Transumanza ‘patrimonio materiale’ Unesco: il nuovo obiettivo per “riscrivere la storia del Molise”

E' l'impegno degli artefici del capolavoro di Bogotà, con la famiglia Colantuono e Nicola Di Niro in testa. Ora si mira a “trasformare il nostro patrimonio riconosciuto da immateriale a materiale grazie a un progetto-pilota che si spera possa vederci capofila e che sarà presentato a Parigi a febbraio” spiega il presidente dell’Asvir Moligal. L’obiettivo è creare una rete di borghi raggruppati attorno al tratturo con Ripalimosani, Santo Stefano e Campobasso come modello da seguire. E domenica c’è la Festa della Transumanza.

“La transumanza patrimonio Unesco può riscrivere la storia della nostra regione”. Ne sono sicuri i principali artefici di quel capolavoro messo a segno lo scorso 11 dicembre a Bogotà. La transumanza è entrata di diritto nella prestigiosa lista del Patrimonio Intangibile dell’Umanità grazie anche e soprattutto al prezioso lavoro di una famiglia di pastori e imprenditori molisani, i Colantuono di Frosolone, e di un’Agenzia di Sviluppo Locale, Asvir Moligal diretta da Nicola Di Niro, molisano doc naturalmente.

Passata l’euforia, si è tornati immediatamente al lavoro per il successivo, decisivo step da superare: il riconoscimento come patrimonio materiale. E per fare questo si sta mettendo su un progetto complesso, organico, che racchiuda l’intera cartografia dei percorsi ‘pecuarie’ d’Europa. “A Bogotà abbiamo preso l’impegno di continuare a portare avanti la nostra attività nei prossimi dieci anni – spiega Nicola Di Niro –. Noi speriamo di poter essere confermati capofila nel nuovo progetto-pilota di cui si discuterà a fine febbraio nella conferenza di Parigi”.

Di Donato, Di Niro, Tagliaferri

In effetti, il Molise ha l’orgoglio e l’onore di rappresentare un po’ tutte le transumanze europee assieme a Madrid. “Il nostro progetto riguarda il tratto del tratturo San Marco in Lamis-Frosolone e la parte centrale (Ripalimosani-Santo Stefano-Campobasso) può e deve diventare un modello di valorizzazione del borgo. L’obiettivo è creare una rete fitta tra i borghi che possa costruire un nuovo sviluppo per la nostra terra” aggiunge Di Niro nel corso della conferenza di ieri mattina, 3 gennaio, in via Ziccardi a Campobasso.

Un progetto pilota che vede in prima fila la frazione di Campobasso, Santo Stefano, un esempio vero di come si dovrebbe pensare la transumanza unita al turismo. Domenica 5 gennaio proprio nel piccolo centro alle porte del capoluogo andrà in scena la Festa della Transumanza, come spiega il dottor Felice Di Donato, presidente della locale Pro Loco: “Da oggi c’è un nuovo germoglio che è in grado di rivitalizzare, rilanciare l’intero territorio molisano e i nostri borghi. La cosa più bella è che protagoniste sono le comunità, un riconoscimento insomma che parte dal basso. E domenica a Santo Stefano si celebra una festa che dia risalto a una delle peculiarità del Molise, proprio la transumanza”.

I partner italiani del progetto sono per ora i territori di sei regioni: oltre al Molise, alla Puglia e all’Abruzzo ci sono anche Lazio, Basilicata e Campania e fra poco si unirà la Sardegna. Mentre hanno fatto richiesta dal Nord sia il Veneto che il Piemonte. A livello europeo presenti Austria e Grecia, oltre alle richieste giunte da Spagna, Francia, Bulgaria, Romania e Albania, e nel Nord Europa Norvegia e Svezia, per ampliare la candidatura.

Nel concreto, si auspica di poter ricevere il riconoscimento materiale, dopo quello immateriale, dall’Unesco anche per un discorso prettamente di maggiori finanziamenti per il territorio coinvolto nei tratturi. Bisogna dire che ci sono diversi privati interessati alla rete di borghi che ruota attorno alla transumanza per far nascere un sistema di cofinanziamento futuro. “La Regione Molise per ora è assente ma si spera che come minimo possa diventare partner in tutta l’azione da portare avanti – aggiunge Di Niro –. Il supporto regionale è importante, per ora c’è stato quello dei Comuni a livello istituzionale”.

“Oltre alla camminata salutare e alla transumanza nel vero senso della parola – aggiunge il dottor Marco Tagliaferri, presidente di Borghi della Salute, – fondamentale è abbinarvi la promozione della salute. E cioè, la transumanza ha sempre rappresentato il trasferimento di uomini e animali che si muovono per trovare maggiore benessere. Per questo, bisogna esprimere anche un cibo di qualità per trasformare i borghi in attrazione turistica. Un’impresa economica-occupazionale che possa spingere i giovani a non lasciare la propria terra”.