Spaccia mentre percepisce il reddito di cittadinanza: “Dovevo sopravvivere”

Margherita Mandato scampa a sei anni di carcere chiesti dal pm per i fatti relativi al suo arresto quando la squadra mobile scopri che utilizzava un bed and breakfast di Campobasso per smerciare eroina e cocaina. L’avvocato Silvio Tolesino ha smontato in aula l’impianto probatorio e valorizzato invece la collaborazione della sua assistita che ha ammesso la circostanza di spaccio dicendo di averlo fatto “per necessità”

Spacciava droga in una bed and breakfast di Campobasso. Aveva scelto questa soluzione per depistare le indagini della Squadra mobile, che però alla fine l’aveva beccata e ammanettata.

Margherita Mandato (poi arrestata in operazione Pinocchio) era quindi finita nei guai anche in quell’occasione.

Per quei fatti ( a suo carico per vicende di droga ci sono diversi procedimenti) è stato celebrato il rito abbreviato. In aula a rappresentarla, l’avvocato Silvio Tolesino.

Mentre sul fronte della pubblica accusa era presenta la dottoressa Elisa Sabusco.

Il Pm ai giudici ha chiesto sei anni di carcerazione, comprensivi già dello sconto di pena stabilito dalla scelta del rito abbreviato.

Ma Tolesino ha sostenuto la tesi che l’ha spuntata sui giudici perché Margherita Mandato ha ottenuto la condanna ad un anno e sei mesi, scarcerazione compresa che però viene meno perché pende su di lei l’ordinanza di custodia relativa ad “Operazione Pinocchio” (che poche ore fa è giunta a conclusione con la notifica degli atti a tutti gli undici indagati).

In aula, l’avvocato Tolesino ha smontato l’impianto probatorio a carico della sua assistita e ha dimostrato al giudice che l’attività di spaccio della donna nasceva da una questione di mera necessità di sopravvivenza.

Alla domanda su come si guadagnasse da vivere, Margherita Mandato ha ammesso infatti di usufruire del reddito di cittadinanza, aspetto questo che aveva già sollevato una certa sorpresa nelle fasi dell’arresto. Ma con un Isee pari a zero – ha detto (collaborazione che Tolesino valorizzato nell’aula del tribunale ottenendone il riconoscimento atteso) – lo “spaccio” (di cui è stata accusata) “serviva per una questione di sopravvivenza”.

“Insomma l’occasione che ha trovato riscontro davanti ai giudici – ha continuato il legale –  è stata spiegata con la necessità di dover spacciare perché a corto di viveri”.  L’udienza quindi si è chiusa con la condanna a 18 mesi e “per noi – ha concluso Silvio Tolesino – è un buon risultato”.