“Siamo qui per un provino col Lupo” ma i carabinieri scoprono che in macchina nascondono refurtiva

Famiglia di romeni denunciata dai militari di via Mazzini e allontanata dalla provincia. Fermi lungo via San Giovanni a bordo di un'Audi A3 scura, avevano detto di aver accompagnato in città il figlio 19enne perché chiamato a fare una prova con i rossoblu

I carabinieri di Campobasso hanno scoperto e fermato una banda specializzata in furti nei negozi dei centri commerciali.

Una pattuglia del nucleo operativo e radiomobile, impegnata nelle ricerche di una Giulietta e un’Audi A3, ha intercettato proprio quest’ultima auto in via San Giovanni. Scura, vetri oscurati, tre persone a bordo. La vettura si trovava nel piazzale antistante la chiesa di San Pietro.

Quando sono scesi per controllarla, i carabinieri si sono trovati davanti un’apparente innocua famiglia di romeni che, alla richiesta del motivo della loro presenza nel capoluogo molisano, hanno risposto di aver accompagnato il figlio appena diciottenne per un provino presso la società del Campobasso Calcio.

L’atteggiamento degli occupanti, non molto tranquillo, ha insospettito i carabinieri che hanno eseguito il controllo con l’ausilio della centrale operativa. Sono emersi numerosi precedenti penali a carico della famiglia, in particolare quelli contro il patrimonio.

Quindi è scattata la perquisizione sulla vettura e nel bagagliaio i militari hanno scoperto una speciale borsa schermata utilizzata al fine di eludere i sofisticati sistemi anti-taccheggio presenti all’accesso delle attività commerciali.

Aperto il vano predisposto per la ruota di scorta, hanno scoperto ingente refurtiva, ancora con la custodia anti-taccheggio, consistente in costose confezioni di rasoi, colle speciali, profumi e creme viso di note marche.

La famiglia rumena, composta dal marito, 40 anni, la moglie 37 anni, ed il figlio di 19 anni è stata accompagnata presso gli uffici di Corso Mazzini e tutti denunciati per il reato di ricettazione. Sono in corso accertamenti presso i centri commerciali “Monforte”, “Centro del Molise”, “Oasi” e “Famila” di via San Giovanni, luoghi ove i soggetti erano stati notati e immortalati dai sistemi di video sorveglianza.

Per i denunciati è stato già predisposto l’allontanamento ed il divieto di ritorno nel capoluogo.