agli affetti familiari, alla descrizione della spiaggia, ai pescatori, ai bagnanti. Per non dire degli scogli chiamati ad uno ad uno con un  proprio nome, come si addice alle persone, meglio conosciute a Termoli con patronimici e soprannomi.

L’uso del dialetto, il pathos di ogni brano derivante dal ricordo di un a vita di paese a misura d’uomo e la trasformazione urbanista e sociale, conferiscono al libro quella giusta dose di corposità dei contenuti che se pur alleggeriti dalla tonalità dei versi poetici scanditi in una varietà di rime, rilevano l’attenzione dell’autrice verso quelle trasformazioni urbanistiche che, a suo dire, hanno cambiato il volto di un paese diventato città, la cui anima però è e rimane racchiusa dentro le mura del borgo.

Stampato su carta riciclata e curato nella grafica dall’artista termolese Laura Fanelli,  “A mamme du Vind” è un  pregevole libretto che arricchisce il novero delle pubblicazioni degli autori termolesi in italiano e in vernacolo.