39enne in condizioni disperate. La Polizia analizza i filmati, il paese si unisce in preghiera

La Squadra Mobile e il Commissariato di Termoli al lavoro sulle immagini della videosorveglianza per capire se il racconto fornito in ospedale presenta dei punti oscuri, ma per il momento nessuna pista è tralasciata

È ricoverato in condizioni disperate al Neuromed il 39enne di Campomarino M.M., gravemente ferito in circostanze ignote nella notte fra venerdì e sabato scorsi. Gli agenti della Squadra Mobile e del Commissariato di Termoli stanno ricostruendo le ultime ore dell’operaio prima del ricovero al San Timoteo e poi all’istituto di Pozzilli.

Pare che il 39enne, stando ad una prima ricostruzione eseguita dagli investigatori nelle ultime ore, sia tornato a casa attorno alle 4 del mattino di sabato 8 febbraio, dopo una serata con gli amici. Gli stessi amici, però, avrebbero dichiarato agli investigatori di averlo lasciato poco dopo la mezzanotte.

Una volta tornato a casa, l’uomo avrebbe parcheggiato la sua macchina in garage per poi risalire verso casa. A quel punto, secondo il racconto fornito in pronto soccorso, avrebbe perso l’equilibrio salendo le scale esterne cadendo rovinosamente a terra.

Sarebbe rimasto circa un’ora svenuto a terra, prima di riprendere i sensi e rialzarsi per entrare nell’abitazione della madre. Sarebbe stata lei, accortasi delle condizioni del figlio e delle ferite ben visibili in viso, ad allertare il 118 facendo arrivare un’ambulanza.

Gli operatori del 118 lo hanno quindi dapprima trasportato al San Timoteo dove i sanitari, vista la gravità del trauma cranico, ne hanno disposto il ricovero in un centro specializzato e in particolare il Neuromed dove lotta fra la vita e la morte.

Gli agenti del commissariato hanno prelevato i filmati delle telecamere di videosorveglianza di Campomarino per studiare il tragitto che il 39enne, saldatore in una fabbrica della zona, avrebbe compiuto con la sua macchina. L’intento degli inquirenti è valutare se il suo racconto combacia con i dati oggettivi che stanno riscontrando.

Nessuna ipotesi è lasciata al caso, e non si esclude al momento nemmeno l’ipotesi che il giovane avesse abusato di alcol e quindi nel rientrare a casa avrebbe perso l’equilibrio una volta imboccate le scale esterne facendo un volo di circa tre metri e battendo violentemente la testa.

Chiaramente non si può al momento nemmeno escludere un’altra pista, quella che porta a un’aggressione per motivi tuttora ignoti.

Intanto, mentre la prognosi è riservata, la comunità di Campomarino si mobilita per una preghiera comune a favore del 39enne. “La nostra comunità si vuole unire in preghiera – ha scritto qualche ora fa su Facebook il sindaco Pierdonato Silvestri riprendendo le parole dei parroci don Rosario e don Guglielmo – per un ragazzo di Campomarino ricoverato in ospedale in gravi condizioni. Vi invitiamo a passare in chiesa anche per un piccolo momento. Martedì vivremo un tempo di adorazione silenziosa dalle 18.30 alle 19.30. Non importa se lo conosciamo o meno, è importante la nostra preghiera”.

 

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