Il treno si rompe e viene soppresso, proteste e caos. “Operatori rischiano aggressioni”

Il regionale delle 6.50 diretto a Roma non è più partito a causa di un guasto. Impossibile riparare il mezzo: le officine sono a Benevento. Oggi a far infuriare i viaggiatori è stata l'assenza del pullman sostitutivo che solitamente viene almeno garantito. La situazione è al limite: "I macchinisti e gli operatori mi hanno raccontato che ogni giorno vengono anche aggrediti dai passeggeri per le ricorrenti disfunzioni", racconta un professore a Primonumero.

Ore 6.50, 23 gennaio. Due giorni dopo l’incontro tra l’assessore regionale ai Trasporti Vincenzo Niro e i vertici Rfi per tracciare il futuro dei collegamenti ferroviari in Molise, nella nostra regione si vive l’ennesima giornata di disagi. Il convoglio diretto questa mattina per Roma non è partito, fermo a Campobasso a causa di un guasto che ne rende impossibile il viaggio.

Alle ore 7.40 ai viaggiatori in attesa nella stazione del capoluogo – lavoratori e studenti – viene comunicato che il treno è stato annullato. Un film già visto, ma che non finisce di provocare la rabbia dei molisani, privati della possibilità di poter usufruire di un servizio quanto meno sufficiente. La novità di oggi è che “non è stato previsto neppure un pullman sostitutivo. Ci è stato detto che avremmo dovuto aspettare il treno delle ore 8.33″, racconta a Primonumero un professore campobassano che si sarebbe dovuto recare nella capitale per firmare un protocollo alle 11. “Ovviamente non sono potuto andare e ora dovrò rivolgermi alla direzione generale per attestare che il treno non è partito e giustificare l’assenza della mia scuola”, aggiunge.

Impossibile del resto riparare il mezzo: nel capoluogo molisano non c’è l’apposita officina, bisogna rivolgersi a Benevento quando un treno ha un guasto. E pare che questo avvenga di frequente perchè i mezzi che circolano in Molise sono piuttosto vetusti. “E’ una situazione incresciosa, ai limiti della tollerabilità, incalza l’insegnante. Che poi denuncia: “I macchinisti e gli operatori mi hanno raccontato che ogni giorno vengono anche aggrediti dai passeggeri per le ricorrenti disfunzioni”. Una volta del resto sono stati costretti a intervenire perfino i Carabinieri per placare l’ira dei viaggiatori. Insomma loro stessi diventano il bersaglio delle proteste dell’utenza ormai al limite della sopportazione, esasperata per i continui disagi.

Non ci sono ancora tempi certi sull’elettrificazione della linea ferroviaria. Eppure comporterebbe miglioramenti ai collegamenti su rotaia. “Un macchinista mi ha anche raccontato che devono acquistare 8mila litri di gasolio ogni quattro giorni spendendo 15mila euro. Se ci fosse l’elettrificazione si spenderebbe meno di un quarto di questa cifra e ci potrebbero essere molti più collegamenti”.

Il paradosso di una regione che si vorrebbe attrattiva per i turisti, ma irraggiungibile quasi come un viaggio sulla luna.