Il video sul molo e l’avvistamento in ospedale: stesso giorno, orari diversi. Un rebus per gli investigatori

Alle 10 e 30 del 18 dicembre Victorine Bucci sarebbe entrata all’Ufficio Relazioni col pubblico dell’ospedale San Timoteo di Termoli e avrebbe chiesto di avere un referto medico in inglese. Lo ha rivelato ieri la Procura, che ha parlato genericamente di una “segnalazione attendibile” sulla 42enne di Larino trovata morta nella Panda ripescata oggi in mare. L’unica segnalazione in possesso degli inquirenti dopo la scomparsa.

Ma esiste anche un video, girato dalla telecamera della sorveglianza del circolo Mare Nostrum puntata in parte sulla strada di accesso al molo vecchio, che mostra la panda rossa arrivare sulla banchina. Anche questo è del 18 dicembre, e porta la data delle 5 e 30 del mattino circa.

telecamera porticciolo

Due elementi importanti, due indizi. Che però sono in contraddizione. Se Vicky è morta – per una disgrazia, per scelta o per un omicidio non si sa – all’alba del 18 dicembre, non può essere stata vista viva quattro ore dopo. Se è stata vista davvero quel giorno in ospedale, vuol dire che il filmato non è attendibile. Ma un video come fa a non essere attendibile?

E’ un rebus, un macchinoso gioco enigmistico, quello al quale si trovano davanti gli investigatori che da un mese cercano la verità su uno dei casi più misteriosi e incerti che la cronaca locale ha registrato negli ultimi anni.

Victorine Bucci

Sicuramente Victorine si è recata in ospedale, come le dipendenti ricordano. Aveva prenotato, alcuni giorni prima, un volo economico per Toronto. Intendeva raggiungere l’amico Luca Toselli, che l’aveva invitata offrendole ospitalità per darle l’opportunità di allontanarsi da un compagno violento che l’8 dicembre l’aveva picchiata selvaggiamente. Un occhio nero, botte alla testa, lividi. Ma Vicky non aveva voluto fare il suo nome al Pronto Soccorso di Termoli. Il giorno dopo, mentre tornava per una tac cranica, la mamma Pina ha riferito ai carabinieri il nome di quella persona che le aveva fatto del male. Non è bastato a innescare un provvedimento.

Qualche giorno dopo le percosse Vicky ha prenotato il volo per il Canada. Ma poi ci ha ripensato, cedendo anche alla richiesta della madre di averla vicina a Natale. Per ottenere il rimborso del viaggio aveva bisogno di un certificato medico da addurre come motivazione della disdetta, e le serviva in inglese. Quello che aveva tradotto lei, sul suo pc ora passato a un informatico per ulteriori controlli, non bastava. Serviva l’originale dell’ospedale.

Invitata a rivolgersi a un’altra struttura in quanto l’Urp non era competente in merito, Victorine è uscita da quella porta e nessuno l’ha più vista. Ma davvero questa segnalazione si riferisce al 18 dicembre? Ci potrebbe essere stata confusione di date nella testimonianze delle dipendenti dell’ufficio pubblico. Forse Vicky è stata vista il 16, non il 18. E anche su questo si indaga.

La Panda rossa estratta dal mare

Come si indaga sul filmato che mostra la Panda rossa di Victorine Bucci entrare nel molo del porticciolo. Un unico filmato, girato dalle telecamere di un club nautico privato. La videosorveglianza è puntata sulle barche dei soci, ma una telecamera in particolare è montata con una angolazione tale da inquadrare parte della strada che porta fino alla scogliera, dove sorge la pescheria della famiglia D’Abramo e dove si trova il trabucco vecchio.

pescheria d'abramo molo termoli trabucco

E’ proprio su quella strada, l’unica via di accesso e di uscita, che tra le 5 e 30 e le 6 del mattino del 18 dicembre è passata l’auto di Vicky. Le telecamere hanno ripreso il momento dell’ingresso al molo ma non quello di uscita. “La Panda è arrivata e si è fermata qua, non è mai più tornata indietro” il commento di un inquirente, che sintetizza il grande giallo dietro l’intera vicenda: Victorine Bucci si è gettata in acqua, è caduta durante una manovra spericolata oppure è stata vittima di un omicidio?

 

Il video è stato acquisito dai carabinieri delegati a fare le indagini dalla Procura diversi giorni dopo la denuncia di scomparsa. “È l’unico elemento certo di questa storia” si fa scappare uno degli investigatori. La conferma arriva dagli stessi operatori portuali che, pur conoscendo l’inefficacia della videosorveglianza pubblica, mai entrata in funzione, sono consapevoli che le telecamere private funzionano. “Servono alla sicurezza delle barche”.

Una in particolare si è rivelata utile, perché ha girato un video che non è stato distrutto nelle 48 ore successive e ha portato gli inquirenti a concentrarsi sul vecchio molo, dove il giallo si fa fitto. Come è potuta finire in mare la vettura di Vicky superando la barriera di scogli che separa la banchina dall’acqua, profonda circa 3 metri? E come ha fatto un testimone, considerato attendibile, a vedere la donna alle 10 e 30 del 18 dicembre, viva?

Delle due l’una: o la Panda ripescata oggi in acqua con all’interno il corpo di Vicky è finita in mare dopo la data del 18 dicembre (ma il filmato dimostrerebbe il contrario), oppure la persona che ha detto di aver visto entrare la donna in un ufficio pubblico e che ci ha parlato, rispondendo alla richiesta di alcune informazioni, si è sbagliata, come si è sbagliata la Procura nel ritenere il racconto “certo e fondato”. Ma in realtà sono ancora troppi i punti da chiarire e la Procura potrebbe aver introdotto in una indagine molto complessa elementi nuovi e scelte investigative inedite.

 

Il rebus dell’auto precipitata in acqua è reso di difficile soluzione anche da altri elementi. Prima di tutto la scogliera che attornia il molo e che, a detta di alcuni ingegneri interpellati renderebbe impossibile per una utilitaria come la Panda “saltare” di sotto senza incepparsi sugli scogli. La vettura sul fondale, a una profondità compresa tra 3 e 4 metri, era ribaltata su se stessa, finendo  gomme all’aria. Pneumatici intatti ma paraurti mancante e carrozzeria sulla parte anteriore inesistente: un dettaglio compatibile, questo, con l’ipotesi che possa aver battuto col “muso”.

Il recupero dell'auto e del corpo di Vicky

Proprio quella zona, sotto il molo del porticciolo e praticamente nello stesso punto in cui è stata ritrovata la Panda (a circa 6-7 metri dalla scogliera), era stata perlustrata dai sommozzatori dei Vigili del Fuoco ma senza esito. “Forse quell’auto prima non era lì” ha dichiarato il Procuratore Isabella Ginefra, lasciando intendere che la vettura potrebbe essere stata spostata dalle correnti ma anche che sia finita in mare in un secondo momento rispetto alla denuncia di scomparsa.