Bagni, svaghi e maldicenze: il turismo balneare visto dai periodici molisani

La vita sulla spiaggia termolese tra Ottocento e Novecento raccontata da corrispondenti e inviati dei giornali locali. Come la “gioventù dorata” di Termoli, del Molise e loro amici, le cui famiglie spadroneggiavano nei paesi, combatteva la noia tra serate danzanti, cene e pranzi sulla “rotonda” del Nettuno, pettegolezzi e amorazzi. Una serata densa e di obiettivo interesse culturale, che ha visto attraverso l’eccezionale presenza dell’arcivescovo Leo Boccardi, originario di San Martino in Pensilis e Nunzio apostolico in Iran, richiamare nel suo saluto i temi gravidi di pericoli insiti oggi nelle vicende del Medio Oriente.

Un pubblico numeroso e particolarmente attento ha seguito sabato 18 gennaio la presentazione dell’ultimo libro promosso dall’Associazione culturale Andrea di Capua Duca di Termoli intitolato “L’estate termolese nelle cronache dei periodici molisani – Dal 1878 al 1925”, di cui sono autori Nicola Troilo e Pierluigi Pranzitelli.

Un’associazione giovane (è nata nel 2012) ma che si è già segnalata per la sua qualificata attività orientata a scoprire e valorizzare il patrimonio storico-culturale della città, soprattutto attraverso la ricerca e la divulgazione.

presentazione libro estate termolese

Alle opere ultimamente pubblicate, dalle immagini (rare) del fotografo Umberto Tarasca, vissuto a Termoli negli anni a cavallo tra Ottocento e Novecento, ai documenti d’archivio riguardanti la Termoli nel periodo napoleonico di Nicola Troilo, ai ricordi degli anni Cinquanta e Sessanta di Antonio Smargiassi, si aggiunge ora quest’altro prezioso contributo che arricchisce la ricerca storiografica locale sul turismo balneare.

E che si tratti di un vero arricchimento è dato dal fatto che tra i documenti pubblicati ve ne sono alcuni che precisano meglio di quanto non sia già stato fatto finora la nascita dei primi stabilimenti balneari e dunque di quell’attività imprenditoriale legata alla risorsa mare quale volano di sviluppo non solo economico della città dalla fine dell’Ottocento a oggi.

La fonte esclusiva del lavoro di Troilo e Pranzitelli è costituita dai periodici molisani conservati presso la Biblioteca Albino di Campobasso, una delle più importanti istituzioni culturali esistenti nella nostra regione, ricca di un enorme giacimento di documentazione specifica sulla storia del Molise. Da qualche anno colpevolmente negato nella sua interezza, per ragioni burocratiche, alla consultazione di studiosi e anche semplici curiosi. E tutto ciò nel silenzio fragoroso di tutte le autorità civili e rappresentative regionali.

Di qui l’invito al sindaco di Termoli, presente all’evento con il presidente del Consiglio comunale Marone, anche come vertice politico della Provincia, di fare quanto in suo potere per accelerare la riapertura della Biblioteca. Sul tema è tornato poi nel suo intervento uno dei relatori, Vincenzo Lombardi, attuale direttore degli archivi di Stato di Campobasso e Isernia, ma prima e per lungo tempo direttore della Albino.

Questi, dopo avere riassunto per sommi capi la ricchezza del patrimonio documentale complessivo della Biblioteca, si è soffermato sui documenti oggetto della ricerca degli autori del libro, i periodici molisani pubblicati tra fine Ottocento e primi decenni del Novecento.

«Rappresentano la maggiore fonte di informazione sulla vita delle città e dei più minuti paesi del Molise. Fonti sparse, ma che messe insieme danno l’idea della vita vera quotidiana della popolazione molisana di quegli anni. L’esempio è costituito dall’opera oggi presentata. Una documentazione particolarmente apprezzata e utilizzata da Eugenio Cirese per i suoi studi e scritti».

Si pensi – ha aggiunto Lombardi – a quante difficoltà bisognava fare fronte per la loro pubblicazione: dal reperimento non facile della carta, alle tipografie, al trasporto e consegna delle copie. Eppure la loro diffusione è stata significativa. La Biblioteca – ha concluso – si ritrova questo ingente patrimonio grazie alle donazioni di persone abbonate, quasi sempre appartenenti al ceto benestante e delle professioni.

L’intervento della prof. Letizia Bindi ha ripercorso la nascita del turismo balneare dai primordi, ricordando come esso sia nato nel Nord Europa nel 1700 come rimedio ai problemi di salute, per poi trasformarsi ed espandersi fino alle coste del Mediterraneo in occasioni vacanza e svago.

Dalla lettura del libro «si ricava come a Termoli il turismo marino non fosse in ritardo rispetto a tante altre località divenute nel tempo celebri. Quella delle corrispondenze giornalistiche raccolte e stampate qui è una lettura sapida che racconta una vicenda che sta dentro il turismo italiano. I dettagli narrati sono delle autentiche pennellate etnografiche, rappresentative soprattutto della vita dei ceti benestanti, che d’estate sulla spiaggia si ritrovavano tra di loro come in un vero proprio club esclusivo».

Tra gli interventi dei relatori, vi sono state le testimonianze degli autori. Troilo ha ripercorso la genesi del libro, citando chi vi ha collaborato. Pranzitelli si è soffermato sugli aspetti tecnici della ricerca e della sua trascrizione attraverso gli strumenti digitali.

Di due altri intermezzi è altrettanto giusto dire: la proiezione di uno dei cortometraggi realizzati sul Molise dal regista Giuseppe Folchi sulla processione per mare di San Basso con una delle ultime paranze ancora esistenti, quasi certamente del 1949, e la recitazione di brevi e divertenti racconti in vernacolo di Anna Catalano.

presentazione libro estate termolese

In una serata così densa che ha avuto come tema centrale la rievocazione dei tempi passati, non poteva mancare il richiamo al presente. Una vera e propria irruzione in sala della realtà drammatica di queste ultime ore e per molti versi allarmante per quanto da essa può scaturire.

monsignor leo boccardi

L’ha posta all’attenzione di tutti, sollecitato al riguardo, l’arcivescovo Monsignor Leo Boccardi, originario di San Martino in Pensilis, rappresentante della Santa Sede nella capitale iraniana Teheran, presente al cinema Sant’Antonio. Le sue parole hanno particolarmente colpito l’uditorio per la schiettezza dei giudizi sulle ultime mosse dei governanti iraniani: «Non promettono per nulla bene i toni alti usati poche ore fa dall’ayatollah Kamenei. È necessario abbassarli, anche perché l’aggravarsi della situazione in quell’area geografica fa avanzare il pericolo di un ritorno dei terroristi dell’Isis. Quello che succede in Medio Oriente interessa a tutto il mondo».

Un intervento per nulla apparso fuori tema, dal momento che è bene e utile ripercorrere il passato, ma che è sempre altrettanto necessario non perdere di vista il presente, specie quando può minacciare da vicino.

L’intera manifestazione è stata abilmente condotta da Roberto Crema, attivo presidente dell’associazione “Di Capua”, mentre l’attore Aldo Gioia ha letto da par suo alcuni brani del libro.