Ricostruzione post sisma, i sindaci scrivono a Conte per sollecitare nomina Commissario

Tornano a far sentire la propria voce i sindaci dei comuni interessati dal sisma dell’agosto 2018, in particolare suonando la ‘sveglia’ al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte. Il motivo è sempre lo stesso: la nomina del Commissario alla ricostruzione. Sono passati infatti ben 17 mesi ma quella nomina non è ancora arrivata. E così i soldi per la ricostruzione ‘pesante’ sono bloccati, compresi quei 39 milioni del decreto ‘Sblocca Cantieri’.

Con una nuova lettera – indirizzata al premier Conte, al Sottosegretario alla Protezione Civile Riccardo Fraccaro e per conoscenza ai parlamentari molisani – i primi cittadini di Acquaviva Collecroce, Bonefro, Campomarino, Castelbottaccio, Castelmauro, Guardialfiera, Guglionesi, Larino, Lupara, Montecilfone, Montefalcone nel Sannio, Montemitro, Montorio nei Frentani, Morrone del Sannio, Palata, Portocannone, Rotello, San Felice del Molise, San Giacomo degli Schiavoni, San Martino in Pensilis, Santa Croce di Magliano e Tavenna sollecitano la nomina in oggetto, già ‘invocata’ con una nota dello scorso 3 dicembre. Il motivo è quello di avviare quanto prima la ricostruzione. Con i fondi dello Sblocca Cantieri, poi, si potrebbero ristrutturare abitazioni, chiese ed edifici pubblici lesionati.

Ma per fare tutto ciò la figura del Commissario è fondamentale. Non è difficile notare una nota polemica nella missiva: Alla data odierna permangono forti criticità e incertezze in relazione all’inizio della ricostruzione pesante per via della mancata nomina di un commissario ad hoc”. E dunque i sindaci dell’area del cratere ritengono “opportuno suggerire, a prescindere delle appartenenze politiche, al fine di assicurare celerità agli interventi di ricostruzione, una figura che rivesta un ruolo di rappresentanza del territorio”.

Quale figura? I sindaci indicano il Presidente della Regione Donato Toma “in quanto sta attualmente gestendo lo stato di emergenza ed è quindi a conoscenza delle problematiche in essere”. Ma – questa la richiesta che si fa sempre più pressante – si faccia in fretta.