L’auto del mistero: come ha fatto a saltare la scogliera? Via agli esami fotogallery

Il ritrovamento della Panda con all'interno il corpo di Vicky Bucci non scioglie i tantissimi dubbi che accompagnano la vicenda. Appare irrealistico credere che la vettura abbia saltato la scogliera del molo vecchio senza distruggersi prima, così come è strano che le prime ricerche dei sub non diedero risultati proprio dove ieri è saltata fuori la macchina. Gli inquirenti hanno effettuato rilievi e misurazioni, mentre si attende l'autopsia

Il dislivello degli scogli, la velocità della vettura, la distanza e il punto di impatto. Sono tanti ancora gli interrogativi sulla dinamica del giallo di Victorine Bucci, la cui Panda rossa con il suo corpo all’interno è stata ripescata oggi sul molo vecchio di Termoli. L’ingegnere incaricato dalla Procura di effettuare gli accertamenti tecnici irripetibili sulla vettura, che verranno svolti a Termoli presso una officina carrozzeria, ha seguito passo passo le operazioni di recupero del veicolo fino a quando la Panda, gravemente compromessa nella parte anteriore, è stata caricata sul carro attrezzi e portata via.

Il recupero dell'auto e del corpo di Vicky

Sono le 17 del 22 gennaio quando si conclude la complessa giornata di operazioni alle quali hanno preso parte numerosi corpi specializzati. Intanto, mentre Vigili del Fuoco e Carabinieri coordinano le manovre per raddrizzare la Panda e fissarla, con tutte le precauzioni del caso, sul carroattrezzi, i sommozzatori dei Carabinieri di Pescara e Chieti proseguono le immersioni nel tentativo di trovare i pezzi mancanti, per capire anche quale è stato il punto di caduta della vettura.

Il paraurti, che si sperava di trovare vicino la Panda, non è saltato fuori. Non è possibile escludere, come aveva già fatto capire il procuratore capo Isabella Ginefra, che la Panda sia precipitata in mare da un punto diverso rispetto alla scogliera in prossimità della quale ieri gli stessi sommozzatori l’avevano individuata con lo scandaglio.

È stato però trovato un tergicristallo, che essendo molto leggero – hanno precisato i subacquei – avrebbe potuto allontanarsi dalla vettura e invece è rimasto nei pressi della Panda. Un particolare che apre a molte incognite in una vicenda densa di misteri. E ancora tutta da ricostruire.

La Panda rossa estratta dal mare

Dopo oltre trenta giorni in cui sembrava scomparsa dalla faccia della terra, questa mattina 22 gennaio la Fiat Panda di Victorine Bucci è stata finalmente riportata alla luce. È riemersa dall’acqua poco dopo le 12, tirata fuori dai palloni gonfiabili del Nucleo sommozzatori dei carabinieri di Pescara e trainata su una sorta di carrello dalla gru della Marinucci Yachting. All’interno c’era, come già annunciato ieri, il corpo di una donna. La certezza arriverà solo dal riconoscimento e quindi dall’autopsia, ma è praticamente scontato che si tratti della 42enne di Larino.

La donna risultava scomparsa dalla notte fra il 17 e il 18 dicembre scorsi, quando si sarebbe allontanata dall’abitazione del compagno, un 56enne di Termoli residente a Rio vivo. Secondo lui, che non risulta indagato, Vicky se ne sarebbe andata in macchina quella notte dopo una lite.

Da allora nessuna traccia della donna, con tanto di ricerche in mare dei sommozzatori dei Vigili del fuoco che fra il 19 e il 23 dicembre la cercarono a lungo nelle acque del porto di Termoli, perché sul molo vecchio era stato ritrovato il cellulare della 42enne. Ma prima di Natale le immersioni non diedero risultati e terminarono senza trovare né lei e né la Panda. Da allora la speranza della madre, che sperava di ritrovarla viva e inizialmente propendeva per un allontanamento, ha lasciato spazio alle più diverse ipotesi e all’angoscia degli amici che ritenevano potesse esserle capitato qualcosa.

Ma per un mese Vicky sembrava volatilizzata. Fino alle scorse ore. Martedì mattina 21 gennaio i sub tornano all’opera, stavolta quelli dei Carabinieri. Contestualmente la Procura di Larino diffonde un’informazione che spiazza tutti: Victorine sarebbe stata vista viva in un ufficio pubblico di Termoli alle 10,30 del 18 dicembre, il giorno della scomparsa. Trascorrono poche ore e i sub trovano qualcosa. Sono le 16 del 21 gennaio quando la Panda viene localizzata proprio di fronte alla scogliera del molo vecchio.

Ma come fa un’auto di piccole dimensioni come l’utilitaria di Vicky a finire in mare sorvolando la scogliera, senza bloccarsi sulle rocce, senza frantumarsi, senza spaccare gli pneumatici? Se lo chiedono praticamente tutti. Qualcuno invece arriva a dire che l’auto non è finita in mare in quel punto, ma da una delle banchine del porto e che sarebbero state le correnti marine, nell’arco di qualche settimana, a trascinarla proprio lì. Possibile?

E come si spiega che, come emerso proprio in queste ore, a indirizzare la seconda fase delle ricerche in mare ci sarebbe un filmato, girato attorno alle 5,30 di quel 18 dicembre, che ritrae la Panda rossa transitare sul molo verso la scogliera, senza mai fare ritorno?

Il recupero dell'auto e del corpo di Vicky

Più di qualcosa non quadra nella vicenda. A dare qualche risposta in più sarà l’autopsia affidata all’Istituto di Medicina Legale dell’ospedale di Bari, guidato dal professor Francesco Introna. “Presto per dire quali sono le cause di morte, il corpo è decomposto” ha spiegato a caldo l’esperto, lasciando il molo dove era accompagnato da uno stuolo di assistenti.

La salma è stata estratta non senza difficoltà dall’abitacolo della vettura, per poi essere caricato dall’onoranza funebre Bavota di Termoli sull’auto che l’ha trasferita a Bari, dove verrà tenuta in una cella frigorifera in attesa dell’autopsia. L’esame avverrà verosimilmente fra qualche giorno, probabilmente all’inizio della prossima settimana.

Non si è affatto sbilanciata la numero uno della Procura frentana, la Procuratore capo Isabella Ginefra. “In questo momento non possiamo dire nulla” le sue poche parole andando via da Termoli in compagnia della Pm cui è affidato il caso, Marianna Meo. Ieri era stata più loquace, dicendo due cose fondamentali. “L’auto prima lì non c’era” riferendosi alle immersioni prima di Natale. E poi: “Il corpo e l’auto ci parleranno”. È chiaro che saranno gli accertamenti scientifici a indirizzare le indagini, che non escludono alcuna pista, ma che non sembrano protendere verso il suicidio.

Un particolare rilevante, emerso nella mattina di mercoledì 22 gennaio, è che sub e carabinieri di Larino hanno meticolosamente preso le misurazioni fra il punto in cui è stato ritrovato il veicolo e la scogliera del molo vecchio. Un elemento fondamentale per chiarire il rebus su come la macchina sia arrivata lì. Tutti gli altri rompicapo di una vicenda particolarmente ingarbugliata sono nelle mani degli inquirenti.

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