Il compagno di Vicky chiamato in Procura. “Ha fornito elementi utili all’indagine”

Maurizio V. e il fratello sono stati ascoltati come persone informate sui fatti ancora una volta ieri sera, 22 gennaio, dal Procuratore Isabella Ginefra. L'avvocato difensore Ruggero Romanazzi chiarisce che l'ex compagno ha dato indicazioni che potrebbero essere utili all'inchiesta. “Lui è provato dalla perdita ma sereno sull'indagine"

L’ex compagno di Victorine Bucci, il termolese di 56 anni che la notte prima della scomparsa era con la 42enne trovata morta nella Panda ripescata ieri in mare, avrebbe fornito alcuni elementi utili a ricostruire l’intricata vicenda sulla quale sono al lavoro da settimane gli inquirenti.

Ieri nel tardo pomeriggio, insieme con il fratello che ha avuto modo di vedere Victorine prima delle 6 di mattina, si è recato dal Procuratore capo Isabella Ginefra che li ha convocati entrambi per ascoltarli come persone informate sui fatti. Con loro anche l’avvocato Ruggiero Romanazzi, che li difende entrambi “pur non essendoci – chiarisce a Primonumero.it – alcun indagato in questa storia”.

Il lasso di tempo intercorso dal momento in cui Victorine e il compagno sono usciti di casa, dalla palazzina di via Rio Vivo, è il momento in cui è accaduto qualcosa di irreparabile, oggetto di un approfondimento per il quale, precisa ancora il legale, “il mio cliente ha fornito spontaneamente  elementi utili all’indagine”.

Secondo la versione di Maurizio V., confermata dal fratello, Victorine sarebbe uscita di casa intorno alle 5 e 30, subito dopo che il compagno è uscito a sua volta per andare a comprare delle sigarette. Vista dal fratello per pochi minuti, la donna si sarebbe messa in auto. Da quel momento c’è un buco nella ricostruzione che è appunto al vaglio della Procura, anche in considerazione del filmato girato dalle telecamere del circolo Mare Nostrum del porticciolo che mostra una Panda rossa, quella di Vicky, entrare sulla banchina.

Era sola? Perché dirigersi in quel luogo a quell’ora? E chi ha lasciato il suo cellulare sugli scogli? È stata lei? Anche queste le domande alle quali si sta cercando di dare una risposta in queste ore, mentre iniziano gli esami tecnici e irripetibili sia sulla vettura, che si trova in un’officina di Termoli a disposizione del tecnico incaricato dalla Procura, sia sul corpo, a disposizione degli anatomopatologi e dei medici legali dell’Istituto di Bari.

“Il mio cliente è molto provato per la perdita di una donna con la quale aveva sì una relazione burrascosa e forse tormentata (l’aveva anche picchiata tanto da mandarla in ospedale lo scorso 8 dicembre, ndr) ma che amava” dice ancora l’avvocato Romanazzi, precisando che sotto il profilo delle indagini l’uomo è estremamente “tranquillo e sereno e ha fornito tutte le informazioni in suo possesso per aiutare l’inchiesta”.