Prodotti speciali e olio di gomito: lotta serrata agli imbrattamenti sui palazzi

In mattinata, 31 gennaio, addetti al lavoro per ripulire il retro del Palazzo di città. L'assessore Cretella: "Servono prodotti speciali per la pietra".

Imbrattare vuol dire imbruttire. Qui si parla di scarabocchi, di scritte che deturpano palazzi, strutture, muri vari. Le città ne sono spesso invase e Campobasso non fa eccezione. È un vero peccato vedere deturpate facciate per un mero sfizio: quello di lasciare la propria firma, il proprio tag per dirlo in gergo. Il capoluogo ne è pieno, dal centro alla periferia. Passando addirittura per le chiese.

 

In questi ultimi casi, molti ricorderanno le obbrobriose scritte apparse sulla chiesetta di San Giovannello. O quelle sulle facciate di San Giorgio e San Bartolomeo. Insomma, si tratta di un fenomeno che nulla a che vedere con chi invece abbellisce la città, ovvero i writer, che negli ultimi anni hanno reso molti palazzi davvero piacevoli e apprezzabili grazie a murales di qualità.

 

Nella mattinata di oggi, 31 gennaio, alla presenza dell’assessore all’ambiente Simone Cretella, si era al lavoro per esempio sul retro del Palazzo di città, in prossimità degli uffici anagrafe, dove ci sono imbrattamenti vari, alcuni anche sulla sbarra di entrata e uscita delle auto autorizzate.

 

“Purtroppo è come una guerra – spiega Cretella –. Si ripulisce e ne compaiono di nuove. Il problema è che sulla pietra è molto più difficile agire, bisogna utilizzare prodotti speciali e specifici per evitare di rovinarla. Molto più facile ripulire l’intonaco, chiaramente”. Il tutto mentre alcuni addetti le stavano tentando tutte pur di salvaguardare le cornici in pietra che risalgono ad alcuni secoli fa. Bruttezze e a volte volgarità che non sono un bel biglietto da visita per la città. E per questo la lotta deve essere serrata.     FdS