Giunta, Toma non rompe con la Lega e lascia in panchina Aida Romagnuolo. Lei: “Non faccio parte del pollaio”

La verifica sull'operato degli assessori si conclude con un nulla di fatto: l'esponente del Carroccio Luigi Mazzuto resta al suo posto. Domani 13 gennaio in Consiglio regionale, il presidente Donato Toma dovrebbe annunciare solo i nuovi incarichi per gli eletti dopo i colloqui di questi giorni: "Mi fido della parola che mi hanno dato". Probabili deleghe anche per le due consigliere dissidenti, ma dopo il mancato ingresso in Giunta Aida Romagnuolo si prepara a riaprire il fronte.

L’atteso colpo di scena che aveva messo in fibrillazione il mondo politico regionale non ci sarà. Nessun azzeramento della Giunta, nè il rimpasto. Non sarà rimosso Luigi Mazzuto e ‘congelato’ il quinto assessorato, soluzione proposta dai Popolari, Fratelli d’Italia, Orgoglio Molise e Udc al governatore Donato Toma. Meglio evitare problemi con la Lega, avrà pensato il presidente che in questi giorni ha accusato proprio il partito di Matteo Salvini di “diktat”, “prevaricazioni e logiche da Prima repubblica inaccettabili”.

Poi il cambio di rotta. Il numero uno di palazzo Vitale ha deciso di temporeggiare nonostante avesse annunciato ‘cartellini gialli e rossi’ per chi aveva votato contro la riforma del trasporto pubblico. In quell’occasione, lo ricorderete, la maggioranza è stata battuta in Aula dalle opposizioni.

“Si va avanti così”. Almeno fino a nuovi scossoni o incidenti di percorso non solo in Molise, ma anche a Roma dove le elezioni in Emilia Romagna sono considerate un test fondamentale per la tenuta del Governo Pd-M5S.

Toma vorrebbe rinviare la partita in autunno, tra settembre e novembre, quando l’assise di via IV Novembre dovrà eleggere il nuovo presidente al posto di Salvatore Micone.

Intanto domani c’è il primo fondamentale banco di prova per il centrodestra di palazzo D’Aimmo, che torna in riunione dopo il tonfo sulla riforma del trasporto.

Il presidente della Regione non annuncerà cambi nella sua squadra di governo e concluderà il famoso ‘tagliando’, ossia la verifica sull’operato degli assessori regionali, senza sconvolgimenti. Piuttosto per ‘blindare’ la sua maggioranza Toma dovrebbe assegnare nuove deleghe ai consiglieri regionali eletti (non i surrogati).

In cima alle lista ci sarebbero proprio le due dissidenti, Filomena Calenda (il governatore e la presidente della Quarta commissione si sono incontrati e chiariti qualche giorno fa) e Aida Romagnuolo, il cui ingresso in Giunta al posto di Mazzuto era stato sponsorizzato da alcuni big della coalizione. E poi per evitare gelosie e malumori dovrebbero essere accontentati anche gli esponenti più rappresentativi della coalizione.

“Mi fido della parola data dai consiglieri regionali”, ha dichiarato il presidente Donato Toma a margine della conferenza stampa dedicata ai percorsi panoramici sul Liscione. “Noi siamo una Giunta stabile. Ritengo di aver conseguito la stabilità politica anche in Consiglio regionale in questi giorni di colloqui. Se devo stare alle parole dei consiglieri di maggioranza, tutti, dovrei stare tranquillo”.

Maggioranza allineata e compatta dunque? E’ tutto da vedere. Intanto Aida Romagnuolo riapre il fronte contro la coalizione. Basta dare un’occhiata alla sua pagina Facebook per capire che il suo umore. La consigliera di Casacalenda ha criticato le sanzioni applicate dalla Regione Molise sulle caldaie irregolari e soprattutto ha scritto un post al vetriolo che forse è rivolto proprio al governatore: “In questi giorni ne ho sentite e lette di tutti i colori. Una cosa è certa, come persona e come consigliere regionale posso garantire solo la difesa degli interessi dei cittadini e del territorio molisano, di tutti i molisani. Tutto il resto, cioè le cose lette e sentite in questi giorni che sono il tutto e il contrario del tutto, sono solo inutili chiacchiere da cortile e i molisani, stanchi delle chiacchiere, vogliono solo i fatti. Io, e lo dico a tutti i molisani, non faccio parte del pollaio anche perché è noto che la scala nei pollai è sempre stretta e piena di…… A presto”.

L’aria insomma è di nuovo tesa mentre il Consiglio dei Ministri ha impugnato la legge numero 15 del 13 novembre 2019 ‘Modifiche dell’articolo 7 della legge regionale 4 maggio 2015, n. 9 (legge di stabilità regionale 2015)’: una norma riguardante la durata delle concessioni dei servizi di trasporto pubblico locale altera il corretto svolgimento della concorrenza nel settore, in violazione dell’articolo 117, secondo comma, lettera e, della Costituzione

Forse il 2020 inizierà come si era concluso il vecchio, ossia con una nuova crisi in maggioranza.