Non piove da un mese e l’acqua per irrigare scarseggia, grano e ortaggi a rischio

La siccità e la poca acqua in arrivo dal Consorzio di bonifica stanno mettendo in ginocchio l'agricoltura del Basso Molise: la crisi climatica fa spuntare i primi fiori sugli alberi da frutto, ma in pericolo sono soprattutto frumento e prodotti orticoli

Definirlo inverno pazzo sarebbe fuorviante. La crisi climatica è una realtà che gli agricoltori molisani stanno iniziando a percepire con preoccupazione. Non piove da un mese, di giorno le temperature raggiungono quota 18-20 gradi e nelle campagne iniziano a germogliare gli alberi da frutto o in qualche caso persino i vitigni. Sembra marzo e invece siamo nei giorni della merla, quelli che da sempre la tradizione popolare riconosce come i più freddi dell’anno.

La settimana che conduce a febbraio fa registrare nella nostra regione temperature altissime per il periodo. Se per qualcuno può sembrare piacevole, le conseguenze del cambiamento climatico ormai acclarato potrebbero essere disastrose per l’agricoltura. “Non siamo ancora in emergenza, ma se continua così per altri dieci giorni saranno guai grossi” sintetizza un imprenditore agricolo della zona di Nuova Cliternia.

Preferisce non allarmare e infatti a proposito dei vitigni germogliati è rassicurante. “Qualche caso isolato, non è la normalità da noi. Per fortuna di sera le temperature scendono parecchio rispetto al giorno. Il problema è che le previsioni annunciano un’altra settimana calda”.

germogli e terreni aridi agricoltura

Non sono solo i giorni da simil primavera a rendere la situazione nelle campagne a rischio. C’è soprattutto un gennaio che non ha conosciuto precipitazioni, né acqua e né tantomeno neve. “In oltre 50 anni non ricordo un inverno così asciutto” prosegue l’imprenditore specializzato nella produzione di vino.

D’accordo un collega di San Martino in Pensilis. “Non piove da Natale, ormai è trascorso più di un mese. E a questo si aggiungono le difficoltà del Consorzio di bonifica, sempre più indebitato”. Oltre al danno economico, c’è però quello più evidente della scarsità d’acqua di irrigazione, fondamentale in queste settimane di siccità.

Chi ha l’impianto a cascata non sta avendo problemi. Rimane a secco chi ha l’impianto di irrigazione con risalita” dice un tecnico agronomo di Guglionesi.

Così i terreni sono rimasti aridi in molti casi. Soprattutto chi ha seminato a grano sta vedendo il proprio raccolto crescere male. Chi invece ha optato per gli ortaggi prega per un po’ d’acqua. A forte rischio anche tutte quelle colture piantate tardi, dalle cipolle ai piselli, fino ai ceci.

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Per gli alberi da frutta va un po’ meglio, ma c’è il problema della fioritura precoce che espone i frutti a forte rischio in caso di gelata in arrivo a metà febbraio o addirittura oltre. Quello vorrebbe dire rischiare di perdere tutto il raccolto di susine e albicocche. Per altro sono in tanti a manifestare preoccupazione alla vista dei primi fiori sugli alberi di albicocche in molte zone del Basso Molise.

“Le temperature non propriamente invernali – spiega l’agronomo – da una parte determinano il mancato soddisfacimento del fabbisogno in freddo delle piante da frutto, con possibili germogliamenti anticipati e il rischio che gelate tardive possano compromettere la produzione di frutta e riduzione qualitativa degli ortaggi. Dall’altra la presenza di malattie che generalmente sono tipiche della stagione primaverile ma che si stanno manifestando con grande anticipo rispetto alla normalità”.

Ma come si accennava, anche chi coltiva il frumento non dorme sonni tranquilli. “L’assenza piogge e nevicate inoltre sta compromettendo lo sviluppo della coltura più diffusa e più altamente vocata quale il frumento duro con effetti negativi secondari” illustra l’esperto.

Non è solo l’agricoltura a creare grattacapi, ci sono infatti anche gravi rischi per l’ambiente. “Le concimazioni azotate in queste condizioni perdono la loro efficacia a causa della volatilizzazione dell’azoto con conseguente dispersione nell’ambiente. Interventi agronomici ‘di soccorso’ su questa coltura come la rullatura, la strigliatura e la concimazione fogliare possono solo temporaneamente tamponare lo stress indotto dalla carenza idrica”.

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Una conseguenza elementare è anche la difficoltà di vendita di quei prodotti tipici dell’inverno. “Le temperature alte non incentivano nemmeno il consumatore a comprare la verdura di stagione, tipo i cavoli. E con la globalizzazione sulle tavole arriva di tutto da ogni parte del mondo”.

Se la situazione attuale non è buona ma ancora nemmeno in emergenza, è lo sguardo al prossimo futuro a preoccupare ancora di più. “Se continua a non piovere la vedo male per l’estate. Speriamo bene” il laconico commento di un imprenditore agricolo di San Martino che sottolinea come “l’agricoltura è sempre un’imprenditoria a rischio”.

“Le previsioni non sono proprio incoraggianti – getta lo sguardo oltre l’agronomo che segue le coltivazioni di diversi coltivatori – e la situazione viene peggiorata se si considerano i bacini idrici con bassi livelli di acqua e l’inefficienza dei sistemi idrici e idraulici a causa della ben conosciuta gestione delle acque da parte dei consorzi che gestiscono l’irrigazione, unita alla incapacità della politica regionale nel trovare soluzioni mirate ed efficaci”.

La saggezza popolare invita a non fare drammi per l’agricoltura locale, ma non è detto che sia al passo coi tempi, come commenta l’agronomo. “Gli agricoltori più anziani sostengono che in annate simili, caratterizzate però da primavere piovose sono state registrate ottime produzioni soprattutto di cereali. Ma la preoccupazione è che, dinanzi ai cambiamenti climatici in atto, le primavere piovose diventino burrascose è del tutto lecita”.