Monte Vairano, la Soprintendenza frena: “I soldi della Regione non destinati a nuovi scavi”

Saranno destinati al restauro e alla messa in sicurezza delle strutture e dei beni già scoperti nelle precedenti campagne di scavo i 270mila euro stanziati dal governo Toma: dagli uffici regionali del Ministero per i beni culturali il chiarimento sull'utilizzo dei finanziamenti destinati all'importante sito archeologico. "Strutture e beni scoperti in condizioni precarie", riferiscono dall'ente attuatore del progetto che ha avviato l'appalto per l'intervento di tutela dell'area.

Sarà destinato “in massima parte al consolidamento, alla messa in sicurezza e al restauro di quanto già riportato alla luce” il finanziamento da 270mila euro confermato dalla Regione Molise. E’ la Soprintendenza a fare il punto della situazione e a chiarire la destinazione dei fondi che rientrano nell’ambito dell’Accordo di programma quadro per attività di ‘Scavo, restauro ed allestimento’ nell’importante sito archeologico che si trova alle porte di Campobasso, tra Mirabello, Busso e Baranello. Un progetto finanziato con la delibera Cipe numero 26 del 10 agosto 2016 e inserita all’interno del Patto per lo sviluppo della Regione Molise.

Come vi abbiamo raccontato alcuni giorni fa, lo scorso 18 dicembre con la determinazione numero 302 firmata dal dirigente del IV Dipartimento della Regione Molise, l’architetto Giuseppe Giarrusso, c’è stata la conferma sul finanziamento. In pratica un anno e mezzo dopo l’approvazione da parte della Giunta regionale dell’apposita delibera che impegnava i fondi.

Tuttavia, i 270mila euro non saranno utilizzati per ampliare l’area di scavo: e questa è la cattiva notizia che arriva dagli uffici regionali del Ministero per i Beni culturali, ente attuatore del progetto e che “non deve rilasciare alcuna autorizzazione”, contrariamente alle notizie trapelate dalla Regione.

Nella nota inviata alla nostra redazione viene infatti precisato che “lo stanziamento deliberato dalla Regione Molise per il sito di Monte Vairano sarà gestito dalla Soprintendenza e destinato in massima parte al consolidamento, alla messa in sicurezza e al restauro di quanto già riportato alla luce. Al termine delle attività archeologiche svolte nel 2017 (in pratica un anno dopo il finanziamento del Cipe, ndr), infatti, non si era provveduto ai necessari interventi sulle strutture e sui beni scoperti che allo stato attuale versano in condizioni precarie, esposte agli agenti atmosferici e soggetti all’azione antropica e della fauna selvatica”.

La buona notizia però riguarda il futuro dell’area archeologica: dalla Soprintendenza infatti riferiscono che sono in corso di appalto gli interventi a tutela e a salvaguardia dell’area. Ma “fino al completamento di tale operazioni non si prevedono ulteriori scavi”. C’è cautela dunque sul sito archeologico venuto alla luce grazie al prezioso lavoro dell’archeologo molisano Gianfranco De Benedittis: la scoperta e lo studio di Monte Vairano potrebbero avere un esito dirompente sulla storia della nostra regione, oltre ad essere un altro punto di interesse turistico all’interno della ‘galassia’ che costella il Molise, da poco inserito da New York tra i luoghi da visitare nel 2020. Perché gli americani dovrebbero perdere l’occasione di visitare Monte Vairano?