Prima di morire Vicky ha cercato di salvarsi. Autopsia la prossima settimana

Addosso Vicky aveva gli abiti con i quali era uscita di casa la sera del 17 dicembre: stivaletti neri, jeans e cappotto con cintura. La posizione del corpo nell’abitacolo fa ipotizzare che abbia cercato di uscire dalla Panda scalciando contro il parabrezza. Il riconoscimento formale sarà effettuato nelle prossime ore, mentre l’autopsia la prossima settimana.

Nessun dubbio che sia lei, Victorine Bucci, la donna nella Panda rossa ripescata dal fondale del porticciolo. Il riconoscimento formale sarà effettuato nelle prossime ore, ma gli inquirenti hanno già la certezza sulla sua identità. Si tratta della 42enne scomparsa il 18 dicembre dopo una lite furiosa con il compagno che abita a Termoli. Anche l’orologio che aveva al polso è il suo. E gli abiti che indossava sono gli stessi con i quali è uscita di casa la era del 17 dicembre, dopo aver trascorso al computer, nel suo appartamento di Larino sopra quello di mamma Pina, l’intera giornata. Cappottino nero stretto in vita da una cintura, blue jeans e stivaletti di vernice nera con tacco medio.

Le speranze della famiglia di ritrovarla viva, alimentate dalla segnalazione – l’unica arrivata in Procura nei lunghissimi 34 giorni delle ricerche – di un avvistamento a Termoli alle 10 e 30 del 18 dicembre, si sono infrante su quelle immagini che hanno fatto il giro delle tv.

La Panda rossa estratta dal mare

Ora la Fiat Panda e il corpo di Vicky hanno preso strade diverse ma con un destino comune: arrivare alla verità. La prima si trova in una officina di via Corsica a Termoli, dove sarà sottoposta ad accertamenti tecnici; il secondo è all’Istituto di medicina Legale di Bari. Qui la prossima settimana si effettuerà l’autopsia alla presenza del perito nominato dalla Procura e del perito scelto dalla famiglia. Chiarire la causa della morte, prima di tutto. Scoprire se la donna, che non aveva la cintura di sicurezza allacciata, fosse già priva di vita quando l’auto è finita in mare con una dinamica fitta di incognite: come ha fatto la Panda a saltare la scogliera senza incastrarsi e senza lasciare tracce? Prima dell’autopsia, sulla quale confida molto il Procuratore di Larino Isabella Ginefra, che con estrema scrupolosità ha coordinato le fasi del recupero accertandosi che l’auto non subisse alcun tipo di danneggiamento durante l’intervento (e non era scontato, tutt’altro), ci sarà il riconoscimento e ci saranno gli esami preliminari, che sono già iniziati ieri.

Il recupero dell'auto e del corpo di Vicky

L’unica indiscrezione che trapela sul molo di Termoli alla fine di una giornata interminabile e segnata da tristezza e confusione, oltre che dal lavoro tenace di decine di operatori e esponenti delle forze dell’ordine, è che il corpo di Victorine si trovava in una posizione tale, incastrata tra i sedili anteriori, con le gambe rivolte in avanti e la testa all’indietro, da far supporre che avesse cercato di liberarsi e uscire dall’auto. Un finestrino – quello del guidatore – era aperto, gli altri invece erano chiusi. L’acqua è entrata subito dentro e lei ha tentato, probabilmente scalciando contro il parabrezza, di uscire, provare a risalire su. Un particolare importante, perché indicherebbe – insieme con altri elementi – che non aveva intenzione di togliersi la vita.

Il recupero dell'auto e del corpo di Vicky

Si confida anche sugli esami tecnici e meccanici della vettura. Per capire se sia possibile – e come – che la Panda, viaggiando a elevata velocità, abbia urtato contro uno scoglio alla fine del molo che ha fatto da trampolino, facendola schizzare in avanti con un balzo, fino a ruzzolare con una capriola e inabissarsi capovolta. “Sarà la scienza a parlarci” ha detto il Procuratore Ginefra, auspicando che quelle verità attese da tempo possano arrivare dagli accertamenti irripetibili già iniziati.

Procuratore Ginefra vicky

L’inchiesta entra in una fase nuova e non semplice, mentre restano aperte diverse ipotesi nessuna delle quali esclude la responsabilità di altre persone in questa vicenda che gli stessi inquirenti definiscono “intricata”. Unico elemento certo, al momento, è che la Panda è entrata sul molo del porticciolo in un orario compreso tra le 5 e 30 e le 6 del 18 dicembre. Lo dimostra un filmato, acquisito da tempo ma che solo nelle ultime settimane, ricontrollato da investigatori specializzati, ha dato questa indicazione che probabilmente all’inizio era sfuggita. D’altronde visionare ore e ore di video non è una impresa rapida.

Subacquei al porto di Termoli per Vicky

E non è scontato nemmeno che se la Panda non è stata trovata in quel punto nella prima fase delle ricerche che sono partite da lì perchè a poca distanza è stato trovato il telefonino di Vicky significa che non c’era. Potrebbe non essere stata individuata dallo scandaglio dei Vigili del Fuoco e rilevata, invece, da quello dei Subacquei dei carabinieri che hanno lavorato con una migliore visibilità. O potrebbe essere stata portata lì dalle correnti marine, anche queste in fase di studio. Sono ancora tanti i tasselli da rimettere a posto, e serve tempo. “Non funziona come in un film” commenta a denti stretti uno degli inquirenti.