Vicky voleva andare in Canada dopo le botte del compagno. Amici in angoscia: “Temiamo che sia stata uccisa”

La madre non può credere all’omicidio, ma gli amici di lungo corso della 42enne scomparsa ormai 3 settimane fa sembrano propensi a ritenere che sia accaduto il peggio. “Non si sarebbe mai tolta la vita e non aveva alcuna intenzione di scomparire. Anzi, stava organizzando il viaggio in Canada per allontanarsi da un uomo che le aveva già fatto male”. Mercoledì sera il caso di Victorine Bucci a “Chi l’ha Visto?” dopo “La Vita in Diretta” andata in onda oggi pomeriggio. Il giallo diventa nazionale, mentre gli inquirenti confermano che non ci sono indagati.

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Il sospetto e la paura nutrono le frenetiche conversazioni tra gli amici di vecchio corso. Paura che a Victorine, per tutti loro Vicky, sia successo l’irreparabile. Qualcuno, come Francesca che vive a Milano e ha la libertà di pensiero innescata da una conoscenza profonda delle dinamiche umane, si sbilancia: “Cosa posso pensare se non che sia stata uccisa? Questo caso comincia ad avere i contorni del femminicidio”. Vicky, giura, non si sarebbe mai tolta la vita. “Ma scherziamo? Lei amava la vita, e non era affatto malata come qualcuno insinua”.

Victorine Bucci, 42 anni, adottata da una famiglia benestante di Larino all’età di 5 anni, non aveva nemmeno intenzione di eclissarsi da tutto e tutti inghiottita in quel buco nero che se l’è portata via la notte tra il 17 e il 18 dicembre scorsi. Tanto che a casa ha lasciato praticamente tutto: abiti, effetti personali, perfino gli occhiali da sole e quelli da vista.

Dopo le percosse il progetto di andare in Canada – “A breve sarebbe dovuta venire in Canada” racconta un altro amico, Luca, disposto a ospitarla a Toronto. Il 10 dicembre Victorine lo aveva informato di aver trovato un volo per Toronto. E’ accaduto due giorni dopo le medicazioni in Pronto Soccorso per le botte ricevute dal compagno, un uomo di 56 anni di Termoli col quale dall’inizio di marzo aveva una relazione burrascosa. L’8 dicembre era stata in Pronto Soccorso con la madre per un occhio violaceo, ematomi in volto, un labbro spaccato. “Non ha voluto fare il suo nome ai medici – racconta la madre, insegnante di lettere in pensione, che l’ha accompagnata al San Timoteo di Termoli – e io ho rispettato in quel momento la sua volontà. Poi però ho riferito agli inquirenti quello che era accaduto. Secondo me doveva ancora riprendersi bene, ecco perché le ho suggerito di aspettare un po’ a partire”.

Victorine Bucci

Così Vicky ha deciso di restare a Larino per qualche tempo e rinviare la partenza per il Canada. Il passaporto l’ha lasciato a casa, accanto al suo pc. E nel frattempo ha continuato a frequentare l’uomo, andando da lui l’ultima sera, prima di far perdere le sue tracce. E’ salita sull’auto, una Fiat Panda rossa, e si è diretta a Termoli. Una serata trascorsa fuori, in alcuni locali della città, prima della violenta lite accaduta nella palazzina di via RioVivo dove abita il compagno, che ha riferito all’inviata de “la Vita in Diretta” (unica trasmissione con la quale ha acconsentito a parlare) che “era aggressiva e ingestibile, e io per evitare che potesse accadere qualcosa ho chiamato mio fratello, salito in casa dal piano superiore, che è rimasta con lei mentre io sono uscito a comprare le sigarette. Quando sono tornato lei se n’era andata”.

E’ la verità? Oppure è accaduto qualcos’altro, nel frattempo? Ed è stata lei a lasciare il suo smartphone sul molo del porto, dove è stato ritrovato alle 10 e 30 circa la mattina successiva? Oppure è stato un depistaggio, un tentativo anche maldestro di sviare le indagini? E perché?

I messaggi sul telefonino – In quel telefonino, ora in mano ai carabinieri che coordinati dalla Procura di Larino svolgono accertamenti “in tutte le direzioni possibili” e non tralasciano, dicono, nessuna “pista”, omicidio compreso, ci sono segnali inquietanti. In particolare due messaggi, inviati uno alle 2 e 8 minuti del mattino a una amico che vive a Roma e l’altro alle 2 e 44 all’ex marito di Vicky, romano anche lui. Entrambi messaggi minatori partiti dall’account facebook di Vicky, uno dei quali firmato con nome e cognome e numero di telefono dal compagno. “Romano di merda” “So o marrocchino” “Bastardo”. “Chiama”. Messaggi che i carabinieri hanno acquisito, che indicano se non altro un clima di massima tensione nella coppia. Con un giallo nel giallo: per qualche ora uno dei due destinatari, che Primonumero.it ha intervistato, è stato bloccato sul social. Alle 7 e 30 di quel mattino, quando ha letto quelle parole e immaginato un hacker, l’uomo non è riuscito a rispondere al messaggio perché è stato bloccato. Poi, qualche ora dopo, è stato sbloccato. Da chi?

La speranza della madre – “Non posso credere che qualcuno le abbia fatto del male fino a questo punto” dice la madre, che pure riferisce di come quella relazione di sua figlia a lei non piacesse affatto. “Continuo a sperare che sia viva e che si trovi da qualche parte impossibilitata a chiamarmi, a contattarmi. Ma viva” commenta la signora Pina.

Meno ottimisti gli amici, in special modo quelli che hanno trascorso anni con Vicky e che la conoscono bene, propensi a ritenere dopo tanti giorni di silenzio impenetrabile, dopo le ricerche in mare e aree infruttuose, che sia capitato qualcosa di terribile. “Il timore è forte, ci stiamo mobilitando anche sui social per diffondere la segnalazione sulla scomparsa. Come è possibile che non si sia fatta sentire con nessuno? Cosa le è successo?”

Ogni giorno che passa aggiunge un tassello di paura e angoscia. Al momento, secondo le informazioni acquisite presso gli investigatori, non ci sarebbero indagati. Ma la congettura del delitto non è più campata in aria.

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