Violenza di genere, dal Pd la proposta per progetti di soccorso e protezione delle vittime

La legge 'Contro le discriminazioni e le violenze determinate dall'orientamento sessuale o dall'identità di genere' firmata anche da Facciolla (Pd) e Manzo (M5S).

Punta a realizzare, tra le altre cose, interventi e progetti di soccorso e protezione delle vittime di violenza e discriminazione di genere la proposta di legge presentata dal capogruppo del Pd in Consiglio regionale Micaela Fanelli e firmata anche dal collega dem Vittorino Facciolla e dalla consigliera del Movimento 5 Stelle Patrizia Manzo.

Si tratta, , spiega Micaela Fanelli, di “un passo importante nella direzione del riconoscimento della piena cittadinanza ai diritti LGBT nella Regione Molise, una norma di civiltà e rispetto, in linea con gli indirizzi promossi dall’Onu, dall’Europa, dalla Presidenza della Repubblica Italiana, dalla coscienza civile, che fa seguito all’impegno assunto in occasione del Molise Pride“. Ricordiamo che la nostra regione ha ospitato a Campobasso due edizioni della manifestazione nata a difesa dei diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transgender. 

La proposta di legge ‘Contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere’  arriva dopo i numerosi provvedimenti presentati dalla stessa Fanelli in Consiglio Regionale nel corso della legislatura. Misure raccolte in un disegno più organico, o meglio “messe oggi a sistema per la costruzione di un percorso organico finalizzato a promuovere e realizzare politiche, programmi ed azioni per prevenire ogni tipo di violenza e discriminazione di genere, in quanto lesiva della libertà, della dignità, dell’ inviolabilità della persona – aggiunge la consigliera del Pd Molise – con la dichiarata finalità di tutelare ogni persona nella propria libertà di espressione e manifestazione del proprio orientamento sessuale e della propria identità di genere”.

Una proposta di legge non solo “di scopo”, ma che al contrario fissa una serie di interventi precisi, normando il sostegno a programmi, progetti e interventi pluriennali, volti a favorire la libera espressione e manifestazione del proprio orientamento sessuale e della identità di genere. Quali, tra gli altri, il finanziamento di programmi di carattere culturale, sociale, sportivo ed educativo volti al rispetto della dignità delle persone LGBTI e alla valorizzazione delle differenze; la promozione di campagne di informazione e sensibilizzazione per accrescere l’attenzione e per fornire alle persone interessate le informazioni necessarie per la tutela dei propri diritti; azioni informative rivolte in particolare agli studenti della scuola secondaria, al personale scolastico e docente sulla gravità del fenomeno dell’omotrasnfobia e sulla prevenzione del bullismo motivato dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere.

Ancora, tra gli obiettivi della legge la promozione di politiche attive del lavoro volte a favorire l’integrazione sociale e lavorativa al fine di evitare l’esposizione al rischio di esclusione sociale per motivi legati all’orientamento sessuale e all’identità di genere e di campagne informative finalizzate alla prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale e a combattere lo stigma e le discriminazioni nei confronti delle persone positive al virus HIV; percorsi di formazione del personale che opera nell’ambito delle problematiche connesse ai maltrattamenti in famiglia, nonché la realizzazione di strutture residenziali e centri servizi a favore di persone LGBTI che sono state allontanate dalla famiglia per ragioni legate al proprio orientamento sessuale o identità di genere; la realizzazione di strutture residenziali e centri servizi a favore di soggetti LGBTI che sono stati allontanati dalle famiglie di origine per ragioni legate al proprio orientamento sessuale o identità di genere.

Interventi coordinati anche con i servizi socio-assistenziali e socio-sanitari, in coerenza con il Piano sociale e sanitario regionale, con il Piano regionale per la promozione della salute e prevenzione e con gli altri strumenti di programmazione e pianificazione di settore.

La legge, inoltre, istituisce la “Giornata regionale contro le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere” da celebrarsi ogni anno il 17 maggio, al fine di promuovere iniziative a carattere informativo, formativo, educativo, di prevenzione e sensibilizzazione contro le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere, ponendo in capo alla Regione di valutare la costituzione di parte civile nei casi di violenza determinata dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere di particolare impatto e rilevanza sociale nella vita della comunità regionale, devolvendo l’eventuale risarcimento per le azioni e degli interventi di settore, negando, altresì, la concessione di contributi ad associazioni che nello svolgimento delle proprie attività ledano i principi di non discriminazione.

È inoltre previsto il sostegno, da parte della Regione, a progetti e interventi di accoglienza, soccorso e protezione alle vittime di discriminazione o di violenza commesse in ragione del loro orientamento sessuale o della loro identità di genere, nell’ ambito del sistema integrato dei servizi alla persona presenti sul territorio ed avvalendosi del Centro regionale contro le discriminazioni di cui all’articolo 41 della legge regionale n. 6 del 2014, nonché degli istituti di garanzia regionali per quanto di competenza, con la possibilità di stipulare protocolli d’intesa e convenzioni con enti pubblici, organizzazioni di volontariato e associazioni, iscritte nei registri previsti dalla legislazione vigente in materia, impegnate in attività rispondenti alle finalità della legge.

Infine, è istituito l’Osservatorio regionale contro le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale o di identità di genere, con raccolta dei dati e monitoraggio dei fenomeni legati alla discriminazione e violenza dipendente dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere in Molise.

“La speranza, ora, è quella di poter velocemente concludere l’iter legislativo in Commissione – la chiosa finale di Fanelli – e arrivare all’approvazione del testo in Consiglio regionale nel più breve tempo possibile, soprattutto garantendo allo stesso il sostegno trasversale di tutta l’assise, che permetterebbe alla Regione Molise di porsi come un modello nazionale per il rispetto dei diritti di tutti, nessuno escluso”.