In fuga dalla Nigeria, sposi a Campobasso: Amanda e Kelvin ora vivono a Bojano

Il matrimonio, secondo nel capoluogo tra ragazzi dei centri sprar, è stato celebrato il 30 gennaio dal sindaco Roberto Gravina. I due, entrambi nigeriani, sono stati accolti nel centro Eden per circa tre anni. Da qualche tempo lui lavora nel centro matesino e d’ora in poi vivranno sotto lo stesso tetto con la figlioletta nata cinque mesi fa.

Hanno entrambi sulla pelle e nell’anima le ferite indelebili della fuga dal proprio paese di origine, la Nigeria, dell’inferno vissuto nei lager della Libia, della traversata del Mediterraneo. A Campobasso è rinata la speranza: l’accoglienza nei centri Eden, la conoscenza, l’amore. E il matrimonio celebrato il 30 gennaio 2020, alla presenza del sindaco Roberto Gravina. E dei due testimoni: Salvatore Dell’Oglio e Chiara D’Amico, già direttori dei centri Eden. Si tratta del secondo matrimonio, primo per il sindaco Roberto Gravina, tra ragazzi dei centri sprar di Campobasso. I primi furono Michael e Anita.

 

Amanda Sunday e Kelvin Osinachi, lei 24 anni, lui 28. Sono arrivati in Molise tre anni fa, come detto entrambi dalla Nigeria. Ma in due momenti e con gruppi diversi. “Amanda mi chiama mamma, mentre per la figlioletta nata cinque mesi fa sono la nonna – spiega non senza un velo di commozione Chiara D’Amico –. Si è creato un rapporto stretto perché per lei sono stata il primissimo punto di riferimento appena arrivata, e questo è un fatto inevitabile per chi non conosce nulla del posto dove viene accolto”.

Matrimonio Amanda e Kelvin

Salvatore Dell’Oglio è invece il testimone di Kelvin, che attualmente lavora a Bojano dove ha preso anche casa. In precedenza si era adoperato all’interno del centro. E finalmente lo raggiungerà anche Amanda, ospitata al Pleiadis di Bojano assieme alla figlioletta da quando l’Eden ha chiuso. Speranze, illusioni, sacrifici, sogni: di strada ne hanno tanta da percorrere e lo faranno mano nella mano, cercando di regalare un futuro migliore anche alla piccolina di casa.

 

La situazione in Nigeria resta molto grave: bande armate mettono in fuga migliaia di persone, costrette a riversarsi in altri lidi per cercare un posto più sicuro. Ma, prima di raggiungere l’agognata Italia, ragazzi, bambini, donne, uomini, sono costretti a subire l’inenarrabile. Come Amanda e Kelvin, a cui auguriamo buona vita.

 

FdS