Parco del Matese, la perimetrazione non convince. “Esclusi siti storici e ambientali”

Dopo Legambiente, anche l'associazione 'Falco' di Bojano esprime le sue perplessità sulla delibera della Giunta regionale inviata al Ministero dell'Ambiente. "Fuori dal Parco un'ampia area del massiccio del Matese e l'antico borgo di Civita di Bojano".

Dopo Legambiente, pure l’associazione ambientalista ‘Falco’ esprime dubbi sulla perimetrazione del Parco del Matese prevista nella delibera approvata lo scorso 30 dicembre dal governo Toma.

Ci sono una serie di aspetti che non convincono gli ambientalisti di Bojano. Aspetti che vengono esplicitati in una nota inviata al presidente della Giunta regionale Donato Toma e all’assessore al ramo Nicola Cavaliere, alla referente del Ministero Maria Carmela Giarratano, oltre che agli organi di informazione.

Pur riconoscendo il rispetto dei tempi previsti, la Falco denuncia una serie di ‘esclusioni eccellenti’: “Nella proposta dei Comuni (alternativa a quella della Giunta e comunque inviata al Ministero, ndr) risulta addirittura fuori dal parco un’ampia area del massiccio del Matese che comprende Campitello Matese e i territori circostanti. Tale zona dal nostro punto di vista è uno dei punti cardini dell’intero parco“.

Un’altra incongruenza riguarda “l’esclusione di importanti siti archeologici-storici e ambientali” come il borgo medioevale di Civita Superiore.

In questo caso il problema riguarda la perimetrazione del territorio di Bojano: “Nella delibera di giunta – spiegano dalla Falco – è stato scelto un confine intermedio tra quello proposto dal commissario prefettizio e quello richiesto dalle associazioni (non sappiamo quali). A nostro parere questa decisione non ha valutato le con attenzione le richieste fatte da tutte le associazioni”.

Inoltre, per l’associazione, tale perimetrazione non consentirebbe al Comune di Bojano di usufruire delle agevolazioni previste per i territori che rientrano nelle Zone economiche ambientali istituite e finanziate con 20 milioni di euro nella legge di stabilità per implementare la green economy, scoraggiare la fuga dei cervelli e il fenomeno dello spopolamento.

Dunque, “la Regione doveva agire diversamente invece di intraprendere un percorso di dubbia interpretazione“, la chiosa finale ‘pepata’ del presidente Giovanni Marro.

Gli scontenti sulla perimetrazione del Parco del Matese istituito nel 2017 insomma aumentano.