Ipotesi azzeramento: Mazzuto (Lega) rischia, Aida Romagnuolo in pole per salvare i numeri in Aula

I difficili rapporti con la Lega potrebbero ora sconvolgere gli attuali assetti della Giunta. "Non accetto diktat da nessuno", sottolinea il presidente Toma a Primonumero riferendosi al commissario del Carroccio. "Aspetto fino a lunedì, poi decido". Anche alcuni big della maggioranza hanno proposto al presidente di azzerare tutto e sostituire l'assessore del Carroccio con una delle dissidenti per guadagnare un voto in Aula grazie all'ingresso del primo dei non eletti, Domenico Ciccarella.

Per ora non ci sono certezze, ma forse uno dei cinque assessori della Giunta è più a rischio di tutti: Luigi Mazzuto. Il titolare delle Politiche sociali questa volta potrebbe essere realmente rimosso, complici i difficili rapporti tra il commissario nominato in Molise da Matteo Salvini Jari Colla e il presidente Donato Toma. “Qui nessuno viene a imporre diktat, soprattutto a chi rappresenta la Regione Molise e i molisani”, dice a Primonumero il numero uno di palazzo Vitale ed “entro lunedì 13 agirò”, ossia nel giorno in cui è in programma la seduta del Consiglio regionale.

Tra indiscrezioni, fake news (come quella circolata questa mattina – 8 gennaio – sulle presunte dimissioni di Vincenzo Niro) e ricostruzioni giornalistiche, questi sono gli ultimi giorni per il  cosiddetto ‘tagliando’ annunciato nella conferenza stampa di fine anno. Sono ancora tutti sotto esame i cinque assessori scelti dal presidente della Regione Molise Donato Toma all’indomani della vittoria elettorale del 2018. Anche l’anno scorso, sempre di questi tempi, il loro operato è stato sottoposto a verifica, ma il capo di palazzo Vitale decise di non cambiare quasi nulla, solo di ‘ritoccare’ le deleghe.

Dunque sono rimasti al loro posto Vincenzo Cotugno (Orgoglio Molise), Nicola Cavaliere e Roberto Di Baggio (Forza Italia), Vincenzo Niro (Popolari), Luigi Mazzuto (Lega).

Il risultato del ‘tagliando’ potrebbe essere completamente diverso dodici mesi dopo, al termine di un anno ‘pesante’ dal punto di vista politico, con una maggioranza bersagliata dai dissidenti e infine battuta clamorosamente in Aula dall’opposizione sull’importante riforma del trasporto pubblico.

Toma quindi potrebbe tracciare una riga netta e raccogliere il suggerimento di alcuni big della sua maggioranza: azzerare tutto per voltare pagina e ripartire con più slancio. Secondo indiscrezioni, il presidente sarebbe tentato di rimuovere Luigi Mazzuto (Lega), l’unico assessore esterno privo di consiglieri regionali che possano esprimere il loro voto nell’assise di via IV Novembre. E potrebbe farlo per una serie di motivazioni anche se nelle sue scelte ha sempre fatto riferimento agli accordi presi a livello nazionale.

I rapporti con la Lega si sono incrinati. “Attendo le determinazioni della Lega, hanno creato il problema e ora devono risolverlo. E devono farlo il prima possibile, la mia pazienza dura fino a lunedì”, insiste Toma. Dall’espulsione di Aida Romagnuolo e Mena Calenda (che hanno creato grattacapi pure in maggioranza) fino alla rimozione di Mazzuto come commissario regionale, per il Carroccio molisano il 2019 è stato piuttosto complicato, pieno di litigi e veleni.

“Nessuno dà dei diktat al presidente della Regione Molise – l’affondo del governatore – io entro lunedì mattina agirò, a meno che non cambiano delle cose”. “Io devo governare – aggiunge – e in Molise comandano i molisani. Io rappresento i molisani, sono un presidente aperto al confronto e sono disposto ad aspettare che la Lega risolva il problema”.

Inoltre Toma ha bisogno di una maggioranza allineata in Aula. Una coalizione compatta che in Aula possa fare quadrato rispetto agli assalti delle minoranze, contro cui reagiscono e tirano fuori i denti due o tre esponenti del centrodestra (Quintino Pallante e Andrea Di Lucente, ad esempio). Soprattutto servono i numeri per evitare figuracce, affanni e patemi d’animo provocati dalla presenza di tre dissidenti in maggioranza: Michele Iorio, Filomena Calenda e Aida Romagnuolo.

Nominare in Giunta uno dei tre e consentire l’ingresso al primo degli eletti della rispettiva lista è il modo per raggiungere quello che qualcuno definisce l’obiettivo “maggioranza a undici”.

Difficile capire attualmente a che punto è la riflessione di Toma, chi sale e chi scende nel ‘borsino’ di palazzo Vitale. Però i retroscena circolano, vengono formulate le prime ipotesi. Per alcuni esponenti della coalizione non ci sono dubbi: la scelta di Toma dovrebbe ricadere su Aida Romagnuolo consentendo l’ingresso in Consiglio dei primo dei non eletti, Domenico Ciccarella, colui che per un soffio ha battuto Alberto Tramontano (attuale consigliere comunale di Campobasso e in odore di candidatura alle Amministrative dello scorso maggio).

Imperdonabile, a loro dire, l’atteggiamento di Filomena Calenda quando in Consiglio regionale è stata affrontata la riforma dei trasporti. Alla consigliera di Isernia c’è chi contesta pure lo scarso lavoro svolto nella sua commissione di competenza, la Quarta.

Ma nemmeno Michele Iorio gode delle simpatie di tutti. E poi ieri – 7 gennaio – durante la conferenza dei capigruppo lo stesso Toma lo avrebbe strigliato perchè in Seconda Commissione (presieduta dall’ex governatore) sono ferme due proposte di legge ritenute particolarmente importanti.

“Il presidente della Giunta Donato Toma – si legge nel resoconto dei lavori – ha chiesto che venisse sollecitata la Seconda commissione per la conclusione dell’esame di rito di due proposte di legge, sull’artigianato e sul commercio, di iniziativa della Giunta regionale, consentendo così alle stesse di giungere in Consiglio per il loro varo definitivo. Richiesta analoga è giunta anche dal Capogruppo del Pd Micaela Fanelli in riferimento ad alcune leggi di sua iniziativa, giacenti nelle varie Commissioni, e che hanno visto decorso il termine per l’espressione del parere previsto dall’ordinamento regionale”.

Tra manovre e consultazioni, l’ufficialità sulla nuova Giunta potrebbe dunque arrivare il 13 gennaio, il giorno in cui è convocato il prossimo Consiglio regionale. Qui il governatore Donato Toma potrebbe annunciare chi sono gli assessori promossi e quelli bocciati. E chissà se Mazzuto sarà veramente ‘spedito’ in panchina e sostituito proprio da colei che ne ha duramente contestato l’operato firmando le mozioni di sfiducia della minoranza.