Le note che disegnano paesaggi: concerto sublime di piano e clarinetto con Antonio Artese foto

Un concerto raffinato, suggestivo ed avvolgente quello che i Maestri Antonio Artese e Antonio Arietano hanno regalato al pubblico termolese ieri, 4 gennaio, nella sala dell’ex cinema Sant’Antonio.

Gli eleganti arrangiamenti per pianoforte e clarinetto, frutto della reunion tra i due maestri – il primo di Termoli e l’altro di Benevento ma diplomato al Conservatorio di Campobasso -, hanno convinto ed emozionato un pubblico attento ed entusiasta. L’impeccabile bravura dei due musicisti ed il variegato repertorio, che ha spaziato dalla musica classica al jazz passando per il tango e tanto altro, sono riusciti a creare un ‘palpabile’ filo diretto tra gli artisti e l’uditorio. Il risultato è stato una serata magica ed emozionante. I ‘Paesaggi sonori’, musicati e dipinti dalle note dei due strumenti, sono stati il terzo elemento presente in sala che ha coronato un altrimenti freddo sabato sera.

Pensato come una partitura, il concerto è stato suddiviso in triadi di brani in parte omogenei tra loro e differenti dagli altri. A spiegarne il senso il Maestro termolese che, nell’anticipare di volta in volta l’esecuzione vera e propria, ha intrattenuto il pubblico con aneddoti e sketch divertenti, come quando ha ripreso con il suo pianoforte a coda la suoneria di un cellulare che ha risuonato nella sala, suscitando l’ilarità di tutti.

antonio artese e arietano

A dare il la alla serata sono stati i brani leggiadri e soavi di Giocchino Rossini seguiti dalle variazioni sul Carnevale di Giampieri. Si è poi approdati nelle atmosfere jazz e blues di Gershwin con la celeberrima Rhapsody in Blue di ‘Un americano a Parigi’ e con la tenebrosa ed onirica Summertime.

Dall’America del Nord si è poi passati a quella del Sud con il ‘rivoluzionario’ del tango Astor Piazzolla, di cui i due musicisti hanno eseguito l’intensa Adiós Nonino, la struggente Oblivion ed infine la passionale e ritmata Libertango.

Nell’evocativo  viaggio in musica non poteva mancare un passaggio tra le note rese celebri dalla settima arte. A cominciare dall’irridente Walzer n. 2 di Shostakovich – colonna sonora nel film Eyes Wide Shut di Kubrick – che ha portato alla mente degli ascoltatori scenari russi intrisi di ironia ed amarezza al contempo. Ancora, la sublime composizione musicata da Luis Bacalov per Il Postino e poi il viaggio in Italia con le note da Oscar di Morricone per Nuovo Cinema Paradiso.

Per l’ultima parte del concerto il pianista termolese ha voluto ‘riabbracciare’ la sua città con le sue composizioni originali. Dopo l’eccezionale concerto di quest’estate al Termoli Jazz Festival, il Maestro ha riproposto le sue ‘Canzona’, ‘Lullaby’ e ‘Romba’. E in particolare con quest’ultima – una sorta di rumba meticciata con una mazurca di Chopin – i presenti hanno avuto modo di apprezzare l’estro e la creatività artistica di Artese che ha congedato tutti con una promessa: a Pasqua presenterà a Termoli il suo ultimo lavoro da solista.

Un’esibizione – che rientra nel calendario di eventi natalizi WinTermoli – di  impagabile qualità e gradevolezza cui ha fatto da contraltare un pubblico quantitativamente non all’altezza. Il concerto, forse passato troppo in sordina nonostante l’estrema qualità, è stato l’occasione anche per riflettere sui tempi ‘barbari’ che stiamo vivendo. Il Maestro Artese a tal proposto ha lanciato un monito ed un augurio. Per migliorare, cominciamo da noi stessi. E la musica può essere un ottimo inizio.