Sala strapiena per il ritorno del prof. Minni: platea stregata dal viaggio tra arte e chirurgia foto

Folla delle grandi occasioni per il professor Francesco Minni, il chirurgo direttore al Sant'Orsola di Bologna che ha presentato nella 'sua' Termoli il suo libro "Arte e Chirurgia"

Una sala piena ha accolto il ritorno ‘a casa’ del professor Francesco Minni a Termoli per una speciale Lectio Magistralis. La ‘sua’ Termoli, con i suoi amici d’infanzia e della giovinezza e tanti curiosi, ieri 10 gennaio è accorsa all’Istituto Alberghiero per accogliere il luminare della chirurgia dai natali termolesi.

Generico gennaio 2020

L’occasione d’altronde era davvero speciale: il dottore e docente universitario, chirurgo e direttore, da oltre 15 anni, di un’Unità Operativa di Chirurgia Generale del Policlinico di Sant’Orsola di Bologna, ha voluto presentare ai suoi concittadini il suo ultimo lavoro, ‘Arte e Chirurgia’, proprio come ci aveva anticipato in un’intervista rilasciata qualche settimana fa a Primonumero. Un excursus di notevole pregio e accuratezza che illustra il complesso e multiforme rapporto tra l’espressione artistica e la scienza chirurgica nel corso della Storia. Un vero e proprio viaggio attraverso i capolavori dell’arte legati alla chirurgia, dall’Antico Egitto fino alla Carnal Art contemporanea. Un lavoro composito e puntuale, arricchito da una carrellata di circa 300 immagini che documentano l’influenza che la scienza medica ha avuto nella disciplina artistica.

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A presentare la serata e ad introdurre il gradito ospite un caro amico del chirurgo, l’ingegner Basso Marolla che, davanti ad una platea nutrita, non ha potuto fare a meno di raccontare alcuni aneddoti della longeva amicizia col professore. Ad organizzare l’evento, di inaudito spessore culturale, l’Avis Termoli che, con il suo presidente Mario Ianieri, ha accolto con infinita gratitudine il prof. Minni. Ma sono state diverse le associazioni cittadine che hanno contribuito fattivamente alla riuscita della serata: l’associazione culturale ‘Andrea Di Capua’, la Casa del Libro, la Fidapa, la LILT, il Lions Club Host e il Lions Club Tifernus, i Lions LEO e il Rotary Club di Termoli. A fare gli onori di casa è stata invece la dirigente scolastica del Federico di Svevia Maria Chimisso e il primo cittadino di Termoli, Francesco Roberti.

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Ed è proprio a quest’ultimo che il dottor Minni ha rivolto la sua prima battuta, che ha preceduto la sua presentazione. “Termoli non è più una città di pescatori. C’è voglia di cultura, stasera c’è gente in piedi e ciò dimostra che c’è bisogno di un auditorium degno di questo nome”.

Dopo i saluti, allo stimato ‘figlio di Termoli’ è stata lasciata la scena. Una presentazione, con tanto di laser a supporto delle diapositive sullo schermo, che ha affabulato gli astanti che ne hanno seguito, passo passo, la descrizione. Una disamina che, partita dalla notte dei tempi per arrivare ai giorni nostri, ha testimoniato gli sviluppi ma anche i ‘tempi bui’ della scienza medica, e chirurgica in particolare. Una disciplina considerata per centinaia di anni di serie ‘b’, accomunata al mestiere dei barbieri se non praticata da ciarlatani. E molte raffigurazioni, non a caso, mostrano il chirurgo con fattezze caricaturali. Nella dissertazione del professore ampio spazio ha trovato l’ostracismo che, specie dall’ambiente ecclesiastico, ha per tanti secoli accompagnato i chirurghi.

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D’altronde è solo con alcune operazioni importanti tra la fine del ‘600 e il ‘700 che si assiste ad un cambio di rotta. Ma è nel XIX secolo, con l’acquisizione di determinate conoscenze (ad esempio quella sui batteri) che la chirurgia moderna ha iniziato a muovere i primi passi. E l’ultima parte della Lectio Magistralis è stata dedicata appunto a questo, con un focus sulla nascita della narcosi (con le prime operazioni con l’etere) e sui trapianti d’organi che, sin dal mito di Cosma e Damiano e del relativo miracolo della ‘gamba nera,’ hanno sempre stimolato l’interesse degli artisti.

Minni, tra le altre cose, ci fa sapere che il primo ad accomunare la chirurgia all’arte pittorica fu il pittore olandese Rembrandt con le sue Lezioni di anatomia. Protagoniste sono le mani, ‘strumenti’ imprescindibili in ambedue le discipline. Ma la storia dell’arte – questo quanto è emerso dal lavoro editoriale del dottor Minni – è disseminata di esempi che mostrano la correlazione tra le due ‘arti’, non poi così lontane. Nel libro si passa da episodi della mitologia greca ricchi d’implicazioni medico-chirurgiche, come il mito di Prometeo connesso con la rigenerazione del fegato, al salasso, dalla circoncisione al trattamento delle ferite di guerra e alla guarigione degli ascessi, dal taglio cesareo all’amputazione degli arti e alla cura del ‘mal della pietra’, dai primi interventi in anestesia fino al reimpianto degli arti.

Il professore, utilizzando una terminologia accurata ma al contempo fruibile, ha saputo catturare l’attenzione dei presenti su una materia complessa ma altresì affascinante. Con uno stile divulgativo encomiabile e una conoscenza non comune della materia e della simbologia che la accompagna, il viaggio iconografico e scientifico è stato perfetto. Termoli non ha potuto che ringraziare il suo ‘figliol prodigo’ che, a fine serata, si è intrattenuto con i tanti che hanno voluto incontrarlo.